Documentazione Colle Formello

roncoroniora

La zona della lottizzazione che lambisce il fosso lucidi

PRIMA-ORA_roncoroni

Dall’ immagine dell’ aeronautica si evince che nella zona della lottizzazione era presente una macchia verde costituita da un bosco di castagni.

La nostra interpretazione si basa su una serie di documenti che pubblichiamo TUTTI in calce, per trasparenza e per far luce oggi (e domani) sulle vere cause, che hanno portato a questo inammissibile scempio di speculazione edilizia nell’ area forse più protetta di tutto il Parco dei Castelli Romani (vedi immagine di seguito).

CRONOSTORIA1

Bisogna discernere e non parlare di una lunga vicenda durata 40 anni (e più) ma identificare un momento saliente per tutte queste questioni (di interesse privato), che si sono susseguite: dal 2008 in poi l’ area diventa boschiva e quindi totalmente inedificabile (indice di fabbricabilità 1/1000, che equivale ad 1mc ogni 1000mq di terreno). Da quel momento in poi l’ interesse da privato diventa pubblico! E qui entra in gioco il fatto che l’ UNICA licenza edilizia attualmente valida è la “1” quella del 19 settembre 2006, poiché anche la variante “2” del 2009 fa riferimento alla stessa licenza edilizia in quanto era materialmente impossibile creare una nuova licenza edilizia con i vincoli del PTP dal 2008 in poi. Detto questo la licenza del 2006 SAREBBE SCADUTA PROPRIO nel 2016 e questo avrebbe significato la FINE DEI GIOCHI… Fine dei giochi se non fosse intervenuto il comune con la “3”, che di fatto è una nuova convenzione edilizia in barba all’ attuale piano regolatore e piano paesistico nazionale. Un bel pastrocchio! Ed aggiungiamo che anche se si mette la dicitura “accordo transattivo” una nuova convenzione urbanistica non può esimersi dal rispettare le vigenti leggi dello stato italiano.

In figura è rappresentato il VERO excursus legale e la vera cronistoria della vicenda, che ha interessato il comune da una parte e, dall’ altra i proprietari Roncoroni/Ricci prima ed Euroimmobiliare2003 poi.

La cosa è alquanto allarmante poiché se la “3”, dovesse passare in giudicato, allora ci troveremmo con un ente locale (il Comune di Monte Porzio Catone), che ha deciso, in piena autonomia ed accordandosi con dei privati, di redigere EX-NOVO una convenzione edilizia senza rispettare il PTP, il Piano Territoriale Paesistico, che rappresenta la legge nazionale a cui tutti gli enti territoriali sottostanti DEVONO sottostare. Non solo quindi l’ illegalità e l’ illeggittimità TOTALE di questa nuova convenzione, ma, sopratutto il totale disprezzo delle più elementari norme di tutela ambientale, POICHÉ la zona ex-Roncoroni-Ricci/Colle Formello è forse la zona più tutelata di tutto il territorio dei castelli.

Permettere che si edifichi in questa zona (non una villetta ma 17000mc di cemento) significherebbe aprire una autostrada a tutti gli “amici” speculatori, i quali tentano ripetutamente da +/- 50 anni di insinuarsi nei gangli normativi per edificare nei punti più prestigiosi e belli del parco dei castelli romani.

Tutto questo ci ha portato come comitato a presentare ricorso contro la convenzione urbanistica “nuova” effettuata dal comune nel totale disprezzo delle leggi e del PTPR regolatore vigente -> LINK.

In data 12 luglio 2016 l’ amministratore delegato G. Bencivenni dell’ Euro Immobiliare, nonché avvocato degli ex-proprietari del terreno, Roncoroni/Ricci ha depositato in comune la comunicazione prot.1257/dg  per comunicare al comune la pulizia dell’ area (invasa dai rovi) e l’ abbattimento delle opere abusive “non sanabili”.

Curioso che proprio ad un mese e mezzo della scadenza si siano accorti di aver effettuato gli abusivismi edilizi di cui all’ ord. 7/2014 (fino ad allora negati!!!) tanto dal prodigarsi ad abbatterli…. sarà che devono far ripartire velocemente i lavori prima di settembre per chiedere una proroga??? Ancora una volta la palla è nelle mani del comune: se vorrà potrà impedire tutto questo e riposizionarsi dalla parte dei cittadini, altrimenti potrà riconfermare la convenzione scellerata e fare l’ ennesimo favore ai costruttori!

albo_pretorio

Il 19 settembre 2016 vengono approvati in giunta i progetti della lottizzazione Colle Formello. Dalla lettura di queste carte compaiono alcune forzature legali che sono state prontamente segnalate alle autorità competenti.

reg1_atto_nro_84_del_19-09-2016

Innanzi tutto non si è mai parlata di variante né tantomeno di seconda variante colle formello. La questione è sostanziale perché il 19 settembre si stanno approvando dei progetti di una nuova convenzione urbanistica (quella di febbraio 2016) spacciandola per una variante (la seconda) del piano di lottizzazione originario. Il motivo per cui hanno fatto una nuova convenzione era proprio che a settembre 2016 la convenzione originaria sarebbe scaduta e quindi con la nuova convenzione si sarebbe prorogato per 10 anni la possibilità di costruire. Ma NESSUNA variante è mai stata approvata prima della scadenza, settembre 2016 quindi gli atti in questione non sono regolari. In ogni caso, anche ammesso che si possano approvare dei progetti riferiti ad una variante che non esiste, ci sono una serie di forzature logiche e legali che non possono passare inosservate. Questo dietrofront è chiaramente dettato dal nostro ricorso al TAR e questo rappresenta un punto fondamentale perché una variante fa capo e riferimento alla lottizzazione originaria del 2006 e questo significa che nel frattempo è scaduta il 17 settembre 2016. Per rendere ancora valida la convenzione si è deciso di appellarsi al “decreto del fare” comma 3-bis dell’ art.30 della legge 98/2013 che permette una ulteriore proroga di 3 anni, MA si dimenticano che il comma 3 bis può essere applicato se il comma 3 è applicabile e NEL COMMA 3 si fa chiaramente riferimento che questo decreto NON SI APPLICA in caso di cambiamento di strumento urbanistico. In questo caso dal 2006 lo strumento urbanistico prevede una inedificabilità del terreno, quindi non è applicabile. MORALE: si sta approvando un progetto sua una variante che non esiste dichiarando prorogata la convenzione a cui farebbe capo questa variante tramite una legge che nel caso specifico non è applicabile! Un bel biglietto da visita per il TAR.

Infine non possiamo NON notare come le opere abusive che sarebbero dovute essere demolite sono state magicamente divenute non abusive ed anzi inserite nel progetto come DONAZIONE del costruttore al COMUNE: i muri di contenimento, che dovevano essere abbattuti come da ordinanza 7/2014 accolta da euroimmobiliare con la richiesta di demolizione delle opere non sanabili, SONO diventate regolari e pertanto donate al comune assieme al parcheggio ed al tratto di marciapiede! Anche qui bisognerà vederci chiaro…

Terminiamo l’ escursus con la posizione abbastanza sopra le righe del Parco Regionale dei Castelli Romani, che, nonostante le nostre segnalazioni di illeciti ambientali ed eradicazione del castagneto, ha deciso di rilasciare un nulla osta ambientale, prot. 11904 del 14/07/2016 in cui recita che si tratta della stessa riproposizione della richiesta fatta nel 2009 e pertanto è ancora valido il parere citato nel 2009. Peccato che nel frattempo siano variate molte cose e che comunque sia necessario riavere comunque un nuovo atto che decreti il nulla osta ambientale alla data in cui si effettuano i lavori, proprio perché scaduto nel frattempo. Siamo speranzosi e crediamo che questo scivolone dell’ ente parco sia stato fatto per permetterci di impugnare ANCHE il loro nulla osta.

Annunci