E se il 5G non “ci ucciderà” tutti, “ci ammalerà” però…!

A parte il titolo “strategico” ad effetto lo scenario che si prospetta di fronte a noi è quantomeno allarmante. E’ proprio quando le istituzioni sentono il fiato sul collo, che cominciano a rimbalzare il solito FALSO MANTRA dell’ innocuità delle onde elettromagnetiche per la salute. NUVOLE_5G

Non potrebbero fare diversamente se per opportunità (e qualche nuova commessa) hanno trasformato alcune città come dei grandi laboratori dove le persone sono diventate cavie involontarie ed inconsapevoli topolini in gabbia.
Si sono talmente premurati di tramutarci in inconsapevoli cavie da regalarci il giochino tecnologico di ultima generazione in modo da tenerci occupati a fare qualcosa di diverso dal correre dentro una ruota, che siamo noi a far girare.
Si proprio così : un gruppo di persone si riunisce attorno ad un tavolo e decide, incurante degli effetti sulla salute, di massimizzare il proprio profitto commercializzando una nuova tecnologia, che si sa benissimo essere dannosa per la salute. Fior fiori di tecnici ed ingegneri al soldo millantano effetti benefici e discreditano con argomentazioni tecniche, per altro confutabilissime con un minimo di istruzione in merito, (vedi nostro articolo: LINK) tutti gli scettici e tutti quelli che, giustamente, sono preoccupati degli effetti di questa tecnologia sulla popolazione, sui nostri figli e sui i figli dei nostri figli.
La medicina da sperimentare in questo grande laboratorio formato cittadino, però, non viene inoculata con una puntura o un vaccino, ma viene irradiata da apparati di ultima generazione SENZA aver mai verificato gli effetti sulla salute a medio – lungo termine.
Qui casca l’asino e tutta la popolazione italiana che, inconsapevolmente, verrà posta in prima linea in questo non dichiarato esperimento medico.
Finché non si dovranno ammettere pubblicamente gli effetti sulla salute, MA SOLO quando la popolazione sarà dipendente da quella nuova tecnologia.
Con la dipendenza si metteranno le etichette sui dispositivi incriminati come le pecette a cui ormai non facciamo più caso sui pacchetti di sigarette con scritto frasi ad effetto come “provoca il cancro” o “rende sterili” oppure ancora “nuoce gravemente alla salute” … cosa ce ne importa SE saremo a quel punto dipendenti da quella tecnologia?
Con la totale assuefazione della popolazione, la gente che si ammalera’ risulterà essere un mero effetto collaterale della nostra società contemporanea!
Pensare di sperimentare una nuova tecnologia senza uno studio epidemiologico preventivo e’ la più scellerata scelta, a cui un governo possa anche solo pensare con l’ obiettivo di regalare una marchetta alle lobbies di telecomunicazioni!
Ma questa affermazione non e’ e non può essere la prassi, NO, poiché nessuna tecnologia, potenzialmente dannosa, può essere usata indiscriminatamente senza regole e senza dimostrazione preventiva della sua innocuità.

Quando si propone questo e’ segno evidentente che non solo si e’ mal consiglati ( e questo poco male basta rimettere l’incarico dei consiglieri) ma forse, con la scusa dell’asta delle frequenze, si pone in essere una operazione più subdola: si finisce ci si mette nell’ottica di affermare “se vendo le frequenze a dei privati e poi non gli permetto di utilizzarle con nuove tecnologie mi verranno anche a chiedere i danni!”.
Del resto se legalizzo il gioco d’ azzardo e poi faccio ammalare di ludopatia una intera popolazione, dove si esaurisce un il compito di buon governante? Nel “curare” semplicemente gli ammalati da ludopatica con il SSN oppure compreso il problema/pericolo dovrebbe mettere in campo tutte le forze per eliminare il problema a monte?

Qui però non si può evitare le radiazioni come la sigaretta o gli ambienti dove si fuma o, ancora, tenersi alla larga dalle sale slot machines… Qui ti prendi radiazioni passive anche se decidi di non usare questi gadgets elettronici!
La regola semplice da applicare e’ ***prima la salute, poi il profitto***:
quindi il buon governante potrà vendere le frequenze SE E SOLO SE una tecnologia risulti innocua per la salute, allora si potrà conferire licenza alle società (per giunta private), MA SOLO DOPO INCONTROVERTIBILI ED INDIPENDENTI studi epidemiologici; in caso contrario NO!
Ma cosi’ si ritarda lo sviluppo?
Beh la domanda è mal posta, proviamo a riformularla:
“Quanto vale la vita di una intera popolazione: più o meno del profitto e/o dello sviluppo?”
Gli studi epidemiologici devono durare anni e DEBBONO essere fatti e finanziati da organismi indipendenti. Quando c’ e’ la salute pubblica di mezzo non esiste che “il controllato” paghi lo stipendio al “controllore” e piloti a comando gli esiti degli studi, il cui esito potrebbe precludere o meno il profitto per lo stesso.
SI CHIAMA CONFLITTO DI INTERESSE… questo sconosciuto!
Proprio gli studi che si richiamano (strategicamente dimenticando quelli indipendenti che dimostrano l’ esatto opposto!) nell’articolo sulle Sfide Tecnologiche di cui si parlerà nel Forum dell PA (qui).
Beh nell’ articolo: affermare che vi siano danni alla salute da esposizione CEM (nonostante le decine di migliaia di studi in tal senso) viene visto come disinformazione dilagante da combattere alacremente per evitare altri “casi antenne”… in vista del 5G… OVVIAMENTE!!!

Per farla breve, non smetteremo MAI di denunciare il malaffare dietro questo supposto sviluppo tecnologico, sopratutto quando entra in conflitto con la tutela della salute.
Tanto più quando il rimedio che si propone per minimizzare l’ esposizione dei bambini è l’ utilizzo dell’ auricolare, come se il problema dell’ esposizione dei bambini sia la frequenza delle telefonate e non l’ utilizzo ubiquitario dello smartphone (e quant’altro) connesso sempre ad internet tramite rete mobile e WiFi.
Ma siffatto discorso si può fare a persone consapevoli del rischio, non a persone ignare e intontite da false notizie messe in giro da chi con le TLC lavora e, guardacaso (da chiedersi come mai) dagli organi di informazione.
E qui si giunge al paradosso!
Quando una forza politica (Movimento 5 Stelle) per non si sa quale ragione decide di indosare il cappello dell’innovazione tecnologica e si affida a dei consiglieri a tu per tu con le società di TLC ecco che per la prima volta nella storia italiana troviamo una forza politica, formalmente ambientalista, che scrive (nero su bianco) nel suo programma elettorale, che vuole investire nell’abbattimento del digitale divide con l’uso delle reti degli operatori telefonici “privati” tramite guarda un po’… Il 5G… E che per fare questo… Si impegnerà a portare i limiti di legge italiani ai valori europei…

 

N.B. NESSUNA FORZA POLITICA HA MAI AVUTO IL CORAGGIO DI AVALLARE UN TALE PROGRAMMA DI INNALZAMENTO DEI LIMITI. Lo stesso Mario Monti ha occultato un aumento sistematico dei limiti di legge spalmando le misure nelle 24 ore e non su 6 minuti come era prima del suo scellerato arrivo!

Per inciso quello che propone il movimento 5 stelle a livello nazionale è molto grave poiché parte dal 5G come strumento tecnologico di abbattimento del digital divide, di fatto asservendo quella, che è una infrastruttura strategica nazionale (la fibra ottica per il trasferimento dati) e che formalmente dovrebbe essere considerato un diritto gratuito di cittadinanza e non un servizio erogato a pagamento con operatori di telefonia privati.

N.B. NESSUNA FORZA POLITICA HA MAI AVUTO IL CORAGGIO DI AVALLARE UN TALE PROGRAMMA DI INNALZAMENTO DEI LIMITI.

Tra le altre cose l’ utilizzo di queste frequenze ( >20-30GHz, attualmente adoperate SOLO per ponti radio point-to-point) comporta gravi rischi e danni per la salute, e può e deve essere autorizzata SOLO DOPO opportuni studi epidemiologici, che ne dimostrino l’ inoocuità. Non basta, non può bastare una autocertificazione degli operatori stessi!

Il Movimento 5Stelle nazionale ha scritto sul suo programma che desidera fare tutto quello che e’ in suo potere per portare i limiti di legge di esposizione ai CEM a 61V/m…!
Ecco il link del programma nazionale del M5S in tema “telecomunicazioni”:
Fermiamoci un attimo: allineare i valori di esposizione ai CEM AI VALORI EUROPEI significa alzare i limiti attuali (da 6V/m a 20 V/m nelle zone residenziali e da 20 V/m a 61V/m altrove).
Ora in Italia valori come 20V/m si registrano sotto i tralicci di telecomunicazioni a Monte Cavo / Pratarena ad esempio in situazioni dove a causa del forte campo neanche si riescono ad aprire le portiere della macchina con il telecomando!
Si sta tentando di allinearsi con i valori europei (con la scusa del 5G) prevedendo di portare dentro le case degli italiani lo stesso inquinamento elettromagnetico che OGGI troviamo sotto i tralicci di telecomunicazioni… ed altrove? IL DELIRIO!!!
Ricordando gli studi indipendenti, snobbati dall’ OMS e dalle società di telecomunicazioni e di cui sicuramente, chi ha firmato il prgramma elettorale nazionale è totalmente all’ oscuro (o volutamente ignora), il limite precauzionale oltre il quale si manifestano a medio/lungo termine sensibili aumenti dell’ incidenza di disturbi e malattie è 0.6V/m:
detto in altre parole, per salvaguardare la vita umana l’ esposizione quotidiana ai CEM deve essere inferiore a 0.6V/m.
MA E’ TROPPO POCO?Beh non è vero poiché le telefonate senza interruzione di segnale si fanno con 0.1V/m; con 0.1V/m si naviga e si chatta: con valori nettamente più bassi di 0.6V/m si riuscirebbero comunque ad avere tutti i servizi a cui siamo oggi abituati, senza nessuna esposizione dannosa!
Già oggi questo limite precauzionale è totalmente disatteso poiché la legge italiana prevede valori 10 volte superiori a questo limite precauzionale. Figuriamoci arrivare a valori di 61V/m! Una MATTANZA!
Inoltre l’ escamotage tecnologico della sfida che ci riserva il futuro ed il mantra dell’ innovazione NASCONDE un lato oscuro che è l’ inapplicabilità di un tale limite in Italia poiché IN ITALIA È PRESENTE IL DIGITALE TERRESTRE!
LA NOSTRA è l’ unica nazione (assieme alla Grecia) che ha scelto il broadcast digitale attraverso i classici ripetitori/tralicci. Questo autorizzerà queste emittenti ad alzare incondizionatamente (quasi di un fattore 10) la loro potenza provocando danni ancora maggiori.
Siamo basiti!
Per dovere di cronaca e per l’ indipendenza che ci contraddistingue dobbiamo prendere le distanze formali dai punti programmatici sulle telecomunicazioni del Movimento 5 Stelle poiché stante alla letteratura scientifica consolidata, rappresentano un grave rischio per la salute umana.
Questo non lo accetteremo mai, sopratutto da un partito politico che si arrogante il diritto della tutela ambientale e della salute pubblica.
A tal proposito ricordiamo con estremo piacere l’ ottimo lavoro/impegno profuso (in contro-tendenza rispetto al nazionale) portato avanti dalla stessa compagine politica in Regione Lazio, con la stesura di una legge quadro regionale sul contenimento del fenomeno dell’elettrosmog, alla cui stesura anche il nostro comitato ha attivamente contribuito. Tra le altre cose pare che questo lavoro sia stato preso ad esempio in altre regioni italiane. Non sciupato tutto con scelte nazionali scellerate!
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PAESE CHE VAI… ANTENNE ABUSIVE (DA DEMOLIRE)… CHE TROVI…

Quando si parla di Piano Comunale di Regolamentazione per le antenne, dell’ intenzione di un paese/consglio/giunta comunale di prendere in seria attenzione il problema di una prima regolamentazione per la dislocazione delle antenne e poi basta fare una passeggiata e si trovano parecchi apparati e tralicci, che per la loro dislocazione e la loro conformazione NON POSSONO ESSERE STATI AUTORIZZATI DA NESSUNA ISTITUZIONE

ECCO CI TROVIAMO A MONTE PORZIO CATONE… Paese il cui consiglio/assessore comunale nell’ ultima seduta si è reso disponibile ad affrontare il tema “Piano Antenne”.

A SETTEMBRE 2016 il nostro comitato ha effettuato une sposto chiedendo all’ amministrazione di intervenire, come intervenne EGREGIAMENTE nella circostanza dell’ antenna della protezione civile in v. Frascati Antica, che “sparava” il segnale direttamente dentro le finestre della scuola Materna I.C. Don Milani.

A differenza dell’ antenna di via Frascati per i tralicci di via Vicinale ci Camaldoli NESSUNA COMUNICAZIONE CI È STATA DATA E, AD OGGI, QUELLE ANTENNE SONO ANCORA LI.

In particolare queste antenne radio ABUSIVE occultate nella vegetazione di Monte Ciuffo, irradiano DIRETTAMENTE tutte le case del belvedere e dei pratoni e tendono a sommare il loro contributo fin sulla cima del Tuscolo (es. alla Croce dove il loro effetto è cumulativo con Monte Cavo e Pratarena facendo superare di gran lunga gli attuali limiti di campo della legislazione italiana.

N.B. INVITIAMO I RESIDENTI DELLA ZONA AD EFFETTUARE UNA MISURA DI CAMPO MIRATA nel caso in cui siano a vista diretta su questi apparati.

PRIMA DI PENSARE AD UN PIANO AUTORIZZATIVO DI NUOVE INSTALLAZIONI

IL COMUNE DEVE PENSARE A REGOLARIZZARE QUESTE SITUAZIONI ILLEGALI ABBATTENDO TUTTI GLI APPARATI CHE NON HANNO PERMESSI IN REGOLA

IL NOSTRO COMITATO HA EFFETTUATO UN ESPOSTO IN CUI SI CHIEDEVA LA RIMOZIONE FORZATA ED IMMEDIATA DELLE ANTENNE ABUSIVE (RADIO EMITTENTI) SITUATE IN V. S.ROMUALDO IN PROPRIETA’ PRIVATA

ESPOSTO_CARLA_ANTENNE_VICINALECAMALDOLI.pngPrima di prendere in considerazione il Piano Antenne, PRETENDIAMO che il Comune PROVVEDA NELL’ ORDINE A:

1) SEQUESTRO DELLE AREE ed ESECUZIONE DELL’ ORDINE DI DEMOLIZIONE con ripristino dei luoghi a spese dei proprietari del terreno e dei gestori/emittenti adiofoniche   (ci è stato detto già emesso)

2) in caso di qualsivoglia ricorso o impugnamento ad effettuare l’ OSCURAMENTO PREVENTIVO di tutte le frequenze in emissione

3) sequestro ed interruzione utenze elettriche ed interdizione dei luoghi posti sotto sequestro.

NON C’È BISOGNO DI AFFERMARE L’ IMPORTANZA DI EMETTERE UN SEGNALE CHIARO E FORTE DI FRONTE A QUESTE CONTINUE NEFANDEZZE, CHE METTONO SEMPRE IN SECONDO PIANO LA SALUTE PUBBLICA A FAVORE DEL MERO PROFITTO PRIVATO.

MONTE CIUFFO (ALIAS TUSCOLO) DEVE ESSERE INTERDETTA A QUESTE INSTALLAZIONI per questioni di salute pubblica in primis, ma anche per ragioni di tutela del paesaggio. NON VORREMO DOMANI TROVARCI COME ROCCA DI PAPA CON MONTE CAVO o MONTE COMPATRI CON PRATARENA?

NESSUN PRIVATO PUÒ PRIVARCI DI QUESTI DIRITTI.

 

Rocca di Papa e Monte Cavo: LE ANTENNE ABUSIVE VANNO SMANTELLATE… TUTTE!

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio con la SENTENZA N. 04729/2018 del 30/04/2018 ha dato di nuovo ragione al Comune di Rocca di Papa, questa volta nella IMPORTANTISSIMA CAUSA nei confronti della società IDA S.p.A ( gruppo Caltagirone) proprietaria della Vetta di Monte Cavo e dei Tralicci ABUSIVI.

Non si parla quindi solo degli apparati mediaset, ma di tutta la vetta di monte cavo tempestata di tralicci ed antenne tirate su senza permessi ed in barba a vincoli ed al rispetto della salute pubblica.
Nonostante la compiacenza e l’inerzia amministrativa la giustizia va avanti ed oramai siamo certi che quel sito dovrà essere totalmente bonificato.
Sarà ora che il comune esegua le demolizioni obbligate e non si prodighi ad autorizzare altre stazioni (vedere siti di telefonia) finché non avrà ottemperato?!
Ormai la strada è tracciata… Non si tratta di una partita a scacchi, ma di rivendicare la centralità della salute pubblica di fronte agli interessi dei soliti noti.
Continueremo a vigilare ed a intraprendere azioni volte al raggiungimento dell’obiettivo comune e di interesse per tutta la cittadinanza castellana (non solo di Rocca di Papa).
Siamo abbastanza confidenti che l’esito positivo di queste azioni legali dipenda ( in parte) anche dalle nostre iniziative in Procura, che hanno acceso al momento giusto i riflettori su tutta la vicenda e che , assieme alle azioni e manifestazioni spontanee dei rocchegiani, abbiano portato il TAR nella direzione giusta di tutela e Salvaguardia della salute, ma sopratutto di RISPETTO DELLA LEGGE.
Andiamo avanti UNITI fino a meta!

IL TECNICO RISPONDE: La realtà distorta dell’ Ingegnere di Telecomunicazioni

A seguito del post di denuncia di una nuova installazione di telefonia (a v. delle Barozze) nel territorio martoriato di Rocca di Papa riportiamo il lungo intervento di un signore che si qualifica come INGEGNERE DI TELECOMUNICAZIONI, che in passato ha avuto a che fare con le società di telefonia e che OGGI svolge solo opera di certificazione della conformità degli impianti in essere (parole sue di cui non abbiamo motivo di dubitare).

I posts vengono riprodotti integralmente eliminando qualsiasi riferimento personale per ragioni di privacy.

LE NOSTRE RISPOSTE NEL CORSO DELLA DISCUSSIONE in colore BLU per differenziarle DAL TESTO DELL’INGEGNERE

“è informare seriamente la popolazione fino al singolo cittadino del potenziale danno alla salute che queste installazioni provocano”. Proprio in quest’ottica, permettetemi da darvi un’aiuto (non richiesto, ovvio 🙂 ).

Non richiesta ma non significa non gradita!

 

Anzitutto mi presento: perdonatemi se uso l’account di mia moglie ma io non ho FB. Sono un ingegnere delle telecomunicazioni e lavoro da 10 anni nel settore della telefonia mobile in particolare mi occupo della richiesta permessi per la realizzazione di impianti di telefonia mobile. Ciò premesso ci tengo a far presente che per poter installare un sito per telefonia mobile, un operatore deve necessariamente, ai sensi del decreto 259, richiedere permessi al comune ed eventuali svincoli nel caso ce ne fossero (sovrintendenza, paesaggistica, archeologica…) e, diversamente da altre installazioni civili, richiedere il Nulla Osta all’ARPA.
ARPA nella nostra regione, è molto scrupolosa e attenta nel valutare le relazioni di impatto elettromagnetico presentate dai gestori. In generale in tutta Italia si presta molta attenzione ma in regioni come Toscana, Lazio o Piemonte, l’attenzione è, per qualche motivo a me ignoto, ancora più presente.

Non ci risulta. La normativa che cita è corretta, ma gli operatori telefonici nel 90% dei casi si appellano al DECRETO/LEGGE Gasparri che permette l’ avvio dei lavori anche in assenza di pareri e nulla osta poiché equipara i ripetitori di per cellulari (N.B. SOLO la telefonia NON i servizi aggiuntivi 3-4-5G ed internet su mobile) a servizi strategici nazionali e quindi di fatto un impianto puà essere costruito e messo in esercizio con una semplice comunicazione di inizio attività (ovviamente fermo restando eventuali autorizzazioni EDILIZIE in caso di fondamenta ecc… sebbene siamo a conoscenza di molti casi in cui non siano MAI stati prodotte tali lecenze/permessi. Poi una volta entrati in servizio gli apparati (chiedetevi perché dovrebbero installarli in fretta e furia di notte quando la cittadinanza dorme) è difficilissimo farli togliere!

 

In particolare, la normativa vigente, richiede che nessuna stazione radio base (o comunque nessuna sorgente fra 3 e 3000 MHz) causi l’esistenza di campi elettrici in zone accessibili alla popolazione che superino un certo limite. Più specificatamente tale limite, in Italia, è 20 V/m che si riduce, in aree con permanenza umana superiore alle 4h giornaliere, a 6 V/m. Ogni nuova installazione, quindi, non deve produrre in alcun caso un campo elettrico che sommato RMS al campo elettrico esistente, sia maggiore di 20 V/m in aree accessibili (e a 6 V/m in aree con permanenza superiore a 4 h, come scuole, uffici, abitazioni…)
Si potrebbe discutere sul perché della scelta di questi valori da parte del legislatore ma non voglio dilungarmi. Voglio solamente far presente che nel resto dei paesi europei (se togliamo appunto Italia (e la Polonia)) la media è, se non ricordo male, di circa 54 V/m (motivo per cui non troverete pali e tralicci come quelli nostrani in Germania o comunque con molta difficoltà visto che le antenne possono essere installate direttamente sulle pareti degli edifici!

Tutto VERO, peccato che l’ attuale legislazione italiana (e con essa i relativi limiti di legge sono 10 volte superiori ai valori di campo che produce nel corso degli anni un incremento di patologie certificate) non tuteli la salute umana! Noi stiamo lottando per allineare i valori di legge ai limiti precauzionali identificati dagli studi medici ed epidemiologici. Non ci interessano i valori elevati di campo, che si osservano negli altri paesi anche perché negli altri paesi non esistono fonti allucinanti di elettrosmog come le stazioni di bradcast RADIO E TV il digitale terrestre ecc… Ricordo che siamo l’ unico paese assime alla Grecia che utilizza il digitale terrestre, quindi paradossalmente ha molto più impatto 6V/m in Italia che non 61V/m in Francia o Germania dove le emittenti non si clusterano una sull’ altra impattando sulla popolazione dei paesi limitrofi (vedi Rocca di Papa _versus_ Monte Cavo).

 

Ciò premesso:
1. ARPA, sulla base delle richieste dell’operatore, autorizza una configurazione radio che la quasi totalità delle volte non verrà mai installata. la configurazione onair, irradiata dalle antenne, infatti, sarà (quasi) sempre inferiore a quella autorizzata. Al più potrà essere pari. Ma MAI SUPERIORE (l’operatore non può certo permettersi di superare i limiti: non ha un solo impianto ma N migliaia per cui il rischio sarebbe davvero eccessivo e le sanzioni alte)

L’ ARPA per autorizzare si basa sugli STUDI PREVISIONALI, cioè una AUTODICHIARAZIONE degli operatori che affermano: “devo mettere l’ antenna qui sarà di questo tipo ed irradierà “al massimo” sulle facciate delle case TOT”. (quel TOT sarà sempre inferiore ai limiti di legge per definizione sennò quale autorizzazione vuoi che ti concedano?). Per farle sempre rientrare nei limiti di legge esistono i coeficienti moltiplicativi che vengono forniti ad ARPA dagli operatori stessi. Inoltre un decreto del governo Renzi ha annacquato questa iniziale autorizzazione/valutazione affermando, che i valori non debbono essere superati NON SULLE FACCIATE DELLE PROPRIETA’, BENSÌ ENTRO le case delle persone e quindi adoperando dei valori medi di attenuazione dati dalle murature delle abitazioni usando dei coefficienti di attenuazione in decibel del segnale. Se poi tu hai una roulotte o un tetto di legno vivrai praticamente immerso nelle radiazioni, che si hanno sulla facciata senza alcuna attenuazione. Questo potrebbe quindi in linea ipotetica portare a valori sottostimati all’ interno delle abitazioni, però intanto con questo giochetto gli operatori si trovano delle antenne GIÀ AUTORIZZATE preventivamente nelle e pronte ad entrare in servizio.


2. è impossibile che il fondo attuale nei territori del comune di RdP sia di 3.5 V/m! in prima battuta perché il comune vede poche installazioni sul territorio comunale (se paragonate alla media degli altri comuni del Lazio, ad esempio); in seconda battuta perché il volume di rispetto ad esempio del campo elettrico 3 V/m (ovvero l’area all’interno del quale il campo elettrico è maggiore o uguale a 3 V/m) prodotto da una stazione radio base raggiunge difficilmente i 150m. Per cui 3.5 V/m, benché comunque inferiore ai limiti previsti, è impossibile sia il valore MEDIO misurabile. Tra l’altro anche fosse (e ribadisco è scientificamente IMPOSSIBILE) si “sommerebbe” al campo elettrico della nuova installazione producendo un valore totale comunque inferiore.

Questa affermazione non ha né capo né coda. Si parla del valore medio di 3.5V/m emerso da studi di mappatura di elettrosmog all’ interno del comune di RdP e non dipendenti dalle installazioni di telefonia, ma da tutto quello presente in primis a Monte Cavo, cioè stazioni Radio e Televisive (comprese quelle di telefonia, sebbene influiscano di meno). Confondere il valore 3.5V/m che è il background MEDIO stimato (ciò significa che ci sono zone di Rocca di Papa dove si arriva a valori prossimi ai limiti di legge (~6V/m), sia luoghi dove il valore è in media sotto 1V/m.  La malafede di quanto affermato (magari non voluta, magari di impeto per via della professione praticata) delle parole si scorge nel momento in cui volutamente si travisa un messaggio per farne passare un’ altro. Le stazioni di Telefonia possono abbondantemente superare i 4-5-6 V/m a seconda dell’ orientazione. E’ FALSO affermare che al più producono valori bassi. Noi stessi (misura confermata da ARPA) abbiamo misurato a Lariano esattamente 4V/m provenienti da un ripetitore per telefonia sul balcone di una abitazione. Affermare il contrario è falso e tendenzioso (significa non rispettare/accettare il nostro lavoro né quello di ARPA). Nella figura la distribuzione del segnale uscente da un apparato per telefonia vien da se che se l’ apparato si installa sopra il tetto di una abitazione e, magari, è presente un’ altra abitazione alla stessa altezza dalla parte opposta di una strada il valore misurato difficilmente si discosterà da quello nella zona più scura (a seconda della distanza ovviamente). PS: anche il famigerato effetto ombrello che si millanta ai proprietari quando si installano i ripetitori sui tetti delle case si va a far benedire… Consiglerei di far vedere questa figura invece di inventare concetti falsi per mero business!

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3. è altrettanto impossibile, per le stesse motivazioni di prima, che la stazione radio base oggetto di discussione, possa creare un campo elettrico medio di 2 V/m come asserite nel vostro articolo. Il campo elettrico è inversamente proporzionale al quadrato della distanza per cui se si hanno 3 V/m a 150 metri a 300 metri (lungo la direzione di massima o puntamento della singola antenna) si avrebbe una valore 4 volte inferiore e così via…

VEDA FIGURA SOPRA E SI RIFACCIA I CONTI! Anche perché le misure da noi fatte con strumento a larga banda omologato sono state confermate da ARPA. Certo se ci limitiamo a misurare solo la componente a 700, 1GHz ecc… della frequenza dell’ operatore allora il valore è inferiore, ma il corpo umano non fa distinzione di frequenza e prende tutto quello che uno strumento a larga banda misura. Certo l’ andamento con il quadrato della distanza pone un limite all’ influenza di un ripetitore ma se si considera che all’ interno di un centro abitato entro 100-200 metri ci sono molte abitazioni, ve ne sarà sicuramente presente qualcuna che prenderà il massimo di irraggiamento e se non posta ad opportuna distanza questo valore potrebbe essere dominante anche su 3.5 V/m di fondo (es. 4.0V/m). SQRT(3,5^2+4.0^2)=5.3V/m ecco che siamo arrivati ~ ai limiti… basta una qualsivoglia altra fonte WiFi, Link’em, il vicino di casa, che si mette il nuovo strafigo telefono vodafone… ecc. Certo da una analisi spettrale si verifica se il limite è superato da tutti contributi autorizzati o da contributi privati come WiFi, ripetitori abusivi ecc… ma fatto sta che si sta ad un valore di campo incompatibile con una sana esistenza umana!


4. Non sono dimostrati effetti diretti delle radiazioni elettromagnetiche con la salute. In particolare L’IARC ha classificato i campi elettromagnetici come cancerogeni di gruppo 2B, ovvero come sospetti agenti cancerogeni per i quali vi è una prova limitata di cancerogenicità negli esseri umani. Nella stessa categoria vi è, ad esempio il caffè o i sottaceti, tanto per dire, e non mi pare ci siano battaglie sui carciofini o cipolline…)

QUESTA COSA CI LASCIA MOLTO INTERDETTI perché fa emergere la totale infondatezza di tutte le argomentazioni ed un presunto conflitto di interessi in quanto o uno non è informato (ed allora bisogna rimanere nell’ ipotetico fino a che non ci si informa meglio) oppure ripete alla lettera il manuale del buon installatore di apparati…: “minimo rischio non supportato da prove e bla bla bla…” del resto conosciamo tecnici installatori che affermano candidamente che le malattie non esistono e l’ elettrosensibilità è un effetto psicosomatico.

Se la pensa in questi termini venga ad affermare le sue tesi ad un NOSTRO CONGRESSO CON MEDICI E RICERCATORI CHE GLI STUDI LI FANNO SUL SERIO e potranno renderla edotto di tutte le casistiche riscontrate!

Sul nostro sito, qui: può trovare un estratto (poco più di 300 articoli) della grande letteratura medico/scientifica ed epidemiologica sul tema che vede l’ inizio dagli anni ’70 (si parla di qualcosa come 20-30mila studi non falsificati!) -> https://comitatotutelamonteporziocatone.wordpress.com/documentazione/elettrosensibilita-studi/


5. Siamo tutti (generalizzo ovviamente) molto critici con le installazioni delle antenne ma usiamo il telefono cellulare ormai per diverse ore al giorno. Proprio il telefono cellulare che i più utilizzano, quando chiamano o ricevono chiamate, attaccato all’orecchio, emette campi elettromagnetici ad una potenza tanto più grande tanto più lontana è l’antenna dell’operatore (il traliccio o il palo, per intenderci) a cui deve trasmettere e ricevere. Secondo voi, vicino all’orecchio, nel caso di antenna molto distante, si misurerebbero, durante una chiamate, più o meno di 20 V/m? (la risposta è molto semplice: decisamente di più). E non faccio altri esempi, tipo l’asciugacapelli, i vecchi monitor a CRT o lampadine alogene… che superano di gran lunga i 20 V/m di qualche ordine di grandezza!)

CERTO anche questa informazione diamo ai nostri soci lettori e sostenitori. Comunque le lampadine sono quelle al neon non quelle alogene o ad incandescenza. Questa è l’unica cosa “completamente giusta”, che ha veramente detto nel suo intervento. Invitiamo sempre a fare un uso oculato e moderato di ogni forma di tecnologia potenzialmente dannosa a breve termine e sicuramente dannosa a lungo termine in particolar modo con i bambini poiché il tempo totale di esposizione (nell’ arco della loro vita) rispetto agli adulti è decisamente maggiore e quindi saranno maggiormente esposti a contrare patologie connesse all’ esposizione ai CEM.


6. Man mano che crescono le richieste di servizi da parte degli utenti, si pensi ad esempio ai social, streaming video, contenuti on demand ecc. per i quali sono necessari throughput dati elevati, è necessario, da parte dell’operatore, incrementare la capacità e quindi incrementare il numero di antenne al fine di suddividere le aree su cui vive la popolazione, in celle più piccole. Un po’ come una rete idrica: se si ha un’esplosione demografica per cui si devono realizzare nuove tubature per portare acqua ai singoli appartamenti, abitazioni ecc, si dovranno necessariamente, superato un certo limite, incrementare anche le tubazioni che dalle centrali idriche arrivano fino al territorio, altrimenti la portata dell’acqua sarebbe limitata. (non so si mi sono spiegato con questa similitudine)

La tutela della salute deve stare al primo posto rispetto all’ erogazione di un servizio, sia esso ammiccante o accattivante e/o fonte di reddito per taluni. Non esiste servizio che tenga il passo ad un qualunque ipotetico rischio, figuriamoci ad un rischio pressoché certo!

Le richieste di servizi cresce, ma non è detto che debbano essere soddisfatte tramite wireless della telefonia mobile. Prendiamo la banda larga, non ha senso adoperare il 5G per abbattere il digital divide, l’ infrastruttura su cui bisogna puntare è la fibra ottica, che porti il segnale nei centri urbani ad altissima velocita (N.B. nessun ripetitore) poi ci sta bene utilizzare delle micro/nanocelle per trasmettere gli ultimi 20-50 metri. Ma il servizio internet su mobile non lo fai passare né lo basi sul wireless, ma sulla connessione ethernet! E’ facile rendere schiavi di qualcosa  una popolazione di ignari ed ignavi per poi (quando non si potrà più negare) accanirsi a minimizzare gli effetti dannosi della tecnologia: prima si rendono schiavi del gioco (e lo stato ci guadagna) poi ti metti a curarli per la ludopatia! troppo facile.


Mi piacerebbe potervi argomentare più o meno dettagliatamente il perché, a mio avviso, certo, ma supportato dai numeri e dalla fisica, il problema delle antenne e la paura che queste possano contribuire ad una (fantomatica?) tendenza ad incrementi di patologie varie, sia, se non una legenda metropolitana, una mistificazione della realtà. Se volete, e vi fa piacere, sono disponibile a darvi consulenza e fornirvi quanto necessario per poter rendere vera quella frase che ho citato all’inizio, ovvero informare seriamente (e scientificamente, aggiungo io) la popolazione.

Grazie di canali ufficiali di disinformazione ne siamo pieni ed abbimo i nostri esperti scienziati che hanno tesi diametralmente opposte alle sue.

Per qualsiasi comunicazione può usare i nostri canali standard:

comitatotutelamonteporzio@gmail.com


Concludo con una battuta: è impossibile (o comunque MOLTO IMPROBABILE) che il “vento” possa buttare giù il palo: non verrebbe autorizzata l’installazione da parte Genio Civile se non fosse dimostrata la solidità della struttura e senza le necessarie verifiche statiche… L’italia fortunatamente per noi (cittadini) e sfortunatamente per cui realizza e ha necessità di installare queste strutture (Gestori di Telefonia mobile) ha una legislatura in materia molto molto complessa e restrittiva.
Nel caso, quindi, sarebbe necessario trovare un’altra scusa per giustificare l’abbattimento del palo…

Anche questa battuta se la poteva risparmiare! Facevamo solo riferimento al fatto che un danneggiamento come l’ abbattimento di un palo “spoglio di apparati” dove nessun servizio di telefonia è operante è configurabile come semplice illecito civile di danneggiamento e non reato penale di interruzione di pubblico servizio.

Sono un ingegnere delle telecomunicazioni (ingegnere, laureato anche io) che, come le dicevo nel mio precedente intervento, lavora da più di 10 anni nel settore delle TLC ed in particolare come certificatore di conformità delle stazioni radio base. Intendiamoci: non lavoro per gli operatori di telefonia mobile (in passato, ad essere onesti, ho lavorato iper un paio di operatori nazionale come progettista radio nel Lazio, Sardegna e Toscana) ma per diversi anni mi sono poi occupato di redigere le relazioni di impatto elettromagnetico per certificare (sulla base delle misure, calcoli e stime) il rispetto dei limiti sanitari imposti dalla normativa vigente; attualmente gestisco uno studio di progettazione che lavora nell’ambito della progettazione di stazioni radio base.

Non avevamo dubbi sulla tipologia di lavoro da lei effettuato!

 

Mi spiace che alla mia risposta lei risponda in modo così a dir poco aggressivo.

Suvvia, siamo entrambi uomini di scienza e come tali sappiamo che le tesi, le opinioni, necessitano Imprendiscibilmente di dettagliate dimostrazioni, per poter essere definite vere. Altrimenti restano solamente delle idee, delle possibili risposte ed hanno una valenza pressoché nulla se confrontate con delle tesi dimostrabili dai fatti e scientificamente.

Se invece vogliamo parlare della Roma o della Lazio o se in politica è meglio votare a sinistra o a destra allora, ovviamente, la sua opinione conta esattamente quanto la mia e di qualunque altra persona. Ma nel caso oggetto di questa discussione non tutte le opinioni hanno la stessa importanza e valore e le mie, proprio perché supportate da dimostrazioni scientifiche, sono certezze salvo che qualcuno dimostri il contrario coi fatti, con i numeri e con il supporto della scienza.

Niente di aggressivo o personale! Proprio perché uomini di scienza rispondiamo a tono quando si spacciano verità A NOSTRO AVVISO FALSE (come la non esistenza di nesso causale di insorgenza di patologie) o come quando si afferma che una stazione di telefonia non supera i valori di 6V/m (in genere no, ma può accadere)… da uomo di scienza si cimenti a FALSIFICARE gli studi medici, epidemiologici e le ricerche effettuate in vitro, su cavie ed in doppio cieco su esseri umani che attestano l’ aumento di incidenza delle più disparate patologie. PREGO! Non si limiti a citare OMS ed IARC o gli studi in palese conflitto di interesse finanziati e/o inquinati direttamente (o indirettamente tramite le famose fondazioni no profit) dalle soscietà di TLC.

Lei afferma che il 90% delle cose che affermo sono inesatte. 90% vuol dire che 9 cose su 10 non sono corrette. Mi può dire quali sono? e per curiosità, mi può dire l’unica cosa (su 10) che ho scritto e che può essere, secondo lei, considerata vera?

Le abbiamo risposto sopra tra le righe. L’ unica cosa esatta (o volutamente non travisata) riguarda i valori di emissione dei dispositivi domestici, che anche noi abbiamo misurato a quei livelli.

 

– le PREMESSE del mi precedente post sono esatte:

1) quelli riportati sono i limiti previsti dalla normativa come tra l’altro anche voi giustamente riportate nei vostri svariati post.

Nessun valore aggiunto parlare dei limiti di legge e paragonarli ai valori all’ estero quando il tenore del nostro post non riguarda MAI i limiti di legge. E comunque cosa importa di un valore di legge se poi quel valore non tutela la salute umana? Non stiamo discutendo se 2-3-4-5-6 V/m sono entro i limiti di legge, stiamo dicendo che sopra 0.6V/m LA GENTE SI AMMALA!

 

2) ARPA Lazio è molto severa nel rilasciare i permessi. Tra l’altro questi vengono rilasciati non solo se la SRB oggetto di richiesta NO non superi i limiti previsti dalla normativa ma solo se a non superare tali limiti lo è il congiunto di TUTTE le SRB presenti nell’area, nella loro massima configurazione d’esercizio.

FALSO non è più severa di altre agenzie. legga sopra! Abbiamo avuto modo di collaborare e fare misure assieme ai tecnici ARPA e possiamo garantire sulla loro correttezza professionale e metodologica.  Chiaro che se si va da un privato ad eseguire u na misura ad esempio all’ interno di una proprietà dove sorge un traliccio questo provato deve essere avvertito preventivamente, altrimenti potrebbe non essere presente e questo molto spesso vanifica il fattore a sorpresa delle misure. Ma questo non dipende dall’ agenzia che esegue le misure, ma dalla legislazione che dovrebbe prevedere le misure a sorpresa con tanto di ufficiale giudiziario che si presenti con mandato dentro la proprietà privata senza alcun preavviso.

 

3) il valore di fondo e il previsionale del campo vengono sommati quadraticamente (non devo certamente spiegarle io cosa vuol dire, per carità)- Per cui affermare, come fate voi in un altro post che bisogna sommare ai valori simulati di campo elettrico il valore di fondo è sbagliato. E lo sbaglio è fisico, matematico e non è quindi “sbagliato secondo me”. il che vuol dire che se ho un fondo di 3.5 V/m e la SRB produce in un punto un valoredi campo pari a 2, il risultato totale non sarà 5.5 (come si afferma in qualche altro post) ma a 4.

Il fatto stesso di utilizzare gli studi previsionali significa sottostimare il valore di campo esattamente per il motivo fisico (e chi ha mai detto il contrario) che espone. In realtà voi tecnici specializzati quando i conti non tornano affermate che gli strumenti a larga banda non misurano correttamente il valore del campo perché mischiano tutto… e che quindi tali strumenti adoperati tendono a sovrastimare il segnale. FALSO: una misura è una misura e viene fatta all’ interno dell’ errore strumentale. Se il filtro (ad esempio del nostro strumento triassiale) permette le misure da 100MHz fino ad 8GHz  il risultato che esce fuori è quello che conta (tutti i componenti spettrali sono sommati PER DEFINIZIONE IN QUADRATURA. Se è sovrastimato rispetto ai calcoli teorici forse è perché vi dimenticate qualche contributo o la coda in frequenza dei vari segnali (che esse stesse rappresentano altro segnale aggiuntivo). Se poi voglio mappare TUTTO lo spettro da 100KHz fino a 300GHz allora su due/tre misure separate farò il conto in quadratura. In questo range (escludendo le basse frequenze che comunque non sono da trascurare nel loro contributo magnetico)  stiamo parlando del 90% delle emissioni, a cui il corpo umano è sottoposto giornalmente. I ponti radio hanno un basso impatto? non mi risulta. Sono punto-punto , OK, ma lei ha mai misurato la potenza in ucita da un illuminatore di una parabola a 36GHz? Ha mai verificato che il segnale collimato di una parabola punto-punto non vada a stamparsi sull’ intera facciata di un palazzo dove sulla sommità è montato un apparato di telefonia? Risposta NO, neanche i tecnici ARPA lo hanno mai verificato perché è considerato “contributo da trascurare”… anche perché sta fuori dall’ intervallo consueto dei Narda e le sonde per le altissime frequenze costano molto.  BEH Lo faccia e poi vada a misurare il contributo sommandolo a quello a banda larga dei ripetitori. LEI DIRA’ che la legislazione vuole una misura in banda stretta sommata in quadratura… bla bla bla… ma devo ripetere ancora che la legislazione non tutela la salute? Lo stesso fatto di parlare di misure da fare nell’arco delle 24h (grazie al signor Monti) è un controsenso se i limiti di legge italiani sono stati identificati per i “danni acuti da riscaldamento” (tempo medio di virializzazione = 6 minuti) perché integrare in 24 ore se i danni acuti si hanno in 6 minuti? per fare un piacere agli operatori che di giorno sparano a 12 V/m e di notte a 2-4? 

DI QUESTE COSE DEVE PARLARE IL VERO SCIENZIATO/TECNICO… no che si può stare tranquilli perché non si superano i 6V/m!


– il PUNTO 2 è (verosimilmente) vero e, sulla base delle mie personali esperienze nonché sulla base della letteratura scientifica esistente, sono pronto a dimostrarlo e (se vuole) a verificarlo insieme. In caso mi sbagliassi, ovvero se fosse che nell’intero comune di RdP vi fosse MEDIAMENTE (e sottolineo, MEDIAMENTE) un valore di campo elettrico di circa 3.5 V/m sono pronto, come uomo di scienza (e per gli stessi motivi di cui sopra) a cambiare idea e affermare che quanto ho asserito nel mio precedente post è errato e, attenzione, lo farei serenamente proprio in virtù dell’amore della conoscenza e della scienza.

Su monte cavo su cui più volte sono stato anche io, vi sono antenne per il broadcast radio e TV e ponti radio (questi ultimi, che lavorano a microonde, hanno un impatto pari a qualche centesimo di V/m sull’esposizione della popolazione quindi non li consideriamo proprio). i broadcast radio televisivi, diversamente, possono invece contribuire in maniera molto pesante e sarei curioso di vedere e analizzare questi studi che lei accenna nella precedente risposta e, perché no, a cambiare idea su questo punto.

Bene, quindi si informi con la tesi di laurea del ing. Ivano Lonigro e della dott.ssa M.T. Di Genova e gli studi successivi fatti sulla base di quella mappatura dal dott. F. Marinelli del CNR di Bologna: il fondo medio nell’ area urbana di RdP è circa 15000 volte il fondo naturale.

MappaturaRoccaDiPapa

 

– IL PUNTO 3 non mi sembra essere inesatto. Ho analizzato e redatto centinaia di Analisi di Impatto elettromagnetico (AIE) nella mia vita da poter asserire con assoluta certezza che non esiste alcuna installazione (soprattutto stazioni come quella oggetto dell’apertura di questo post così dette RawLand) che determinino un campo elettromagnetico superiore non solo ai 6 V/m ma anche ai 2, 3 V/m in aree con permanenza superiore a 4h. Tra l’altro le faccio presente che nella redazione di AIE non si considerano MAI le attenuazioni introdotte dalle parete perimetrali degli edifici per cui la stima dell’esposizione viene sempre sovrastimata.

Visto che sta affermando il una cosa non vera anche qui, le consiglio di farsi una passeggiata a Lariano in v. Napoli ed andare a misurare nelle case di rimpetto all’ installazione sul tetto del civico n.91 (misure > 4V/m confermate dall’ ARPA sempre entro i limiti di legge sia ben chiaro!).

in merito al PUNTO 4 non sono un biologo né un medico da poter entrare nel dettaglio. Posso solamente far mie le attuali conclusioni che appunto, secondo la OMS e la IARC (sicuramene molto più autorevoli in materia di me e di Lei che non credo essere anche un medico, in caso contrario ovviamente sarebbe diverso) categorizzano l’esposizione alle radiazioni come 2B. Legga sul sito della IARC se vuole anche se credo che, come fisico e amante della scienza anche lei, avrà fatto già più volte. Se poi ci sono studi più recenti che al momento ignoro e che dimostrino invece una causa effetto fra esposizione e patologie allora, sempre come uomo di scienza, sono OVVIAMENTE pronto a cambiare idea ma, come premesso, non è il mio campo quello della biologia o medicina per cui non mi resta che documentarmi da chi queste cose le analizza tutti i giorni e alle conclusioni dei numerosi convegni in materia a cui ho assistito e assisto tutt’ora.

Allora sarebbe buona cosa che taccia su questo, visto che la casistica di malati è talmente vasta da far impallidire anche il più scettico!

 

– il PUNTO 5 è realtà assoluta. Questo si che è il mio campo di studio e specializzazione. I telefoni mobili modulano la potenza in trasmissione in funzione della qualità del segnale ricevuto (power Control). Per cui tanto più lontano è l’antenna a cui trasmettere tanto più potente sarà il segnale con cui il telefono comunicherà. (ha mai fatto caso che la batteria si scarica tanto più velocemente tanto meno copertura c’è nell’area in cui viene usato?). Quindi certamente il campo elettrico prodotto da un telefono mobile è maggiore rispetto al campo prodotto dalla SRB. O meglio: l’impatto che ha sui tessuti cellulari dell’utente è maggiore, in quanto il telefono, ovviamente, è attaccato all’orecchio per cui determina (cito) un “riscaldamento delle cellule dei tessuti all’interno dell’orecchio e della testa” maggiore rispetto ai campi prodotti dalle antenne delle SRB che, rispettando i limiti della normativa, sono decisamente inferiori. Sono d’accordo sul fatto che non esistano studi su effetti a lungo termine per cui non posso (e non può nemmeno lei) dettare sentenze sugli effetti dell’esposizione ai campi da qui ai prossimi decenni. Queste sono supposizione che necessitano di studi e dimostrazioni attualmente assenti. Come sarà ci sono molti studi in materia che sembrano andare verso una certa direzione a altri che vanno nella direzione opposta. Tuttavia in Italia la normativa è decisamente cautelativa soprattutto se paragonata con le decisioni prese altrove, in altri paesi. Per cui ci muoviamo già con molta cautela, lei non crede? (questa è una mia opinione)

NO non siamo d’accordo sulla cautela. Se ci si muovesse cautelativamente allora non esisterebbero paesi come Rocca di Papa. Si tratta di aberrazioni e di installazioni abusive, CERTO, ma in ogni caso situazioni fuori dai limiti di legge sono state anche misurate e certificate altrove come a Pratarena (Monte Compatri). Li la procura ha aperto un fascicolo su nostra segnalazione. ANDIAMO AVANTI qualcuno pagherà!

 

– il PUNTO 6, analogamente al precedente, è il mio diretto campo di lavoro e di studio. Per cui se vuole venire qui a confutare quanto ho asserito, prego si accomodi ma mi dimostri, glielo chiedo per cortesia, dove dico inesattezze.

Lo chiamiamo con due parole differenti. Noi riteniamo che quelli che lei chiama “servizi ai cittadini” andrebbero rinominati con “Sviluppo Insostenibile per la Salute, del Benessere ed dell’ Aspettativa di Vita dei Cittadini” (acronimo SISBAVC) lo può riutilizzare se vuole!


In ogni modo credo sia inopportuno definire mainstream mediatico l’Intenational Agency for Research on Cancer che è una associazione indipendente di scienziati sicuramente con elevata preparazione sul tema (parlo di medici, chimici, fisici, biologi…) che svolgono i loro studi, fra l’altro, sulle cause che determinano insorgenza di patologie tumorali. D’altra parte sono d’accordo con tutti voi con l’esigenza di adottare la maggior cautela possibile come, a MIO avviso, si fa (forse anche troppo scrupolosamente, per certi versi) nel nostro paese. A risentirci nel vostro sito. Cordialità.

 

Il mainstream mediatico viene pilotato da chi ha interesse che una cosa venga istituzionalmente classificata in un modo anziché in un altro. Siamo sicuri che lei non è a conoscenza dello studio del dott. Henry Lai dell’ Università di Washington dove si eviednzia come gli studi finanziati direttamente da società di TLC (o indirettamente da fondazioni riconduicibili a suddette società) mostrino una percentuale di effetti nocivi da esposizione rispetto agli studi non finanziati da società riconducibili alle telecomunicazioni. Molto spesso anche gli istituti pubblici subiscono questa sorta di pilotaggio del risultato con finanziamenti a fondo perduto dedicati a laboratori (se non produci gli studi con il risultato che il finanziatore si aspetta i fondi vengono tagliati … per dirne una!).

Quindi per concludere l’ IARC ed OMS sono della stessa parte nel senso che sono come delle agenzie di rating che non fanno altro che attestare un trend consolidato in ambiente scientifico. Le società di telecomunicazioni non fanno altro che lavorare per far si che questo trend non si consolidi inquinando e falsificando a suon di finanziamenti gli studi indipendenti che in questo caso risultano, proprio perché non in conflitto di interessi, ben più autorevoli (come del resto moltissimi tribunali oramai hanno confermato con sentenze passate per lo più in sordina).

studi

Ribadisco che la mia non vuole essere uno scambio di opinioni con voi o con chi scrive e legge i vostri post (tra l’altro, tutti, compreso questo, molto interessanti e utili per stimolare il senso civico e di rispetto dell’ambiente per la popolazione. Seguo molte vostre “battaglie” sulle quali sono assolutamente d’accordo, tranne questa ovviamente). Non voglio stare qui a dire “secondo me sbagliate”, “state dicendo fesserie..”. o cose simili. Sto mettendo a vostra disposizione un’esperienza diretta (ovviamente non richiesta) solamente perché ritengo che il confronto sia utile soprattutto laddove, nel pieno rispetto reciproco, si possa riuscire a fare chiarezza su aspetti per i quali ai più mancano quelle fondamentali conoscenze per poter formulare in modo serio e circostanziato una propria tesi.

Le chiedo solo la cortesia, considerando che non stiamo parlando “se il rigore c’era o non c’era”, di usare rispetto e serietà nei miei confronti come credo di averne usato io in questo e nel mio precedente nei suoi.

Con stima,

Ing. xxxxxxxx

Confermiamo il nostro pieno e totale rispetto reciproco, ma come avrà capito anche dai nostri toni duri, non possiamo avallare che passi il messaggio che si sta ancora discutendo se “il fumo di sigarette faccia male” o se “l’ amianto provochi tumori ai polmoni” o se “il radon inalato rappresenti la seconda causa di tumore ai polmoni dopo il fumo”… La scienza deve essere al servizio dei cittadini. Viste le sue ultime parole siamo consapevoli che questa discussione (sebbene dura) possa averle messo la pulce nell’ orecchio e si vada effettivamente ad informare sui limiti precauzionali e sulle relazioni epidemiologiche, a partire, ad esempio, dalla revisione dell’ Interphone project (finanziato per 3.85Milioni di euro dalla U.E e per 4.2 milioni di euro dalle società di TLC) il più grosso studio epidemiologico effettuato dal 2000 al 2004 , che è stato inquinato da 18 (non uno o due ma 18) fattori di confondimento ed errori sistematici di analisi che hanno oscurato il vero risultato (vedi figura). InterphoneSistematiche

Dopo più di 10 anni è emerso il vero risultato dello studio  (ANCHE SE PER 10 ANNI UFFICIALMENTE NON ERANO EMERSI DANNI ALLA SALUTE!) che ha irrevocabilmente affermato la dannositaà (in termini percentuali e sul medio-lungo termine) dell’ esposizione umana alle radiazioni di cellulare (~1GHz). Fatto questo e convenuto che oggi non ti ammali, ma dopo 5-10-15 anni hai una probabilità maggiore (sempre in percentuale) di sviluppare una serie di patologie rispetto a chi non è sottoposto allo stesso stress ambientale… DOPO aver appurato questo allora DEVONO ESSERE RIVISTI I LIMITI DI ESPOSIZIONE per far si che le nuove generazioni non abbiano la targhetta di scadenza prima ancora di nascere! SE NON ALTRO LO DOBBIAMO AI NOSTRI FIGLI PRIMA ANCORA CHE ALLE NOSTRE TASCHE… DA UOMINI DI SCIENZA, SI INTENDE!


Il discorso continua nei commenti di Word Press, che per dover di cronaca continuiamo a postare sul nostro thread (nonostante si rischi di diventare troppo prolissi).

Nella fatispecie, come successivamente espresso sul  nostro canale social di facebook, non torneremo nuovamente sulla questione “i campi EM fanno male SI o fanno male NO” , perché non abbiamo intenzione di discutere delle opinioni altrui né di avvalorare studi medico/scientifici prodotti in palese conflitto di interesse, come già asserito.

Quindi su questo punto nessun paladino della telefonia potrà mai avere vetrine mediatiche o ritorni di immagine sui nostri canali socials, questa precisazione è fondamentale perché vien da se che ogni riferimento, che possa instillare un leggittimo dubbio nei nostri lettori non può essere tollerato, poiché il nostro compito è fare e dare l’ informazione corretta alla cittadinanza: i siti di telecomunicazioni hanno già i loro mainstream mediatici da non aver bisogno di utilizzare anche il nostro per trasmettere disinformazione mirata al loro business!

Continuamo quindi con gli scambi di opinioni:

Riguardo gli ITER AUTORIZZATIVI:

DECRETO/LEGGE Gasparri è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo con sentenza n.203 del 1 Ottobre 2003.
Questo decreto è stato sostituito completamente dal DL. 209 (http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario;jsessionid=l8HcmPjEXuGnJCNOZdDWVg__.ntc-as2-guri2a?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2003-09-15&atto.codiceRedazionale=003G0280&elenco30giorni=false) che ad oggi è l’UNICO strumento urbanistico che è possibile utilizzare per richiedere le autorizzazioni per l’installazione di nuovi siti per telefonia mobile o adeguamenti tecnologici degli stessi.
In particolare:
– l’art. 87 disciplina le procedure da adottare nel caso di realizzazione di nuove installazioni (come quella per il quale si è aperta questa discussione).
– L’art.87 bis invece regolamenta le procedure da adottare nel caso di adeguamenti tecnologici degli impianti esistenti.

Entrambi gli articoli esigono l’ottenimento di NO ARPA per poter essere autorizzati.

L’art. 87 ter invece, è l’unico caso in cui non si necessitano acquisizione di NO ARPA: è la procedura adottata nel caso di interventi non sostanziali degli impianti (incrementi di superifice radiante minore di 1.5 mq, incrementi di altezza delle strutture di 1m e incrementi di potenza limitati).
Concludendo questo punto, quindi: “…ma gli operatori telefonici nel 90% dei casi si appellano al DECRETO/LEGGE Gasparri che permette l’avvio dei lavori anche in assenza di pareri e nulla osta”. Non è una mia opinione ma la realtà: andate a chiedere ai tecnici comunali se volete avere certezza.

Fin qui ci siamo!

I soggetti interessati alla installazione delle infrastrutture di telecomunicazioni cd. “strategiche” non possono essere “abilitati ad agire in assenza di un atto che identifichi previamente, con il concorso regionale, le opere da realizzare”. Così si è espressa la Corte Costituzionale che, con la sentenza 1° ottobre 2003, n. 303, ha dichiarato il Dlgs 198/2002 (cd. “decreto Gasparri”) costituzionalmente illegittimo.

La sentenza 303/2003 ha sancito l’illegittimità dell’intero Dlgs 198/2002 (recante “Disposizioni volte ad accelerare la realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni strategiche per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese, a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 21 dicembre 2001, n. 443”), per “eccesso di delega”, ed a prescindere dalla sopravvenuta entrata in vigore del Dlgs 259/2003 (recante “Codice delle comunicazioni elettroniche”), che disciplina in parte la stessa materia. Secondo la Corte Costituzionale la legge 443/2001 autorizzava l’adozione di una normativa specifica per le sole infrastrutture puntualmente individuate anno per anno, a mezzo di un programma approvato dal Cipe; i decreti attuativi avrebbero quindi dovuto avere il mero compito di “definire un quadro normativo finalizzato alla celere realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti individuati a mezzo di un programma”. Ebbene, conclude la Corte, “di tale programma non vi è alcuna menzione nel decreto impugnato, il quale al contrario prevede che i soggetti interessati alla installazione delle infrastrutture sono abilitati ad agire in assenza di un atto che identifichi previamente, con il concorso regionale, le opere da realizzare e sulla scorta di un mero piano di investimenti delle diverse società concessionarie”.

La pronuncia della Corte comporta conseguenze non di poco conto: ad esempio, a seguito della sentenza 303/2003 non sarà più consentita l’installazione di stazioni radio base in deroga ai piani regolatori, prevista dall’articolo 3, comma 2 del Dlgs 198/2002 in questione.

La sentenza non si è limitata a dichiarare incostituzionale il Dlgs 198/2002; ha dichiarato anche la illegittimità costituzionale:

— di parte della legge 21 dicembre 2001, n. 443 (recante “Delega al Governo in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle attività produttive”);

— di parte del decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190 (recante “Attuazione della legge 21 dicembre 2001, n. 443, per la realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale”).

Riguardo la nostra ultima affermazioni sull’ appellarsi al decreto Gasparri sono stati 3 tecnici comunali di altrettanti comuni castellani (non faremo i nomi) che ci hanno assicurato che “I COMUNI NON POSSONO FARE NIENTE PERCHÉ GLI OPERATORI BASTA CHE SI ACCORDANO PER L’ AFFITTO CON UN PRIVATO ED INVOCANDO LA LEGGE GASPARRI POSSONO TIRARE SU QUALSIASI COSA PURCHÉ NE DIANO OPPORTUNA COMUNICAZIONE DI INIZIO ATTIVITÀ (DIA)”.

Ora tutto può essere, ma non credo che i responsabili delle aree tecnico-amministrative possano decidere o dare informazioni TANTO erronee. Può darsi che si possano essere confusi con un altro decreto/legge Gasparri? ad esempio quello del 3 maggio 2004 n. 112 ? Non crediamo visto che quello regolamenta solo la cessione delle frequenze di radio/tv diffusione del digitale terrestre e tra le altre cose ha aperto una procedura di infrazione in seno alla Comunità Europea (ALTRO BEL PRIMATO GASPARRIANO!).

Insomma qui qualcosa non torna e non escludiamo che l’ ingegnere abbia ragione e che i comuni si trincerino dietro ingoranza e si appellino a fantomatiche leggi non più in vigore (perché incostituzionali) o sulla base di queste poi attuino una politica di SILENZIO – ASSENSO nei riguardi di queste installazioni per non trovarsi nei guai.

La domanda è se è vero che si possono cominciare i lavori con una semplice comunicazione (in questo caso NULLA OSTA ARPA E VINCOLI VARI + TITOLI EDILIZI se necessari) e magari per silenzio assenso si arrivi fino alla fine con la messa in servizio degli apparati, POI quando si scopre che una antenna non ha i permessi COME DIVENTA? ABUSIVA DA ABBATERE O DA CONDONARE O DA REGOLARIZZARE? Sanzioni a parte, chi paga per questa omissione a scapito della salute dei cittadini? Ci verrebbe da dire i comuni prima ancora degli operatori!

Riguardo il Nulla Osta dell’ ARPA:

Per quanto riguarda le autorizzazioni ARPA, su cui sono molto esperto e non parlo quindi per sentito dire, voglio fare chiarezza.
Le autorizzazioni sono rilasciate non sulla AUTODICHIARAZIONE fornita dall’operatore, ma sulla base di una relazione di campo elettromagnetico che viene redatta da un tecnico certificato. Tale relazione (AIE) viene redatta effettuando delle misure dell’attuale fondo elettromagnetico e sulla base dei previsionali massimi di campo elettrico che verranno generati dalle nuove installazioni. In particolare, volendo entrare nel dettaglio, l’iter da seguire è questo:
– si recepisce la configurazione radio desiderata dall’operatore
– si eseguono misure di campo elettrico su tutti i punti sensibili (Quelli cioè maggiormente impattati dalla SRB oggetto di autorizzazione o oggetto di rihciesta modifica configurazione radio)
– si valutano, attraverso dei tool di simulaizone elettromagnetica (che impiegano, per i calcoli, le equazioni fisiche nel caso di onda piana, campo lontano, campo Elettrico perpendicolare a campo Magnetico, impedenza di propagazione Z0=377 ohm…), valori di campo che verranno generati dalla SRB che si vuole autorizzare (o dalla nuova configurazione radio nel caso di adeguamento di una SRB esistente).
– si sommano (quadraticamente e non algebricamente) i campi e si confronta il valore ottenuto con il valore di riferimento del punto in oggetto.
– si valutano inoltre che il campo previsionale (ovvero il volume di rispetto del 20-6 V/m) non intersechi aree accessibili alla popolazione.
Solo se vengono rispettati gli ultimi due punti, un prefessionista incaricato dall’operatore, può asseverare la conformità dell’impianto che si vuole autorizzare. FRequentemente è proprio il professionista incaricato che, rispetto alla configurazione radio desiderata dall’operatore, riduce (a volta drasticamente) le caratteristiche radio al fine di minimizzare l’impatto.

Qui commentiamo e ribattiamo solo sul discorso AUTOCERTIFICAZIONE, in quanto un tecnico abilitato, per quanto scrupoloso onesto e rispettoso della salute umana, è e risulterà sempre un “tecnico di parte” e per questo la perizia privata viene e deve essere considerata come semplice conditio sine qua non per l’ installazione senza la quale non si presenta neanche la domanda. Ora un perito di parte non credo che boccerà una installazione (nessuno si autotaglia il lavoro, sopratutto in questo periodo di crisi), ma al più darà delle direttive da rispettare all’ operatore, che, comunque, una volta ottenuto l’ OK all’ installazione NON E’ DETTO CHE RISPETTI! Quindi al pari di qualsiasi documento presentato si tratta di una perizia di parte ed in senso lato AUTOCERTIFICAZIONE (COME PUÒ ESSERE UNA PERIZIA IDRO-GEOLOGICA/ARCHEOLOGICA ecc. presentata dal privato come documentazione strumentale alla realizzazione di un lavoro).

Ciò detto faccio presente che:
1) il campo elettrico non incrementa in modo uniforme su TUTTO l’ambiente circostante. In alcune aree è magggiore su altre meno in funzione del diagramma di radiazione complessivo del sistema radiante. Non ha senso quindi dire che “la nuova SRB incrementerà di 2 V/m il campo elettrico sul territorio circostante”. In alcuni punti in prossimità dell’antenna (a pochi centimetri, metri) l’incremento sarà ben maggiore di 2 V/m mentre in aree più lontante dai lobi di radiazione l’incremento sarà inferiore.

NIENTE DI PIÙ VERO, MA DEL RESTO NIENTE DI DIVERSO DA QUELLO SEMPRE AFFERMATO ANCHE DA NOI.

2) l’immagine che proponete ” Consiglerei di far vedere questa figura invece di inventare concetti falsi per mero business!” a supporto delle vostre argomentazioni, è stata generata considerando, (cito dalla didascalia riportata nel post su cui è stata inserita) 1000W a 900 MHz in ingresso ad un’antenna di cui non si specifica il modello, ma comunque in linea con il normale comportamento: faccio presente che 1000W, tuttavia, è un valore IMPOSSIBILE. non esiste NESSUN impianto di telefonia mobile con 1000 W totali in antenna. Anche perchè le antenne, quasi sempre, hanno un valore massimo di potenza in ingresso pari a 0.5 KW da distrubuire su tutte le frequenze. Inoltre, mi creda, di immagini simili, ne ho viste e generate migliaia e proprio sulla base di queste che argomento le mie risposte su questo tema.

L’ immagine rappresenta la distribuzione spaziale è un caso limite ma non un caso impossibile. Ne abbiamo viste parecchie di situazioni dove la potenza è verosimilmente superiore a 1KW. Basti guardare le linee di potenza che alimentano questi apparati per capire se si tratta di impianti più o meno potenti. E comunque se a 20 metri su un balcone ci sono 4V/m forse forse non stiamo parlando di 500Watt? Ma qui non posso esserne certo.

3) non si considerano MAI le attenuazioni introdotte dagli edifici (diversamente da quanto asserite nella vostra risposta): nell’ottica di maggiore cautela si considerano le superifici come del tutto “trasparenti” alla propagazione elettromagnetica. Ciò vuol dire che, benchè un campo elettrico incidente su una parete viene notevolmente attenuato (30-40 dB di differenza, tanto per dare un’idea vuol dire che del campo incidente una parete, 1/(2^10) ovvero 1 millesimo viene propagato all’interno) si considerano sempre pareti completamente non attenuanti. Questa, anche, non è una mia opinione ma esattamente quanto viene adottato nella redazione delle AIE.
E’ parzialmente corretto quello che dite in merito ai “coeficienti moltiplicativi che vengono forniti ad ARPA dagli operatori stessi”. Tuttavia questi coefficienti (chiamati alfa 24) sono impiegati (e autorizzati da un protocollo ISPRA) per eseguire simulazioni considerando potenze inferiori rispetto a quelle massime possibili. per le quali si richiede Nulla Osta. Questo perchè (attenzione!), i sistemi UMTS, LTE e i prossimi 5G, non hanno potenze costanti in antenna: la potenza infatti è funzione del traffico sulla cella. In altre parole se la cella è molto carica (ovvvero ci sono molti utenti che stanno usando i servizi dell’operatore) la potenza sarà maggiore rispetto, ad esempio, alle ore notturne quando la cella è più scarica.

Qui non ci sentiamo di concordare. L’ ultima riforma andava proprio in questa direzione: elenchiamo alcuni passi:

DECRETO – LEGGE 18 ottobre 2012, n. 179 -> Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese. (12G0201) (GU n.245 del 19-10-2012 -Suppl. Ordinario n. 194 ) art.14:
a), i calcoli previsionali dovranno tenere in conto dei valori di assorbimento del campo elettromagnetico  da parte delle strutture degli edifici cosi’ come definiti nelle suddette Linee Guida. Gli operatori forniscono all’ISPRA e alle ARPA/APPA i dati di potenza degli  impianti secondo le modalità contenute nelle medesime Linee Guida. Tali dati dovranno rappresentare le reali condizioni di funzionamento degli impianti.

Certo se ci limitiamo a misurare solo la componente a 700, 1GHz ecc… della frequenza dell’ operatore allora il valore è inferiore, ma il corpo umano non fa distinzione di frequenza e prende tutto quello che uno strumento a larga banda misura”. Le misurazioni vengono effettuate a larga banda, da pochi KHz a 7 GHz (o almeno è quello che faccio io). Si raccolgono in questo modo TUTTE e sottolineo TUTTE le sorgenti radio significaative. Le frequenze superiori, sono dette microonde e sono impiegate dai collegamenti in ponte radio. Queste non alterano in alcun modo il campo elettrico nelle zone accessibili alla popolazione. Proprio per la natura stessa dei ponti radio che necessitano di visibilità ottica, come anche voi giustamente dite, non possono in alcun modo esistere ostacoli all’interno del volume all’interno del quale si propaga il campo elettrico generato dal collegamento microwave. Per cui nessuna persona potrà mai esserei investita del campo elettrico generato da una parabola e, quindi, nessuna persona potrà mai frequentare luoghi il cui campo elettrico è alterato da emittenti a microonde. Per cui quello che asserite è completamente inesatto. Ha mai visto il volume di rispetto del campo a 1 V/m generato da una parabola? stiamo parlando di un volume molto contenuto, pochi centimetri all’interno di quale è contenuta tutto il campo generato. E’ (quasi) come dire che un fascio laser (frequenza ancora più alte) mi permetta di illuminare una stanza completamente buia quando invece ad essere illuminato è solo l’area della parete su cui il laser va ad investire.

Premesso che esistono anche i ponti radio punto-multipunto…. concentriamoci comunque SOLO sui  ponti radio apparati punto-punto. Di questi dispositivi ne abbiamo parlato personalmente con dei tecnici ARPA, che ci hanno confermato che è vero che l’ area efficace di propagazione è interna alla parabola in uscita, ma all’ arrivo del segnale, PROPRIO PERCHÉ NON STIAMO PARLANDO DI sorgenti monocromatiche collimate (il paragone con i laser non tiene proprio!), MA DI ONDE RARIO CON UNO SPETTRO DI FREQUENZA (PICCOLO MA PUR SEMPRE GRANDE rispetto all’ ottico), CHE VENGONO INVIATI TRAMITE LE PADELLE DELLE PARABOLE LE QUALI PER LAVORAZIONE GROSSOLANA E PER DEFINIZIONE NON MANTENGONO L’ AREA DI ESERCIZIO MA SI ALLARGANO IRRIMEDIABILMENTE A DISTANZA DI KM. Questo significa che dove ci sono i ponti radio  sui tetti delle case se si è fortunati gli ultimi piani vengono investiti dal flusso “vignettato” della parabola, mentre se si è sfortunati il flusso se lo becca tutta la facciata del palazzo con maggiore intensità man mano che ti avvicini al punto direzionato dove c’è la seconda parabola in ascolto della prima. Si discute di quanto sia questo flusso, quale potenza? Non l’ ho mai misurata quindi non posso dire dei numeri a casaccio.

E’ assolutamente fantasioso dire che le misure vengono effettuate quando l’operatore in qualche modo interviene sulle potenze emesse dalle antenne.

Questo per due motivi:

– per problemi di KPI (Key Performance Indicator) l’operatore non può permettersi di deteriorare le prestazione della propria rete nemmeno per pochi minuti in una giornata
– non v’è alcuna possibilità per il certificatore di avvisare l’operatore su quando verranno effettuate le misure visto che queste sono effettuate in modo competamente indipendente e in piena autonomia. Anni di epserienza nel settore mi fanno affermare ciò. Inoltre, notate bene, nel caso di richiesat permmessi per adeguamenti tecnologici ovevro per aggiunta di tecnologie trasmissive su una SRB esistente, il valore di fondo contiene anche il contributo della stazione radio base oggetto di adeguamento. Quindi nella somma (previsionale + fondo) si sommano due volte gli effetti dei sistemi già attivi che sono contenuti nel fondo, appunto, e nel previsionale totale generato dalla stazione radio base che si vuole autorizzare.

Abbiamo personalmente assistito all’ abbassamento programmato di una intera stazione SRB hanno dei tool online a cui accedono tecnici specializzati. Diciamo che un operatore di telefonia per il fatto che difficilmente si superano i valori di legge, non ha interesse a degradare per quella mezz’ora in cui avvengono le misurazioni programmate per le motivazioni che spiega l’ ingegnere: non avrebbe senso abbassare la potenza da 2 ad 1V/m perché sarebbe comunque sempre sotto i 6V/m e la cosa non comporterebbe alcun problema/sanzione. Pur-tuttavia esistono una serie di realtà più abusive e meno regolamentate in cui è facile verificare che inspiegabilmente i valori non si allineano con le misure fatte a sorpresa… questo però non significa che qualcuno effettivamente agisca a monte e/o avverta l’ operatore. Ad esempio a Pratarena abbiamo personalmente assistito in presenza di due tecnici di ARPA e della ASL che i valori da 15V/m sono precipitati per svariati minuti sotto i 3-4V/m. Poi ci siamo tolti dalla strada e siamo andati in una casa ed i valori sono riaumentati repentinamente… qualche secondo dopo è stato visto andare via un furgone dal sito (manutenzione o abbassamento durante le misure?).

Ribadisco, non ho alcuna intenzione né mezzi per poter affermare che quello che dite in merito agli effetti causati dalle radiazioni dei CEM sia errato. Siamo però tutti certi che gli effetti, eventualmente ce ne fosero e non posso dubitare non sia così, sono tanto più negativi tanto più prossime sono le rogenti radio che generano i campi che ci investono, come i nostri amati cellulari più che le antenne sul palazzo difronte. Inoltre, per logiche di power control, i cellulari emettono potenze più alte quando la SRB a cui devono trasmettere si trovano più distanti. Facendo 2+2, paradossalmente (paradossalmente secondo il vostro punto di vista) converrebbe avere SRB più vicine possibile per poter limitare gli effetti delle radiazioni prodotte dai cellulari.

Abbiamo omesso le considerazioni sulle sue affermazioni riguardanti la possibilità che un “lievissimo riscaldamento provocato dal funzionamento degli apparati elettronici” (come lei lo considera), perché chiaramente fallato da una serie di ignoranze o omissioni in materia, quindi non ci soffermeremo nel discutere della migliaia di studi che attestano gli effetti nocivi NON TERMICI a lungo termine, né spenderemo tempo nel ricordare che PERSINO LA F.D.A. (Food and Drug Administration) AMERICANA ha riconosciuto gli effetti non termici dell’ esposizione da radiazione non ionizzante, in merito al brevetto di una tecnologia medicale:  ANCHE QUI DOVE GIRANO I SOLDI SI RICONOSCE UN EFFETTO DOVE I SOLDI GIREREBBERO AL CONTRARIO (per il risarcimento dei danneggiati) L’ EFFETTO SVANISCE D’ INCANTO!

Comunque quello che afferma in questa ultima frase è ancora più viziato da una inadeguatezza in materia che dovrebbe quantomeno portarla a non affrontare proprio l’ argomento.

CI SONO TRE FATTORI/PROPRIETÀ RIGUARDANTI I CEM, CHE INCIDONO SUL MATERIALE BIOLOGICO:

1) la frequenza del segnale: maggior frequenza, maggiore energia e quindi maggiore interazione a livello cellulare sugli organismi;  salvo i casi di risonanza che rendono alcune  onde più dannose di altre es. in un particolare intervallo di frequenza (tra i 35 MHz ed i 70 MHz) avviene il massimo assorbimento di energia per il corpo umano e questo dipende dalle caratteristichedell’individuo quali la sua altezza, l’isolamento da terra o il contatto con questa

2) l’ intensità del segnale: più forte è un segnale e più danni proporzionalmente farà -> questo significa che più vicino tengo un emettitore, sia esso un phon, un cellulare un microonde o un traliccio di telefonia e maggiore potenza riceverò nell’ unità di superficie e quindi maggiore “danno” subirà l’ organismo.

3) la modulazione / variabilità del segnale: più un segnale è pulsato/variabile e maggiore effetto biologico presenta a parità di potenza) vedere figura dove si ottiene una percentuale maggiore di contrarre tumore al cervello (glioma) a potenze inferiori per le nuove tecnologie UMTS -3G (ed ovviamente varrà lo stesso trend per 4G e futuro 5G) rispetto al classico GSM-2G seppure la potenza di quest’ ultimo sia nettamente maggiore. La causa di ciò è la predisposizione biologica a reagire ai continui picchi di emissione causati dall’ invio degli impulsi per ogni pacchetto dati inviato. Sotto questo punto di vista più banda si tuilizza e peggiore sarà il carico sulla salute umana. Chiaramente si tratta di un discorso da estendere al WiFi (altrettanto dannoso seppure a minor potenza del segnale mobile).GSM_vs_UMTS

COME SEMPRE IL “DANNO BIOLOGICO” messo tra virgolette riguarda la maggiore predisposizione in percentuale e/o probabilità di incappare in una patologia rispetto a chi non viene esposto, nello stesso modo in cui, limitatamente ad altre malattie i fumatori (attivi o passivi) subiscono maggiore predisposizione ad ammalarsi in percentuale probabilistica rispetto a chi non fuma e/o non è esposto al fumo. ecc… Si tratta di una probabilità media che viene integrata in anni di esposizione e non si tratta di effetti acuti quindi come un qualsiasi studio epidemiologico bisogna fare tanta statistica e creare BENE il campione senza interferenze o inquinamenti delle società di TLC.

Terminiamo ricordando a quali malattie/patologie e danni a medio/lungo termine si è esposti se non si minimizza l’ esposizione umana.

dannidaradiazione


Da una ulteriore interazione (purtroppo chilometrica anche questa!) con l’ ingegnere di TLC della cui identità (a differenza dei primi scambi) e professionalità non abbiamo più modo di dubitare, emerge quanto segue (N.B. anche qui per praticità non pubblichiamo tutto il messaggio, ma solo quello che porti un valore aggiunto nello scambio di cui sopra):

Finalmente è stato capito che NON HO MAI AVUTO NESSUNA INTENZIONE di affermare che non sussistano studi che dimostrino la dipendenza fra esposizione prolungata ai campi em ed effetti biologici. Mi sono solamente limitato a far presente che dei numerosi studi indipendenti alcuni vanno in certe direzioni e altri in direzioni opposte come certamente, per onestà intellettuale, anche voi potete confermare. […OMISSIS…] Tra l’altro ritengo sia corretto da parte vostra essendo questo un vostro proprio spazio, un vostro luogo di confronto e riflessione, decidere di non dare voce a chi sostiene opinioni diverse dalla vostra. Sacrosanto diritto! E’ casa vostra e fate assolutamente bene. Risottolineo che non ho avuto mai alcuna intenzione di venire qui in casa vostra e dire “state dicendo un mare di fesserie!” o spacciare mie personali opinioni come BIBBIA da seguire.

CERTO abbiamo già scritto che in media gli studi indipendenti (cioè non finanziati dall’ industria di TLC & Co) mostrasno all’ incirca una percentuale del 70% di effetti dannosi ed un 30% mentre gli studi finanziati dall’ industria di TLC mostrano circa il 30% di effetti dannosi ed il 70% di effetti non dannosi. Ma del resto la casistica delle malattie per cui si è comprovato l’ aumento di incidanza da esposizione prolungata è riportata nella lista sopra, NON SONO TUTTE LE MALATTIE DEL MONDO: non viene la varicella o il morbillo se ci si espone ai CEM… (almeno non vi sono studi che lo accertino!).

Non ho mai definito quelle vostre delle realtà distorte e non comprendo il perché il titolo a questo nostro scambio di riflessioni debba asserire che la mia, questa si, una realtà distorta. Così come non capisco perché mi si debba definire “un signore che si definisce ingegnere delle telecomunicazioni”. Non sono io a definirmi tale, ma l’ordine a cui sono iscritto, il titolo di studi che ho conseguito e, in ultimo, l’attività lavorativa che svolgo. Davvero questa cosa non la capisco proprio!

La premessa della discussione era questa: un account personale di una signora ed una persona che si dichiarava ingegnere che aveva a che dire con il nostro approccio. Se fin da subito si fosse firmato avremmo avuto modo di interagire in maniera più formale, invece abbiamo incamerato una serie di precedenti, che lasciavano presupporre proprio lo scenario dell’ antennaro che perona la propria causa.  Anche nel caso in cui non si trattasse di un antennaro, la nostra esperienza insegna che ogni discussione è piena di troll che per un motivo o per un altro (magari solo perché gli stiamo antipatici) decidono di distogliere la discussione o travisare concetti CHIARI e CRISTALLINI.

Le ripetiamo che in passato situazioni e discussioni spiacevoli sono finite ad insulti (SI CHI SI VEDE MINACCIATO NEL PROPRIO PROFITTO FINISCE A MINACCIARE), minacce (SI CHI SI VEDE MINACCIATO NEL PROPRIO PROFITTO FINISCE A MINACCIARE) e querele per supposte diffamazioni (SI CHI SI VEDE MINACCIATO NEL PROPRIO PROFITTO FINISCE A MINACCIARE). Quindi la Realtà distorta è riferito a chi EFFETTUA BUSINESS con un lavoro e quindi vede TUTTO ROSA E FIORI. In questo senso bisogna parlare di conflitto di interesse è chiaro che un costruttore tenderà a minimizzare l’ impatto ambientale di una scellerata edificazione (visto che ci fa business), così chi è dentro all’ ambiente di TLC e ci lavora e guadagna, tenderà a minimizzare gli effetti nefasti di queste tecnologie (e purtroppo non vi sono solo problemi alla salute)… si tratta di considerazioni fisiologiche e lapalissiane quindi non dobbiamo giustificarle né lei debba sentirsi oltraggiato o quantomeno offeso se dal nostro punto di vista questo vedere tutto rosa e fiori lo consideriamo concezione distorta della realtà.

In merito ai temi toccati, che in fondo è ciò che più mi preme, confermo che il decreto GASPARRI non esiste e non può essere più in alcun modo applicato (anche se in passato, correttamente, fu utilizzato per quegli impianti con potenze totali molto basse ma poi appunto decaduto). E’ sorprendente che qualche tecnico possa affermare il contrario. Sicuramente singolare per non dire sconcertante!. Ad onor del vero non mi occupo io in prima persona delle autorizzazioni urbanistiche ma lavorano per me architetti e ingegneri che tutti i giorni hanno a che fare con queste tematiche.

Su questo punto ci sfugge anche a noi per quale motivo debba essere data una disinformazione così spinta da parte degli uffici tecnici comunali… (ignoranza in materia?, mettere le mani avanti di fronte ad eventuali sommosse popolari?)…  VEDREMO QUI REPUTIAMO PREZIOSI I SUOI RIFERIMENTI E PROVVEDEREMO A SBATTERLI IN FACCIA LA PROSSIMA VOLTA CHE PROVERANNO A PROPINARCELI, CHIEDENDO ANCHE UFFICIALMENTE UNA RIMOZIONE DI TECNICI IGNORANTI DI UNA NORMATIVA COSÌ IMPORTANTE IN MATERIA!

punto 1 del precedente intervento: sono felice che siamo d’accordo sui volumi di rispetto di campi elettrici e logo occupazione delle spazio. Strano quindi leggere nel vostro articolo che ha dato adito a questo confronto, “che sarà mai aggiungere un paio di V/m “ con la nuova SRB installata? Non può esserci, e su questo stiamo d’accordo, un aumento di 2 V/m sull’attuale fondo di campo certificato. E’ stata proprio questa frase a farmi decidere di intraprendere questo scambio con voi. Non è corretto informare la popolazione scendo loro: “attenzione!, questa nuova SRB aumenterà di un paio di Volt/m il campo elettrico attuale già eccessivo!”.

Non è corretto? Li dove mostriamo la distribuzione spaziale del segnale di un emittente (i famosi lobi principali e quelli secondari), che ne identificano la direzionalità, nel momento in cui su un traliccio si mettono 3-4-5-6 ripetitori a coprire pressoché un intero angolo giro, l’ unica cosa che resta è la portata del ripetitore, che giustamente vista la natura dell’ apaprato non arriva oltre i 300mt e quindi è plausibile affermare che nel raggio d’azione del futuro traliccio in servizio vi saranno punti in cui il campo aumenterà di 0.1V/m altri 0.5 altri 1, altri 2 V/m (3-4 se l’ installazione viene fatta da criminali come avuto modo di appurare in alcuni luoghi). Ci dica dove è mai stato affermato che il campo EM di TUTTA ROCCA DI PAPA aumenterà di 2V/m a seguito di questa installazione! Travisare questo concetto è una cosa che ci fa indispettire perché vuol dire che (o si è ignoranti e non è il caso vostro o si vuole puntualizzare una cosa per aumentare l’ entropia). Non possiamo per dovere d’ informazione, e per partito preso aggiungere una descrizione di 10 pagine ad ogni concetto fisico espresso né il pubblico si aspetta una dimostrazione ad ogni nostra virgola. Facebook è un canale per diramare le notizie ed allertare velocemente le persone (in meno di una settimana abbiamoa vuto 3300 visualizzazioni). PER INCISO non so esattamente DOVE andranno ad installare l’ apparato, ma in alcuni punti a via delle Barozze abbiamo misurato valori di campo di 4-4.5 V/m. Per NOI una zona di questo tipo è già abbastanza satura! 

Ribadisco che MAI mi è capito a me personalmente e a colleghi che eseguono lo stesso mio lavoro (e mi creda ci conosciamo e confrontiamo continuamente) di applicare simili argomentazioni. La firma e il timbro sulle AIE è mia e sono io ad assumermi la responsabilità (civili e penali): mai approverei una configurazione radio asseverabile ipotizzando attenuazioni introdotte dai muri. Ci sono casi limiti, in particolare in caso di retrolobi o in zone che non possono essere definite campo lontano su cui l’approssimazione dell’ottica geometria può aiutare. Ma sono casi a dir pochi rarissimi! (a me personalmente è capitato su un sito Wind di Grottaferrata se non erro)

Questo dice la normativa che abbiamo preventivamente segnalato (e che lei diceva non esistere)… non ci sentiamo di mettere in discussione le sue buone intenzioni ed il suo buon operato, ma comprenderete che non è quello che poi in generale verrà fatto da terzi soggetti, che avranno tutti gli itneressi ad autorizzare impianti a maggior potenza/portata per poi eventualmente (SE E SOLO SE DOVESSERO ECCEDERE I LIMITI DI LEGGE) essere ridotti a conformità.

E’ fisicamente errato asserire che “dove ci sono i ponti radio sui tetti delle case se si è […] sfortunati il flusso se lo becca tutta la facciata del palazzo. O meglio, è vero ma le intensità del campo elettrico in queste aree è irrisorio, non misurabile. Il campo elettrico è dato dalla ben nota equazione |E|=sqrt(30*G*P)/r dove G è il guadagno dell’antenna trasmittente e P la potenza in ingresso. r ovviamente la distanza. Considerando che:
– le antenne a parabola guadagna qualcosa che va dai 30 a 45 dBi lungo la direzione di puntamento e praticamente quasi nulla nelle altre direzioni
– che le potenze in ingresso sono al massimo di circa 250mW (forse leggermente di più in taluni casi)
– che in funzione delle gamme usate le distanze di un ponte radio vanno da qualche decina di metri (circa 42-38GHZ) a diversi km (23-13-7-5 GHz)

In un ambiente urbano un’abitazione che abbia sul terrazzo una parabola che riceve (e trasmette) da (a) una parabola distante 1 km con le caratteristiche di cui sopra, sarà investita in prossimità della parabola stessa, da un campo elettrico non più grande di 0,01 V/m! Figuriamoci sulla facciata del palazzo quanto potrà mai essere il campo elettrico (considerando che le parabole sono molto direttive!)

A Pratarena ElTowers avrebbe installato un ponte radio di 40GHz direttamente connesso con un gemello a Monte Mario, che rimbalzava il segnale a Velletri. Non parliamo solo di telefonia. Tutte le informazioni che ci da sono interessanti, e quindi le pubblichiamo,  ma se su un traliccio si installano decine di ponti radio bisognerà pensare che in media vi sia un contributo proveniente da una decina di sorgenti direzionali (ognuna a frequenza differente) che si intersecano in quel punto. Noi vorremmo proprio leggere sul diplay di uno strumento (che misuri da 10 a 40GHz) il valore cumulativo di questi contributi definiti ad impatto zero!… non l’ abbiamo mai fatto (e neanche l’ ARPA a quanto pare) quindi le stime teoriche lasciano il tempo che trovano.

Purtroppo anche questa volta mi sono dilungato molto. Vi ringrazio per il tempo che dedicate al confronto e nello scrivere le vostre risposte. Non smetterò mai di ribadire che ritengo un qualsiasi confronto su qualsivoglia argomento, soprattutto tecnico-scientifico come questo, decisamente necessario per aggiungere elementi oggettivi e utili per formulare una propria critica conoscenza.

Sarei ben disponibile, anche per mia cultura personale e approfondimento scientifico, intraprendere un mio personale e del tutto individuale nonché indipendente studio, sulla situazione dell’inquinamento elettromagnetico nel comune di RdP anche partendo dai precedenti di cui mi avete erudito. Semmai dovessi riuscire ad eseguirlo sarò ben lieto di condividere con voi i risultati.

Ammettiamo che alla fine lo scambio è stato interessante e sicuramente possiamo affermare di avere imparato anche noi alcune cose, speriamo che lo stesso possa affermare lei.

Per il resto siamo disponibili ad eventuali interazioni future, ci può contattare qui: 

https://comitatotutelamonteporziocatone.wordpress.com/contatti/

Finché non verranno abbattuti gli apparati abusivi a Monte Cavo riteniamo abbastanza inutile effettuare nuovi studi di mappatura del fondo di radiazione EM, mentre sarebbe molto interessante uno studio epidemiologico dedicato e totalmente indipendente, EVENTUALMENTE ANCHE PER ATTESTARE INEQUIVOCABILMENTE IL DANNO ARRECATO ALLA POPOLAZIONE E FAR PAGARE GLI ATTORI DI QUESTO DANNO.

Cordiali saluti

Il Comitato

Aiutaci con il 5×1000

Scegli di destinare il 5 per mille 2018 al

 Comitato di Tutela e Salvaguardia dell’ Ambiente in Monte Porzio Catone

Un ambiente da vivere è un ambiente da difendere

Codice Fiscale:   92034160587

Ci aiuterai a difendere il diritto di ciascuno di poter accedere  alla vera informazione sul nostro Ambiente sulla nostra Salute

INSIEME A TE SAREMO PIÙ FORTI

“Aiutaci a far crescere le buone pratiche”

Tutte le risorse raccolte verranno investite nella promozione delle battaglie civiche e delle buone pratiche ambientali già sperimentate sui territori della nostra rete.

COME FARE?

Individua nella tua dichiarazione dei redditi (730, Unico o CUD) lo spazio dedicato alla destinazione del 5 per mille; firma il primo riquadro a sinistra

“Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative”

indicando il codice fiscale del Comitato di Tutela e Salvaguardia dell’ambiente in Monte Porzio Catone92034160587

DISSERVIZI IDRICI… Incontro con ACEA… QUALCOSA NON TORNA!

Il giorno 23 Marzo 2018, alle ore 17.00, presso Palazzo Rospigliosi di Zagarolo si è svolto l’incontro con i dirigenti ACEA ( Sandro Cecili  il Pesidente di ACEA ATO 2 ed Alessandro Piotti  il Direttore dell’ Autorità di Ambito ); alla presenza di tutti i sindaci già preannunciati compreso il sindaco di Monte Porzio Catone, Emanuele Pucci ed il Presidente della Comunità Montana nonché sindaco di Rocca Priora, Damiano Pucci.

La sala era gremita di cittadini, direi molto “esacerbati ed ai ferri corti” dei paesi coinvolti dalla “TURNAZIONE” del servizio idrico dello scorso anno. La tensione che si percepiva  fin dall’inizio della riunione era molto intensa. Visto questo clima “ostile” prima di dare la parola al dirigente di ACEA, il sindaco di Zagarolo, Lorenzo Piazzai, che ha organizzato, moderato e  presieduto l’incontro, ha invitato  a parlare il sindaco di Rocca Priora e subito dopo i portavoce di due comitati uno di Monte Porzio Catone e uno di Zagarolo.
Vi chiederete chi sia questo fantomatico comitato civico di Monte Porzio Catone: non è  altro che il rappresentante del comitato di quartiere della zona cappellette, che fino a settembre 2017 non aveva  conoscenza alcuna della situazione di distacchi idrici che andava avanti da ben quattro mesi (perché “a casa mia l’ acqua c’era”!!!).
La situazione si è sbloccata, quando a fine settembre, il nostro vice-presidente Giovanni De Rossi ed una ventina di famiglie della zona è andato a protestare ed a parlare con il Sindaco della situazione.
In quel momento il fantomatico comitato di quartiere “cappellette” ed il suo rappresentante sono venuti a conoscenza del grave disagio!  
Vista la situazione è stato chiesto al Sindaco di Zagarolo la parola a nome del nostro comitato rappresentativo del territorio Monteporziano, informandolo che quel signore non rappresentava certo i cittadini coinvolti dalla crisi idrica.
Quella tensione, che si percepiva nella sala ha subito avuto voce nelle dichiarazione, di chi rappresentava la cittadinanza.
L’ intervento del prof.. De Rossi ha ribadito le osservazioni condivise con i cittadini coinvolti nella crisi idrica della scorsa estate:
  1. Non disponibilità nel futuro di turnazioni, che facciano pesare il grave disagio solo su pochi utenti in modo continuativo.
  2. Indisponibilità a giustificare perdite continue, peraltro confermate dall’intervento successivo del dirigente, che sono la causa principale delle interruzioni idriche.
  3. Tempi di riparazione perdite da effettuare entro le 12 ore  (ad una emergenza si risponde con tempi brevissimi).
  4. Richiesta di interventi strutturali sulla rete idrica del nostro comparto.

Poco dopo ha preso la parola il Presidente dell’Ato2 Sig. Sandro Cecili e ha spiegato la drammatica situazione delle risorse idriche nel Lazio e territorio confinanti, a cui attingono i nostri acquedotti, e lo stato di degrado della rete di distribuzione. Senza elencare i vari tecnicismi, possiamo riassumere quello che è sembrato mancare al controllo di ACEA:

  • Monitoraggio costante dei flussi idrici distribuiti territorio per territorio;
  • Presa in carico delle continue richieste manutentive sui territori per mancanza di organico e coordinamento;
  • Piano di investimenti congrui per ammodernamento e innovazione della distribuzione sui territori;
  • Tariffe puntuali sul servizio di fornitura e distribuzione ai clienti finali.
Questo intervento del dirigente Acea, interrotto più volte dalle proteste dei cittadini presenti, ha cercato, arrampicandosi sugli specchi, di giustificare il comportamento della azienda citando mancanza di fondi, rete idrica ridotta un colabrodo, come se spettasse a una entità superiore astratta il compito di gestire e manutenere la rete.
In sintesi l’incontro si è chiuso  nella protesta dei partecipanti. Credo che i responsabili Acea hanno toccato con mano che la popolazione non è più disponibile a farsi prendere in giro! 

Era presente la troupe del programma “I Barbari . IT”  di seguito il link al servizio preparato, in cui il prof. De Rossi ha effettuato una intervista.

https://www.ibarbari.it/video/disservizi-idrici-serrato-faccia-faccia-acea-sindaci-cittadini/

VISTE LE PAROLE DEI VERTICI ACEA CI PIACEREBBE PARLARE DI ALCUNE DELLE CAUSE DELLA MANCANZA IDRICA

LE FANTOMATICHE PERDITE:

Le perdite del sistema 57% del flusso idrico viene disperso significa che su 100litri che dovrebbero arrivare alle abitazioni 57 litri vengono “PERSI”, ma dove vengono persi?

Si tratta di tutte e sole rotture di contatori/tubi e giunti dell’ infrastruttura o sono PERDITE SISTEMICHE della rete? Cosa intendiamo per perdite sistemiche? Semplice sono acqua, che arriva a destinazione, ma non viene pagata ad ACEA (quindi perdite per ACEA, non perdite di acqua).

Si tratta spesso di utenze fantasma, a volte regolari a volte no, che sottraggono litri e litri alle utenze regolari. In alcuni casi si tratta di allacci abusivi, difficilmente identificabili e spesso in relazione ad abitazioni fantasma/abusive anch’esse, a volte però si tratta di utenze che inizialmente erano regolari, poi sono diventate morose oppure le famigerate UTENZE DI CANTIERE: quelle che vengono aperte per costruire degli stabili e che poi non vengono chiuse alla chiusura dei lavori. Queste utenze diventano utenze condominiali ma senza essere autorizzate a fini residenziali, anche perché vista la penuria di risorse idriche alle nuove utenze residenziali viene sempre posto DINEGO per nuovi allacci (fatto confermato da molte testimonianze ed anche da comunicati comunali in cui si invitano i cittadini a non effettuare distacchi di utenze idriche esistenti perché poi non verrebbero riallacciate).

QUINDI PERCHE’ ALLACCIARE LE UTENZE DI CANTIERE SE POI FINIRANNO PER NON PAGARE?

DA ACEA PRETENDIAMO CHE NON VENGANO PIÙ ATTIVATE UTENZE DI CANTIERE,UN COSTRUTTORE NON AVRA’ PROBLEMI AD EFFETTUARE I PROPRI LAVORI CON UNA AUTOBOTTE AL SEGUITO! Saranno i futuri acquirenti degli immobili a doversi preoccupare di farsi allacciare le nuove utenze idriche.

Per comprendere la criticità della questione a Monte Porzio Catone e così in tutti i castelli, da decine di anni le vecchie acque di cantiere sono diventate utenze condominiali senza essere regolarizzate ed in moltissimi casi senza che venga corrisposto ad ACEA alcun utile (ACQUA GRATIS). Difficile chiedere moderazione e risparmio quando un bene viene fornito gratis!

DA ACEA PRETENDIAMO UNA REGOLARIZZAZIONE DI TUTTE QUESTE UTENZE, che chiaramente dopo tutti questi anni non potranno essere interrotte, E QUINDI UNA STIMA DEI CONSUMI PASSATI (che in caso rimangano non corrisposti finirebbero per gravare su tutte le utenze indiscriminatamente) PER COMPRENDERE L’ENTITA’ DEL BENE FRUITO GRATIS E REINVESTIRE QUESTE RISORSE NELLE INFRASTRUTTURE E NEL PRONTO INTERVENTO.

SISTEMARE QUESTE UTENZE FANTASMA SIGNIFICA RIGUADAGNARE QUEL 10-15% di “perdite sistemiche” che permetterebbero a tutti i castelli di evitare la turnazione idrica.

FINO A QUEL MOMENTO RICORDATE CHE I VERI COMITATI (non quelli di quartiere) CI SONO E SONO PRESENTI ANCHE PER ORGNAIZZARSI ED EFFETTUARE AZIONI DI FORZA SE NECESSARIO.

Ultima nota al margine della discussione: E’ vero che servono maggiori investimenti sul nostro territorio (e qui è compito dei sindaci fare la voce grossa o tornare insieme a consorzio nella Doganella), ma è anche vero che con le nostre bollette paghiamo anche il ***profitto sull’acqua*** che invece è un BENE PUBBLICO, sancito dal Referendum 2011 e da una recente sentenza della Corte di Cassazione.

Le utenze di Cantiere rappresentano chiaramente la punta dell’ ICEBERG di una pianificazione urbanistica SCELLERATA ed a dir poco criminale delle amministrazioni comunali presenti alla riunione. Tanto che dal pubblico si è anche levata una voce che sottolineava proprio questo: IN UNA SITUAZIONE DI DISAGIO E DI PENURIA DI RISORSE (ACQUA IN PRIMIS) AUMENTARE IL CARICO URBANISTICO DI ALCUNI PAESI SIGNIFICA FAR MORIRE IL TERRITORIO SENZA UN ADEGUAMENTO CONTINUO DELLE INFRASTRUTTURE. Purtroppo, a differenza di una rete internet/telefonico o di un allaccio ENEL una utenza idrica può anche essere accesa, ma se i bacini di raccolta si stanno prosciugando (vedi abbassamento livello laghi e falde della zona) è chiaro che non basta un tubo a portare una utenza, ma deve essere proprio aumentata l’ offerta di acqua.

Esistono paesi come Rocca Priora con abitazioni costruite sopra il passaggio di fonti ed acquedotti che si ritrovano SENZA ACQUA per mesi interi. Non possiamo che constatare che c’ è qualcosa di insostenibile che deve essere arginato a monte: qui non si tratta solo di mala gestione, qui bisognerebbe parlare di cannibalismo programmatico del territorio!

Le risorse sul territorio ad un certo punto finiscono se non vengono pianificate ed utilizzate a dovere, pensateci prima di autorizzare nuove costruzioni e nuove colate di cemento… Pensateci TUTTI CITTADINI PRIMA che si aprano i cantieri a via Costagrande, a via Pilozzo, a Colle Formello, al nuovo Centro Commerciale, alla Cantina Sociale…

OGNI NUOVA COSTRUZIONE ACUIRÀ IRRIMEDIABILMENTE I DISAGI DI CHI GIÀ LI VIVE (IN PAESE E FUORI)!

SIETE DISPOSTI A TUTTO QUESTO? O SCARICHERETA LA COLPA SU ACEA?

Conferenza Cittadini e Salute – 9 giugno 2017 VIDEO

Finalmente siao riusciti a mettere on-line i video autorizzati della nostra conferenza Cittadini e Salute del 9 Giugno 2017 a Monte Porzio Catone (SALA EPHEBEUM).

Ecco di seguito la locandina, il volantino ed i links agli interventi:

  • Prof. Giovanni De Rossi e presidente del Comitato Tutela Ambiente dr Stefano Gallozzi “Introduzione alla conferenza ed attività del Comitato” #1/1 -> https://youtu.be/8k1YnbUUtw8
  • dr Kenny Panzironi “Energie Alternative e progetto ANTER” #1/1 e dott. Pier Luigi Impedovo “Il Sistema Sanitario Regionale” #1/2 -> https://youtu.be/jduVDy1-JqI
  • dott. Pier Luigi Impedovo “Il Sistema Sanitario Regionale” #2/2 e prof. Agostino Messineo “Fenomeni di Inquinamento e Danni alla Salute”#1/2  -> https://youtu.be/yApf0AVFd40
  • prof. Agostino Messineo”Fenomeni di Inquinamento e Danni alla Salute”#2/2 -> https://youtu.be/osVraa59HuM
  • Testimonianze dalla Valle del Sacco / Ciociaria Terra dei Veleni #1/1 -> https://youtu.be/z9XzaOSPcv8

LOCANDINA_CITTADINI_E_SALUTE_4th