TU CHIEDI… L’ISPRA RISPONDE…!

Why-FiVi alleghiamo una lettera (con relativa risposta) inviata da un nostro socio/lettore in cui si chiedono lumi all’ ISPRA sulle installazioni degli apparati WiFi nelle aulee scolastiche.

Gentile ISPRA, vorrei porvi un quesito:

è possibile installare degli access point WiFi in una classe Primaria (con ripetitori  posti all’altezza di circa 1,50 da terra; ad un metro di distanza dalla schiena delle maestre; in una stanza quadrata lunga al massimo 5 metri; con circa 15-20-25 tablet collegati in piena attività)?

Si tratterebbe di installare questi ripetitori uno per classe per un totale di circa 60 ripetitori in tutta la scuola.

Senza discutere delle finalità educative, mi chiedo normativamente è possibile?

Ove non fosse possibile, sarebbe possibile avere una documentazione dettagliata della normativa?

A chi mi posso rivolgere per evitare che i nostri figli finiscano in uno studio epidemiologico sui problemi provocati dal WIFI?

Saluti,

Un genitore allarmato!

A questa semplice e diretta richiesta inviata all’ URP dell’ ISPRA, risponde abbastanza celermente un addetto alla comunicazione dell’ istituto, ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Area Agenti Fisici), che vi riproponiamo integralmente per poi apporre le nostre considerazioni:

Egr. genitore,

l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici è attualmente regolamentata, a livello legislativo, dalla legge Quadro n. 36/2001. In applicazione della legge quadro, è stato emanato il DPCM 8/07/2003 “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz” in base al quale è stato definito il regime di limiti normativi da rispettare per le emissioni a radiofrequenza. All’interno di edifici adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore giornaliere e loro pertinenze esterne, che siano fruibili come ambienti abitativi quali balconi, terrazzi e cortili, esclusi i lastrici solari, si assumono valori di attenzione e obiettivi di qualità pari a 6 V/m (campo elettrico). In commercio ci sono diverse tipologie di modelli di impianti Wi-Fi, ma tutti comunque rispondono ai medesimi standard internazionali (ETS-ISEE) e, pertanto, hanno in generale caratteristiche emissive simili tra loro. I sistemi Wi-Fi sono disciplinati da apposite normative di prodotto che normano il loro funzionamento e regolano le loro caratteristiche trasmissive; in particolare, per quanto riguarda l’Italia e gli altri paesi dell’Unione europea, la normativa di settore ETS 300-328-2 impone una limitazione sulla potenza di emissione che, in particolare per la banda di emissione dei 2,4 GHz (tipica dei sistemi utilizzati nelle scuole) sia in ambiente interno che all’aperto, deve essere al massimo pari a 100 mWatt (EIRP). Considerata la limitata potenza imposta dalle normative di settore, il raggio di copertura è limitato a poche decine di metri, pertanto, per poter coprire aree più vaste si usano in genere access point collegati tra loro. Le celle di copertura sono spesso parzialmente sovrapposte per evitare buchi di copertura nei casi di mobilità. Il logo ufficiale Wi-Fi garantisce la interoperatività con gli atri dispostivi certificati e quindi la compatibilità dei componenti con gli standard IEEE 802.1.

Proprio per il  dibattito sempre attuale sugli effetti prodotti dalle onde elettromagnetiche emesse da tali dispositivi, negli ultimi anni sono stati svolti e pubblicati diversi studi di misurazione dei livelli di campo elettrico prodotti dai sistemi Wi Fi, in particolare nelle scuole. Secondo quanto dispone l’art.14 della Legge Quadro n. 36/2001, le competenze in materia di controllo spettano alle amministrazioni provinciali e comunali, che le esercitano tramite le Agenzie Regionali e Provinciali per la Protezione dell’Ambiente (ARPA e APPA). Ad oggi, anche in riposta alla elevata percezione del rischio associato all’esposizione ai campi elettromagnetici da parte della popolazione, molte ARPA/APPA effettuano un’intensa attività di controllo attraverso monitoraggi di gran parte delle sorgenti di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici presenti sul territorio, i cui risultati vengono spesso pubblicati su siti web per consentire una trasparente consultazione di questi da parte dei cittadini. Le segnalo alcuni articoli e studi curati da alcune ARPA su sistemi Wi-Fi, da cui si evince che è sempre garantito il rispetto dei limiti già a pochi centimetri da tali dispositivi e che, comunque, c’è una fitta attività di controllo su tali sistemi ormai presenti ovunque non solo nelle scuole (uffici, edifici privati, centri commerciali, parchi etc…):

https://www.arpae.it/cms3/documenti/_cerca_doc/bologna/WiFiScuolaMinerbio.pdf

https://www.arpae.it/ebook/dettaglio_notizia.asp?id=5282&idlivello=1504

http://www.quotidianocanavese.it/cronaca/salute-il-wifi-e-dannoso-per-i-bambini-delle-scuole-risponde-l-arpa-6438

http://www.liceobanfi.gov.it/atto/2015000012-misure-di-campo-elettromagnetico-emesso-da-sistemi-wifi-eseguite-presso-il-liceo

Anche ISPRA ha condotto nel 2010 uno studio analogo (consultabile al seguente link  http://www.agentifisici.isprambiente.it/documenti-cem/documentazione-tecnica.html?…581) presso la propria sede a Roma e i risultati sono stati sostanzialmente simili a quelli di altri studi condotti dalle stesse ARPA.

Si sottolinea comunque che ISPRA e le Arpa non si esprimono su questioni di tipo prettamente sanitario; il parere espresso o le misurazioni effettuate riguardano esclusivamente il rispetto dei limiti, dei valori di attenzione e obiettivi di qualità stabiliti dalla normativa di riferimento.

Pertanto, attualmente a livello nazionale non esistono motivi ostativi di carattere normativo che non consentano l’installazione di tali dispositivi nelle scuole o in altro luogo, fermo restando ovviamente il rispetto dei limiti imposti dalla normativa vigente; una volta che i sistemi verranno installati nella scuola primaria in questione può comunque richiedere al Suo Comune di residenza, inviandolo per conoscenza anche al Dipartimento Provinciale dell’ARPA territorialmente competente, un intervento atto a verificare la conformità dei sistemi in oggetto.

 

Cordiali saluti


CONSIDERAZIONI DEL NOSTRO COMITATO SU QUESTO SCAMBIO DI EMAILS:

PREMESSO CHE IL QUESITO POSTO SIA CONDIVISIBILE E RISPECCHI, DI FATTO, LA SITUAZIONE, CHE STA CREANDOSI IN UN ELEVATO NUMERO DI SCUOLE ELEMENTARI E MEDIE ITALIANE, PER VIA DELLE DISCUTIBILI STRATEGIE DEL M.I.U.R.

NONOSTANTE LA LUNGAGGINE DELLA RISPOSTA ISTITUZIONALE DELL’ ISPRA (probabilmente un format precompilato), RITENIAMO LA STESSA ALQUANTO INSODDISFACENTE POICHÉ DI FATTO NON RISPONDE AL QUESITO VERO, CIOÈ COME FACCIAMO AD EVITARE CHE IL NOME DEI NOSTRI FIGLI FINISCA IN UNO STUDIO EPIDEMIOLOGICO COME FOSSERO DELLE CAVIE DA LABORATORIO?

LA RISPOSTA DELL’ ISPRA È MOLTO NETTA:

“ISPRA ED ARPA non si esprimono su questione prettamente sanitarie”

ED È PROPRIO QUI IL LIMITE DI TUTTO IL DISCORSO.

SONO CIRCA 15-20 ANNI CHE LE RIVISTE SCIENTIFICHE MEDICHE EVIDENZIANO PATOLOGIE PIÙ O MENO GRAVI (ANCHE TUMORALI) DERIVANTI DALL’ USO DELLE TECNOLOGIE DI TELECOMUNICAZIONI DI ULTIMA GENERAZIONE. ESISTONO (E SONO PUBBLICATI) STUDI EPIDEMIOLOGICI, CHE DIMOSTRANO, SENZA OMBRA DI DUBBIO, L’ INCREMENTO DI INCIDENZA PATOLOGICA DI DIFFERENTI DISTURBI E PATOLOGIE (ANCHE ONCOLOGICHE) DERIVANTI DALL’ USO SMODATO DI DISPOSITIVI A RADIOFREQUENZE (CELLULARI, CORDLESS ECC…) SIA IN VICINANZA DI RIPETITORI SIA A LIVELLO AMBIENTALE (ESPOSTI ANCHE PASSIVAMENTE ALLE RADIAZIONI PROVENIENTI DA QUESTI APPARECCHI)… PER NON PARLARE DI EFFETTI TUTT’ ALTRO CHE SECONDARI COME L’ AUMENTO VERTIGINOSO DI PERSONE ELETTROSENSIBILI.

IL WiFi È UNO DI QUESTI DISPOSITIVI. 10 VOLTE MENO POTENTE (IN MEDIA) DI UN CELLULARE, UTILIZZA COMUNQUE LE STESSE FREQUENZE UTILIZZATE DAI MODERNI SMARTPHONES E QUINDI I DANNI PROVOCATI DAL WiFi (IN MEDIA MINORI) SARANNO COMUNQUE GLI STESSI PROVOCATI DALLA RADIAZIONE EMESSA DAI CELLULARI (RADIAZIONE CHE L’ I.A.R.C. HA CLASSIFICATO COME CANCEROGENA DI SECONDA FASCIA).

CHIARAMENTE QUESTA DISANIMA A 360° È DEDICATA PROPRIO  A QUELLE PERSONE (IN ALCUNI CASI GLI STESSI GENITORI DEGLI ALUNNI), CHE CONTINUANO A FOMENTARNE UN USO SPASMODICO DEL CELLULARE QUASI A VOLER NEGARE UNA EVIDENZA ACCADEMICA ORAMAI CONCLAMATA DA CIRCA 40MILA STUDI.

EVIDENZA, CHE, PER ALTRO, MOSTRA INDISCUTIBILMENTE COME NON SOLO VI SIANO EFFETTI TERMICI, MA ANCHE EFFETTI NON-TERMICI NOCIVI DA ESPOSIZIONE A RADIO FREQUENZE NON-IONIZZANTI (FINO A FREQUENZE DI 300GHz).

ORA COSA SIGNIFICA QUESTO?

SEMPLICE. CHE L’ ISPRA E L’ ARPA SI OCCUPANO SOLO DI VERIFICARE OPERATIVAMENTE IL RISPETTO DEI LIMITI DI LEGGE E, VISTE LE POTENZE IN GIOCO IL VALORE DI 6V/m DIFFICILMENTE SI SUPERERÀ CON LE INSTALLAZIONI WiFi… MA L’ ISPRA E L’ ARPA NON SI PRONUNCIANO SUL FATTO CHE, PUR RISPETTANDO I LIMITI DI LEGGE QUESTI DISPOSITIVI RISULTINO COMUNQUE PERICOLOSI PER LE PERSONE (GIOVANI ALUNNI, NEL CASO DEL WiFi)!

POSSIAMO ESTRAPOLARE UN SUNTO DEI 40MILA STUDI MEDICI EVIDENZIANO UN INCREMENTO DI INCIDENZA PATOLOGICA A PARTIRE DA 0.6V/m. SOTTO GLI  0.6V/m NON VI SONO EVIDENZE SIGNIFICATIVE DI EFFETTI CAUSATI DALLE RADIAZIONI NON IONIZZANTI SUL MATERIALE BIOLOGICO. SOPRA SI.

LINK A PUBBLICAZIONI  (-> SUL NOSTRO SITO)

MA IL VALORE DI 0.6V/m È UN VALORE 10 VOLTE INFERIORE RISPETTO AI LIMITI DI LEGGE -> QUINDI LA LEGGE ITALIANA NON TUTELA LA SALUTE DEI SUOI CITTADINI!

QUI ENTRA IN GIOCO L’INTELLIGENZA ISTITUZIONALE DEGLI AMMINISTRATORI, PRESIDI E DIRIGENTI SCOLASTICI (e non) ITALIANI, LI DOVE IL DUBBIO DI POSSIBILI PATOLOGIE ALEGGIA SULLE TESTE DI INTERE GIOVANI GENERAZIONI, CON QUALE SENNO SI PUÒ IGNORARE UNA LEGGITTIMA PRECAUZIONE NELL’ UTILIZZO DI TALI TECNOLOGIE? NON BASTA IL PARERE DI UN TECNICO: È NECESSARIA LA CERTEZZA!

ABBIAMO MISURATO PERSONALMENTE, CHE: UNA CLASSE CON 20-25 DISPOSITIVI IN UPLOAD/DOWNLOAD DI DATI SUPERA DI GRAN LUNGA IL FATIDICO VALORE SPARTIACQUE DI 0.6V/m, QUINDI A RIGOR DI LOGICA UN ALUNNO, CHE DOVESSE ESSERE ESPOSTO PER 8 ORE AL GIORNO A TALE RADIAZIONE ACCUMULEREBBE UN LIVELLO DI STRESS AMBIENTALE TALE DA POTER RIMANERE VITTIMA DI QUALCUNO (O PIÙ DI UNO) EFFETTO INDESIDERATO (ANCHE GRAVE) DA ESPOSIZIONE.

ERGO… SE UN ALUNNO DOVESSE INCAPPARE IN QUALCHE PATOLOGIA DA ESPOSIZIONE A SEGUITO (ANCHE COME MERA COINCIDENZA TEMPORALE) DELL’ INSTALLAZIONE DEI ROUTER WiFi NELLE AULEE, POTREBBE DENUNCIARE E RIVALERSI SUL PRESIDE E/O DIRIGENTE SCOLASTICO, CHE HA IGNORATO IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE? A NOSTRO AVVISO LA RESPONSABILITÀ DEL DIRIGENTE SCOLASTICO COME SANCITO DAL D.LGS.81/2008 e s.m.i. IN UNA TALE EVENTUALITÀ NON RISULTA FACILMENTE AGGIRABILE (SI CORRE SUL FILO DEL RASOIO).

COMUNQUE UNA TALE NEGLIGENZA ISTITUZIONALE SI CONFIGUREREBBE COME DANNO INTENZIONALE E NON SEMPLICEMENTE CAUSALE, VISTA LA COPIOSA INFORMATIVA E LE NUMEROSE RIMOSTRANZE DI DIVERSI GENITORI IN MERITO.

INVITIAMO LE DIRIGENZE SCOLASTICHE A PONDERARE IN MANIERA MOLTO ATTENTA IL PROBLEMA WiFi, POICHÉ NESSUN ALUNNO (O DOCENTE) PUÒ ESSERE ESPOSTO A QUESTE RADIAZIONI SENZA IL PROPRIO CONSENSO SCRITTO, INFORMATO E SENZA UNA ESPLICITA CLAUSOLA DI NON RESPOSABILITY SOTTOSCRITTA DAI GENITORI DEGLI ALUNNI.

INFINE, VISTO CHE LA SCELTA DEL WiFi NELLE AULEE VIENE SPESSO PERONATA E SUPPORTATA DA ARGOMENTAZIONI COME IL COSTO (ELEVATO) DEL CABLAGGIO ETHERNET STANZA PER STANZA, INVITIAMO I PRESIDI A FARSI CONSIGLIARE DA TECNICI QUALIFICATI, POICHÉ UN TECNICO CHE PRIMA DI CONSIGLIARE IL WiFi NON CONSIGLI L’ UTILIZZO DELLA LINEA ELETTRICA (DISPOSITIVI POWERLINES) CAPACE DI TRASMETTERE UN SEGNALE FINO A 1200Mbps NON SI MERITA ALCUNA COMMESSA PUBBLICA: CON POCHE CENTINAIA DI EURO SI RIESCE A CABLARE, UTILIZZANDO LE NORMALI PRESE DI CORRENTE, UN INTERO EDIFICIO, A BASSISSIMO COSTO, SENZA PERDITA DI SEGNALE, SENZA ONDE ELETTROMAGNETICHE NOCIVE PER GLI ALUNNI.

SI PUÒ FARE… PERÒ IL MINISTERO HA DECISO DI STANZIARE FONDI PER PERMETTERE ALLE SCUOLE DI DOTARSI DI DISPOSITIVI WiFi… È QUINDI IMPLICITO L’ INVITO AGLI ALUNNI DI PARTECIPARE (DA QUI AI PROSSIMI 10-15 ANNI DI CURRICULUM DIDATTICO) AL PIÙ GRANDE STUDIO EPIDEMIOLOGICO DALL’ ERA DELL’ AMIANTO!

SOLO I GENITORI POSSONO PERSUADERE LE RISPETTIVE DIRIGENZE SCOLASTICHE AD INTRAPRENDERE ALTRE VIE… INSIEME ED CONSAPEVOLI DEGLI “EVENTUALI RISCHI” (QUASI SICURI) A CUI ANDREBBERO ALTRIMENTI INCONTRO.

A TAL FINE IL NOSTRO COMITATO HA PREDISPOSTO UNA PETIZIONE ON-LINE PER SENSIBILIZZARE L’ OPINIONE PUBBLICA E LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI A LIMITARE L’ USO DEL WiFi NEI LUOGHI SENSIBILI COME SCUOLE, OSPEDALI, CENTRI SPORTIVI ECCO IL LINK:

https://www.change.org/p/stop-wifi-nelle-scuole-prima-di-tutto-la-salute-dei-nostri-figli

QUESTIONARIO AMBIENTALE: per i candidati sindaci dei Comuni Castellani al voto

Conosciamo-lambiente-Adiconsum-propone-un-questionarioAbbiamo preparato alcune semplici domande, che porremo ai candidati sindaci degli schieramenti dei comuni castellani, in vista della prossima tornata elettorale.

Nota Bene: Questo questionario è a carattere ambientale e non si pone l’ obiettivo di suggerire la risposta (o non risposta) da dare a nessun candidato, ma vuole solo affrontare una dettagliata casistica di problematiche ambientali con le quali ci siamo scontrati nel corso degli ultimi anni di attività del nostro comitato.

In questo modo è nostra intenzione fornire ai cittadini, che si apprestano a votare,  uno strumento valido per comprendere l’ orientamento politico degli schieramenti in tema ambientale, in modo da avere le idee chiare prima di recarsi alle urne.

Ci impegnamo quindi a reindirizzare nelle caselle di posta dei candidati sindaci (e/o di alcuni dei loro colleghi di schieramento) il questionario in modo da raccogliere tutte le risposte, che decideranno di fornirci.

Allo scadere delle prossime 2 settimane da oggi, verranno pubblicate (NELLO STESSO MOMENTO) tutte le risposte dei candidati su questo sito (raccoglieremo le risposte al questionario entro e non oltre il giorno 10 maggio).

Inviare le risposte qui: comitatotutelamonteporzio@gmail.com

ECCO IL LINK: QUESTIONARIO_AMBIENTALE_PER_FORZE_POLITICHE_


5 DOMANDE TEMATICHE PRINCIPALI (sulle quali paragonare i candidati sindaci ed i loro schieramenti)

PAESAGGIO, FLORA E FAUNA

-Domanda A

Tutela del Paesaggio: Quale è il vostro impegno (se previsto) in merito alla tutela del paesaggio, della flora e della fauna locale?

ELETTROMAGNETISMO

-Domanda B

I castelli sono a rischio inquinamento elettromagnetico (fenomeno tristemente noto con il nome di ELETTROSMOG). Alcune questioni, come la sentenza passata in giudicato sulle antenne di Monte Cavo che le dichiara abusive, la vicenda dei nuovi tralicci RadioTV a Pratarena e Velletri (tra loro collegati) assieme al proliferare in ogni dove degli apparati di telefonia mobile, pongono l’ accento sui pericoli da esposizione, a cui sono soggette le popolazioni castellane. Come vi ponete di fronte a questa vasta tematica, che comprende questioni di salute pubblica (esposizione indiscriminata), di normativa vigente (mancanza di un adeguato piano antenne), senza tralasciare questioni più locali come il proliferare del WiFi nelle scuole/aree sensibili?

RIFIUTI E DISCARICHE ABUSIVE

-Domanda C

Come avete intenzione di risolvere ed evitare gli accumuli non autorizzati/abusivi (in alcuni casi pericolosi) di rifiuti sparsi sul territorio comunale? Che tipo di azioni intendete intraprendere in concerto con le società servizi addette alla raccolta differenziata per premiare i comportamenti virtuosi e disincentivare chi non si attiene alle buone regole di conferimento dei rifiuti?

PROBLEMA IDRICO

-Domanda D

Nel comprensorio dei castelli romani manca spesso l’ acqua ed i cittadini si trovano spesso a dover subire i disagi e le problematiche causate dalla malagestione dell’ acqua, bene pubblico per eccellenza. Come ritenete di agire concretamente per risolvere (alcuni o tutti) i malfunzionamenti dell’ acquedotto servito da ACEA ATO2?

ABUSIVISMO, CONSUMO DI SUOLO E DISSESTO IDROGEOLOGICO

-Domanda E

Che tipo di azioni intendete portare avanti nei confronti dell’ abusivismo edilizio e del consumo di suolo non previsto dal piano regolatore? Come vi ponete di fronte al concetto di “abusivismo di necessità” in merito anche alla prevenzione del dissesto idrogeologico? Che tipo di sviluppo urbanistico (nuove costruzioni/quartieri/lottizzazioni, riqualificazione zone abitate, politiche energetiche, sviluppo +/- sostenibile, ecc…), intendete intraprendere per il paese, che vi accingereste a governare?

25 DOMANDE SPECIFICHE sulle temetiche ambientali in ordine sparso ai candidati sindaci dei diversi schieramenti per I comuni dei Castelli Romani

PAESAGGIO, FLORA E FAUNA

-Domanda n.1

Tutela del Paesaggio: Quale è il vostro impegno (se previsto) in merito alla tutela del paesaggio?

Quali criteri atti alla salvaguardia del paesaggio e l’ inserimento di nuovi complessi/costruzioni nel contesto storico/paesaggistico vigente.

-Domanda n.2

Tutela del Verde Pubblico e Privato: Quale è il vostro orientamento in merito alle zone verdi? Vanno salvaguardate o modificate ad uso e consumo di suolo?

Elencare le azioni volte alla salvaguardia delle aree verdi sia di livello paesaggistico (boschi, oliveti, vigneti) sia in termini agro-pastorali, sia in contesto semi-urbanizzato (parchi e giardini pubblici)

-Domanda n.3

Abbattimento Alberi: Come pensate di risolvere (se questa risulta di priorità) la piaga degli abbattimenti di alberi ad alto fusto non autorizzati sia in terreni privati sia in luoghi pubblici, sia dentro sia fuori del parco dei castelli?

-Domanda n.4

Registro Verde: Pensate sia possibile un censimento, come avviene in molti comuni, delle specie arboree di maggiore valore (in termini sia paesaggistici sia di abbattimento della CO2), in modo da salvaguardarle in maniera preferenziale (rispetto al resto della vegetazione): siete favorevoli a questa possibilità e/o vi impegnate da subito a creare un tale registro?

-Domanda n.5

Pulizia dei Fondi: Che tipo di pulizie della vegetazione ritenete opportuna e da applicare regolarmente, se si in che modalità?

Descrivere in merito a latifondi incolti, sterpaglie lungo le carreggiate stradali, modalità di incentivo per i privati a tenere pulito le aree per un maggiore decoro cittadino (eventuali disincentivi).

-Domanda n.6

Fauna Locale: canili, gattili e programmi di contenimento delle specie di animali randagi. Avete idee in merito?

-Domanda n.7

Cinghiali: E’ una priorità, una piaga una opportunità? Quale il vostro punto di vista.

RIFIUTI

-Domanda n.8

Discariche Abusive: Avete programmi in ballo per risolvere le criticità ed evitare gli accumuli non autorizzati e/o abusivi / pericolosi? Descrivere cosa si prevede di disporre per rimediare al fenomeno e come il bando rifiuti può (se si ritenga che debba) intervenire a mitigare la questione e se si in che modo.

-Domanda n.9

Raccolta Porta a Porta: Avete proposte per migliorare la questione? es. Iincentivi e disincentivi: avete idee in merito ai comportamenti virtuosi dei cittadini o non prevedete nulla (es. compopstaggio domestico sconti tariffe, tracciamento rifiuti)… disincentivi/multe per chi sgarra?

-Domanda n.10

Servizio Rifiuti: In-house solution o bando di gara aperto e periodico… cosa ne pensate?

EDILIZIA SOSTENIBILE

-Domanda n.11

Abusivismo: che linea pensereste di adottare, una volta al governo del paese in merito alla lotta agli abusivismi di differente natura?

Descrivere con semplici esempi, che tipo di disincentivi pensereste di adottare, oltre agli strumenti normativi vigenti per contenere il fenomeno.

-Domanda n.12

Abusivismo Edilizio: Che tipo di azioni intendete portare avanti per la soluzione della problematica di livello sociale dei “nuclei spontanei” e/o abusivi e/o condonati su cui pende ordinanza di demolizione? Avete un programma di intervento o di mitigazione delle singole richieste? Ritenete si debba adottare il pugno di ferro nei riguardi di ogni abuso edilizio?

-Domanda n.13

Consumo di Suolo: Che tipo di pianificazione urbanistica pensate di intraprendere? L’ urbanizzazione viene considerata una voce di bilancio su cui fare cassa?

-Domanda n.14

Assetto Idrogeologico: Vi impegnate da subito a rivalutare idrogeologicamente nel suo insieme tutto il territorio comunale con perizie certificate (e non semplici pareri scaricabarili) prima di rilasciare convenzioni urbanistiche e/o nuove licenze edilizie?

-Domanda n.15

Riqualificazione dell’ Esistente: Gli oneri di urbanizzazione spesso fanno da volano per disincentivare la riqualificazione dell’ esistente / ristrutturazioni di edifici già presenti. Prevedete incentivi e/o canali preferenziali di autorizzazione nel caso di ristrutturazioni con conseguente riqualificazione edilizio/energetica? Riguardo il rischio/adeguamento sismico di edifici pubblici e privati, prevedete azioni concrete?

-Domanda n.16

Edilizia Sostenibile: Cosa ne pensate del protocollo ITACA? Pensate di adottarlo appieno o solo sulla carta? Prevedete incentivi per o standard minimi di efficienza energetica per le nuove abitazioni DA RISPETTARE da progetto pena la difformità dell’ opera? Credete sia possibile identificare un protocollo verde da adottare come un “bilancio del verde” in termini di ripiantumazione delle specie arboree dovute abbattere a seguito di una qualsiasi azione edilizia autorizzata?

-Domanda n.17

Nuove Costruzioni: Vi impegnate fin da subito a non concedere nuove licenze edilizie se nella stessa zona è presente una elevata percentuale di case invendute? Siete disposti a rivedere le stime di insediamento della popolazione attualmente sovrastimate per tutti I paesi dei castelli, le quali hanno pilotato la stesura dei piani regolatori? ALTERNATIVE? Tasse alte ai costruttori per gli immobili invenduti?

SALUTE PUBBLICA

-Domanda n.18

Esposizione ELETTROSMOG: Avete in programma un piano antenne? Se si di che tipo? Chi lo potrebbe fare (le società telefoniche, dei tecnici di fiducia, degli esperti a vario titolo)?

Un eventuale piano antenne come strumento di sviluppo delle telecomunicazioni o per mantenere un giusto bilanciamento tra servizi ed esposizione, tra costi sociali e benefici?

-Domanda n.19

PRATARENA/MONTE CAVO: Che linea avete in merito ai progetti di espansione delle TLC entro i castelli romani? Pensate sia una buona cosa coordinarsi con tutti i comuni limitrofi?

Fino a che punto siete disposti a concedere e cosa no.

-Domanda n.20

WiFi metropolitano e/o nelle Scuole: Avete una posizione chiara in merito? Pensate di vietare, fornendo una alternativa cablata il WiFi nelle aulee scolastiche? Avete già identificato una alternativa tecnologica e/o un costo sostenibile da mettere a bilancio una volta al governo del paese?

-Domanda n.21

Problema arsenico nelle falde: Ritenete problematico utilizzare acqua di pozzo per irrigare i campi e gli orti e facilitare la produzione di ortaggi a km0? Pensate di monitorare con analisi specifiche la concentrazione dell’ arsenico e dei metalli pesanti nelle acque e, successivamente, la percentuale di queste sostanze, che passa negli alimenti, per non intaccare la catena alimentare locale?

-Domanda n.22

Acqua pubblica: Siete soddisfatti e/o pensate di ricorrere in qualche modo ai malfunzionamenti dell’ acquedotto servito da ACEA-ATO2?

-Domanda n.23

Problema Radon: Pensate di informate capillarmente la popolazione sui rischi da esposizione al radon negli scantinati e/o garantire campagne di misurazioni mirate?

-Domanda n.24

Pesticidi/Diserbanti: Quale è la vostra posizione sull’ utilizzo di pesticidi e diserbanti sul territorio comunale (es. Glyfosato Monsanto)?

-Domanda n.25

OGM: Cosa ne pensate degli OGM? Siete a favore della valorizzazione delle peculiarità eno-gastronomiche locali o date carta verde per la coltivazione e la produzione su suolo comunale di qualsiasi tipo di semente/prodotto anche geneticamente modificato?

IL COMUNE DI MONTE PORZIO CATONE DOV’ ERA?

commissioni-1

QUESTI SONO FATTI, CHE CI PIACEREBBE NON RACCONTARE:
Da più di un anno il Comitato di Tutela e Salvaguardia dell’ Ambiente in Monte Porzio Catone ha preparato per il nostro comune un PIANO ANTENNE per evitare il proliferare delle dannose installazioni TV/radio e telefonia regolamentando in maniera capillare il loro posizionamento entro il territorio comunale.

ECCO IL LINK:

https://comitatotutelamonteporziocatone.files.wordpress.com/2017/03/piano_antenne_mpc_v3_2017_03_15.pdf

Nonostante questo il Piano Antenne comunale, calendarizzato nel 2017, è rimasto nel cassetto e sorprendentemente il nostro comune risulta uno dei pochi che ne è ancora sprovvisto.
Malgrado il nostro impegno (monitoraggio ElettroSMOG nei castelli comprensivo di misurazioni e conferenze informative), il nostro supporto dichiarato e manifesto proposto all’ amministrazione sulla
tematica…
…E nonostante gli avvisi, i proclami, le richieste pubbliche (e private) di partecipare (o mandare delegati, noi compresi) al tavolo tecnico indetto dal sindaco Lorenzon di Genzano per affrontare in maniera coordinata ed univoca il problema elettrosmog tra i comuni del parco dei castelli romani…

NONOSTANTE TUTTO QUESTO

Il comune di Monte Porzio Catone HA DECISO DI NON PRESENTARSI alla riunione, 

contraddicendo se stesso sull’impegno che si era preso e ammettendo di fatto che LA TUTELA DELLA SALUTE DEI CITTADINI esposti UBIQUITARIAMENTE al dannoso fenomeno dell’ elettrosmog NON E’ UNA PRIORITA’ DEL NOSTRO COMUNE!
NEL FRATTEMPO… il nostro territorio, risulta preda di speculatori e multinazionali, che cercano in tutti i modi di “piazzare” i loro oggetti di lucro (tralicci) nei punti più strategici irretendo i privati con promesse monetarie, che poi (nel 90% dei casi, non è detto neanche che mantengano!).

E’ così che un operatore di telefonia non precisato, ha strappato ad un privato un contratto capestro per l’installazione di un ripetitore nel comune di Monte Porzio Catone, e questo, operatore, forte della mancanza di un piano antenne comunale, si premurerà SOLAMENTE di avere i parere degli enti sovracomunali per mettere in opera il suo apparato a scopo di lucro.
Poco conta se nel contratto non è specificata la dimensione del traliccio, che a voce era stato detto essere di 10 metri ed ora pare si voglia alto più di 30 metri! Il privato che dal canto suo non vuole più l’ installazione sul suo terreno, ora ha le mani legate dal contratto e l’ unico aiuto che potrebbe arrivare, dal comune, NON ARRIVERA’ perché l’ amministrazione non ha voluto adoperarsi per integrare/modificare/vidimare GRATIS il piano antenne, che gli avevamo dato più di un anno fa.

E così questo territorio potrebbe diventare terreno di conquista per gli operatori telefonici (come il vicino Frascati). Questo ed altre installazioni telefoniche potrebbero generare un contributo additivo di  +/-1V/m, che si aggiungerebbe al segnale diffuso, già presenta a causa delle antenne di Radio/TV di Pratarena (segnale ~2.4V/m), già di per se molto elevato.

Comune di Monte Porzio Catone, cosa avevate di più importante da fare il giorno del tavolo tecnico di Genzano (7 marzo)?

Eravate TUTTI impegnati, tanto da non poter mandare neppure un delegato?

In quale importantissimo incontro istituzionale?

Un torneo di bocce o di biliardo?
Una infiorata di orchidee?
Una passeggiata a braccetto con Lollilò?

I CITTADINI MERITANO QUALCOSA DI MEGLIO!

CONTINUIAMO AD ESSERE PRONTI AL DIALOGO, MA NON POSSIAMO INTERLOQUIRE CON
UN MURO DI GOMMA CHE NON SI ASSUME NEANCHE L’IMPEGNO MINIMO DI PARTECIPARE AD UN TAVOLO TECNICO!

ATTENDIAMO LA VOSTRA RISPOSTA ALLA NOSTRA DOMANDA, CHE VI RIPROPONIAMO:

COSA AVEVATE DI PIÙ’ IMPORTANTE DA FARE IL GIORNO MARTEDI 7 MARZO 2017
RISPETTO A PARTECIPARE AL TAVOLO TECNICO PER LA TUTELA DAI CAMPI
ELETTROMAGNETICI INDETTO DAL COMUNE DI GENZANO?

Dal documento apparso sul sito del Comune di Genzano di Roma, LINK:

http://www.comune.genzanodiroma.roma.it/Notizie-Comunicati/ELETTROSMOG,%20A%20LAVORO%20SU%20PIANO%20TERRITORIALE.aspx

si evince che praticamente hanno partecipato tutti i comuni dei castelli tranne Monte Porzio Catone, Rocca di Papa e Grottaferrata!

Capiamo benissimo le motivazioni, che hanno portato alla NON partecipazione di Rocca di Papa, ma Monte Porzio Catone e Grottaferrata perché  non erano presenti!? Attendiamo risposte!

Per finire, riportiamo le parole dell’ ass. Pezzotti del Comune di Genzano:

“È tema caldo di interesse generale, manteniamo le porte aperte anche verso i Comuni che non hannopartecipato alla prima riunione per una pianificazione condivisa”

Petizione – STOP WiFi nelle scuole: prima di tutto la Salute dei nostri figli.

È DA POCO PARTITA LA PETIZIONE / RACCOLTA FIRME… FIRMA QUI ADESSO

Alla fine, viste le reticenze della stra-grande maggioranza degli istituti scolastici, anche solo a rispondere al nostro invito e vista il pressante malcontento dei genitori, che a 6 mesi di distanza dall’ inizio dell’ anno scolastico, si trovano ancora i pericolosi ripetitori WiFi installati e funzionanti nelle aulee scolastiche, ci troviamo costretti a rivolgerci, di nuovo, direttamente ai cittadini in modo da raccogliere il maggior numero di adesioni possibili per presentare delle richieste chiare alle amministrazioni dei comuni castellani in qualità di tutori della salute dei propri cittadini… Di seguito la Relazione inviata a tutte le dirigenze scolastiche dei comuni dei Castelli Romani: RelazioneSulWiFi_v3.0.

LA PETIZIONE È RIVOLTA A TUTTI I CITTADINI, IN PARTICOLAR MODO AI GENITORI (PRESENTI E FUTURI)

FIRMA QUI ADESSO

DI SEGUITO LE MOTIVAZIONI:


Premesso che:

in seguito alla diffusione della tecnologia wireless, la popolazione mondiale è oggi esposta in modo massiccio e crescente ai campi elettromagnetici ad alta frequenza (RF-CEM) emessi da cellulari, cordless, tablet, wifi, ripetitori, smart meter, etc.

NoWIFI_SCUOLA2L’inquinamento elettromagnetico colpisce soprattutto i bambini che, a parità di esposizione, assorbono maggiormente le RF rispetto agli adulti. Nel 2011 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), afferente all’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), classifica le radiofrequenze (RF) come “possibile cancerogeno per l’uomo” (gruppo 2B).

Questa classificazione tiene conto solo degli effetti termici acuti e non di quelli non-termici, sia acuti sia cronici, che si verificano a livelli di esposizione nettamente inferiori ai limiti di legge e che sono stati evidenziati da migliaia di pubblicazioni scientifiche (peer reviewed): secondo questi studi si evidenzia un incremento di incidenza patologica a partire dai 0.6V/m.

Nel 2014 la Food and Drug Administration (FDA) americana riconosce gli effetti non-termici da esposizione a RF-CEM, ma nonostante questo l’ OMS continua ad ignorare questi effetti e quindi, le sue raccomandazioni, oramai più che datate, rimangono invariate.

Gli effetti non-termici studiati abbracciano una lunga serie di patologie anche croniche: deficit di apprendimento e memoria, disturbi del comportamento, iperattività (nei bambini), autismo, alterazioni cardiache, modifiche funzionali e strutturali del sistema riproduttivo, disturbi neurologici, cambiamenti ormonali, danni al DNA, tumori, leucemie e sintomi di elettrosensibilità (più o meno acuti a seconda del livello di stress raggiunto).

Scienziati e ricercatori di tutto il mondo hanno più volte chiesto con forza l’adozione di linee guida più protettive per la salute, che tengano conto degli effetti non termici e dell’esposizione a lungo termine e a bassa intensità. L’allarme lanciato dalla comunità scientifica è stato recepito da diversi organismi internazionali, tra cui il Consiglio d’Europa che, con la Risoluzione 1815 del 27 maggio 2011, raccomanda agli Stati membri di:

  • intervenire urgentemente per diminuire l’esposizione umana all’inquinamento elettromagnetico prestando particolare attenzione a bambini e ragazzi;
  • evitare l’uso di reti wireless nelle scuole, come pure l’utilizzo di telefoni cellulari da parte di bambini e ragazzi;
  • applicare il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, quando la valutazione scientifica non consente di stabilire con sufficiente certezza il rischio per la salute, specialmente considerando la crescente esposizione della popolazione alle onde elettromagnetiche e, in particolar modo, l’esposizione dei gruppi vulnerabili come bambini e ragazzi.

Studi recenti condotti su animali rafforzano la necessità di adottare misure precauzionali per tutelare la salute pubblica. I primi risultati di uno studio sperimentale condotto dal National Toxicology Program (ente governativo statunitense), costato fino ad oggi 25 milioni di dollari, evidenziano un incremento significativo, nei ratti esposti alle RF, di due tipi di cancro: glioma (tumore delle cellule gliali del cervello) e schwannoma maligno del cuore. Tali risultati confermano quelli rilevati dalla dott. Fiorella Belpoggi, dell’Istituto Ramazzini di Bologna, che evidenziano un aumento significativo di schwannoma del cuore e di altri tipi di tumore nei ratti esposti ai CEM di bassissima frequenza. Recenti studi di laboratorio condotti al CNR dal dott. F. Marinelli in vitro e in vivo sull’ esposizione da WiFi evidenziano alterazioni potenzialmente dannose per la salute: apopstosi cellulare con mutazione delle cellule superstiti.

In una classe virtuale 3.0 le emissioni provenienti dai ripetitori WiFi e dai palmari degli studenti (anch’essi rice-trasmittenti), sebbene risultino in media entro i limiti di legge, risulteranno comunque superiori a limiti di precauzione (0.6V/m) identificati dagli studi non recepiti dall’ OMS.

Invitiamo a leggere uno spaccato degli studi più significativi al seguente link:

https://comitatotutelamonteporziocatone.wordpress.com/documentazione/elettrosensibilita-studi/

Considerato che:

  • il wifi è un dispositivo a RF che, pur essendo di bassa intensità, è potenzialmente in grado di provocare gravi danni alla salute;
  • l’esposizione al wifi è troppo recente per effettuare studi epidemiologici a lungo termine ed attendere prove universalmente condivise sui rischi ed i danni per la salute potrebbe comportare gravi conseguenze per tutti (come è successo in passato per l’amianto, il fumo di sigaretta ed il piombo tetraetile nella benzina);
  • esistono tecnologie sicure, che consentono di intervenire con dispositivi alternativi al wireless: reti locali su cavo all’interno delle abitazioni, plessi scolastici, biblioteche, ecc… (non è strettamente necessario posare nuovi cavi/infrastrutture, in quanto esistono dispositivi powerline a basso costo, che adattano il segnale proveniente dal cavo internet e lo trasmettono attraverso le normali prese di corrente, quindi senza posare nuovi cavi e senza utilizzare onde nocive alla salute).

Con questa raccolta firme chiediamo:

CHE LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI, ricadenti in tutto il comprensorio dei castelli romani si adoperino per:

  1. applicare il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE nelle scuole come auspicato dal Consiglio d’Europa non implementando e/o disattivando – rimuovendo in toto i dispositivi wireless interni agli edifici scolastici;
  2. investire nell’ infrastruttura di rete cablando tutti gli ambienti delle scuole, che attualmente ne risultano sprovviste;
  3. prevedere da subito reti cablate per la connessione internet direttamente da progetto negli edifici scolastici di nuova costruzione;
  4. limitare l’ utilizzo di WiFi metropolitato / comunale nelle areee sensibili ed in prossimità di edifici scolastici;
  5. prevedere lo spegnimento delle reti wireless private, che vadano ad impattare in luoghi pubblici sensibili ovvero siano percepibili all’ interno degli edifici scolastici e, ove non possibile, provvedere alla totale schermatura degli edifici pubblici impattati dalle radiazioni prodotte dagli suddetti apparati a totale onere del privato stesso.

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Il nuovo PIANO ANTENNE del Comitato

ANTENNA_STOP

DOPO AVER EFFETTUATO misurazioni in disparate situazioni e diverse realtà territoriali all’ interno dei castelli, DOPO esserci scontrati con le criticità più pesanti per la cittadinanza e per la salute pubblica, abbiamo deciso di rimettere mano al piano antenne redatto un anno fa per fornire effettivamente gli strumenti necessari alle amministrazioni di usarlo per il bene della cittadinanza e mettere le “briglie” agli operatori che lucrano sulla salute dei cittadini.

Con questo nuovo Regolamento / Piano Antenne Ogni comune potrà mantenere sotto controllo la situazione ed evitare che sfugga di mano.

Per contenere in maniera opportuna il fenomeno nocivo dell’ elettrosmog.

DI SEGUITO LA NUOVA VERSIONE.

Come sempre ci troviamo a sollecitare i comuni che vogliono dotarsi di un piano antenne che non sia “ad uso e consumo” degli operatori (telefonici e non), a dare una letta alla nostra bozza… forza… vi potrebbe addirittura sorprendere!

Cerchiamo di dare una mano … e ce la amputano!

Nella giornata di lunedi 20/2/2017 il comitato ha presentato una “lettera aperta” all’ amministrazione, alla giunta ed a TUTTI  i consiglieri del comune di Monte Porzio Catone, che si accingevano a presiedere un consiglio comunale per identificare le linee guida per il prossimo bando di assegnazione del servizio di raccolta differenziata, che per inciso si tratta di uno degli appalti monteporziani più onerosi in quanto “pesa” sulle casse comunali una modica cifra come 9 milioni di euro!

Memori dell’ esperienza volontaria di raccolta dei rifiuti effettuata da cittadini,

stufi di assistere inermi all’ abbandono in strada di ogni sorta di rifiuto, fino alla creazione di vere e proprie discariche su v.  Frascati in pieno territorio comunale. In 5 gionrate di raccolta alle quali il comitato ha partecipato, abbiamo potuto constatare la gravità della situazione e, sopratutto, la necessità che il capitolato del bando di gara per l’ aggiudicazione del prossimo appalto DOVESSE ASSOLUTAMENTE contenere delle chiare e ferree (pena INADEMPIENZA CONTRATTUALE) disposizioni su questi temi di decoro urbano e comunale.

La lettera che vi alleghiamo nella sua interezza è stata letta dal Consigliere Galati, sopratutto in relazione al fatto che molti consiglieri (di opposizione) non la avevano ricevuta poiché le loro email istituzionali non erano da loro raggiungibili.

Spettabile Sindaco, Giunta e Consiglieri del Comune di Monte Porzio Catone,
la presente per chiedere formalmente di trattare e considerare
alcune questioni ambientali nel prossimo bando di gara dell’ appalto di gestione e raccolta differenziata dei rifiuti, che vi accingete a discutere oggi in consiglio comunale, e che tali considerazioni vengano lette a suddetto consiglio.

Considerando una serie di questioni riguardanti i servizi aggiuntivi
che la ditta vincitrice dell’ appalto dovrebbe porre in essere,
riteniamo assolutamente necessario che vengano inserite chiaramente come elementi inprerogabili del bando le seguenti criticità.
Considerando inoltre l’ attività volontaria di raccolta dei rifiuti e
di rimozione delle mini discariche presenti a v. Frascati sul ciglio
della strada svolta volontariamente nel 2016 da una serie di cittadini stufi delle condizioni insostenibili della strada ed alla quale il comitato ha attivamente partecipato, ci troviamo di fronte ad un chiaro segnale che le modalità di espletamento del servizio di raccolta differenziata nel comune non sono attualmente adeguate. Tale mancanza si palesa SOPRATUTTO nei servizi, che sarebbero dovuti essere svolti dalla ditta incaricata e che invece sono stati svolti dai privati cittadini (con costi ed oneri a loro carico!).
Nessun supporto è stato dato dalla ditta in questione se non la raccolta di alcuni sacchi che i volontari lasciavano lungo la strada.

Riteniamo quindi necessario sottolineare alcuni punti che il nostro
comitato reputa fondamentali da inserire nel prossimo bando di gara:

1) Abbandono rifiuti in strada, nei boschi e nelle aree verdi
perimetrali, tale fenomeno espone irrimediabilmente il paese allo
sguardo critico di cittadini e passanti. È assolutamente necessario
che:
a) il servizio di pulizia delle strade e dei cigli/marciapiedi in
prossimità delle stesse venga effettuato nel nuovo bando ***a totale cura e costo*** della ditta vincitrice dell’ appalto.
b) il SERVIZIO in questione non sia limitato SOLO al centro storico, ma a tutte le strade di competenza del territorio comunale anche statali e provinciali fino al confine con i comuni limitrofi.
c) il servizio sia effettuato a richiesta né tantomeno con costi
aggiuntivi, ma programmato periodicamente con un calendario certo, che non permetta l’ accumularsi dei rifiuti sul bordo stradale, sopratutto per le strade provinciali dove è compito della provincia effettuare il taglio della vegetazione.
d) tale raccolta riguardi OGNI tipo di rifiuto abbandonato (anche
pericoloso), facendo attenzione all’ opportuna differenziazione, come onere di qualsiasi cittadino.
e) in caso di elementi che identifichino univocamente i proprietari
dei rifiuti abbandonati (es. medicinali scaduti, targhe auto ecc.),
allora ONERE aggiuntivo della società di raccolta dovrà essere quello di sporgere denuncia alle autorità competenti per il reato ambientale di abbandono dei rifiuti in natura.

2) Riguardo le microdiscariche, che dovessero formarsi entro il
territorio comunale con particolare attenzione a boschi ed aree verdi, su segnalazione di cittadini, associazioni e comitati, il comune deve adoperarsi per richiedere celermente un pronto intervento da parte della società aggiudicatrice della gara d’ appalto in modo da effettuare ***senza costi aggiuntivi*** per un numero di pulizie annue straordinarie da decidere preventivamente e da inserire nel bando (es. 20 pulizie straordinarie/anno).

3) In merito alla potatura, pulizia aree verdi e taglio alberi:
a) riteniamo molto importante inserire DA SUBITO nel bando in
questione la necessità di non utilizzo di diserbanti chimici in luoghi
dove suddette sostanze, anche a seguito di piogge e condizioni meteo sfavorevoli, possano inquinare i corsi d’acqua e gli scarichi, le acque chiare e scure e comunque essere assorbite dal terreno andando ad impattare sulla falda acquifera, inquinandola.
b) Riguardo la potatura di siepi ed arbusti riteniamo necessario che il servizio venga fatto lungo tutto il territorio comunale, non
solamente nei parchi e nelle aree verdi, ma anche sul ciglio delle
strade di ogni tipo e che tale servizio sia periodico e programmato a priori (non a richiesta).
Riguardo le potature di arbusti, riteniamo fondamentale NON CONSIDERARE LA LEGNA RICAVATA COME RIFIUTO CONFERITO ALLA SOCIETA’, MA COME RISORSA
PER LA CITTADINANZA CHE DOVREBBE ESSERE REDISTRIBUITA IN OPPORTUNI SPAZI (O IN LOCO CON OPPORTUNO AVVISO A CURA DELL’AMMINISTRAZIONE
COMUNALE).
c) Riteniamo doveroso ribadire che la società vincitrice dell’
appalto NON POTRA’ ESSERE AUTORIZZATA AD ABBATTERE ALCUN ALBERO SIA ANCHE ESSO MORTO O PERICOLANTE, SENZA PREVENTIVI PERMESSI DALL’UNITA’ FORESTALE DELL’ ARMA DEI CARABINIERI E/O SU SPECIFICA ORDINANZA SINDACALE DA PUBBLICARE SULL’ ALBO PRETORIO ed infine che la legna che dovesse scaturire da suddetti tagli dovrà necessariamente essere redistribuita come al punto precedente.
d) In riferimento al punto precedente di cui sopra, riteniamo
opportuna il censimento chiaro ed univoco di ogni albero ad alto fusto di un certo valore paesaggistico/ambientale da proteggere, sia in terreni pubblici sia in aree private e che questi alberi vengano opportunamente segnalati e salvaguardati, onde evitare tagli e potature inopportune che ne compromettano la stabilità presente e futura.

Sperando di aver fatto cosa gradita,
porgiamo i nostri cordiali saluti a nome di tutto il comitato.

Stefano Gallozzi
(presidente Comitato Tutela e Salvaguardia dell’ Ambiente in Monte Porzio Catone)


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Comitato di Tutela e Salvaguardia dell’ Ambiente
Monte Porzio Catone – ONLUS
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Sede Ass.: v. Fabio Pittore, 11 – 00078 Monte Porzio Catone (RM)
Cod.Fisc.: 92034160587
E-Mail: comitatotutelamonteporzio@gmail.com
Gruppo: comitato_tutela_monte_porzio_catone@googlegroups.com
Sito-web: https://comitatotutelamonteporziocatone.wordpress.com
Facebook: https://www.facebook.com/comitatotutelamonteporziocatone
IBAN: IT62F0709239231000000022905
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La lettera è stata DA SUBITO minimizzata poiché si è tenuto a precisare che l’ argomento del consiglio riguardava le direttive/linee guida per la definizione del bando di gara; mentre le argomentazioni, che portavamo come comitato erano da recepire da parte dell’ ufficio tecnico, che avrebbe materialmente effettuato operazione di stesura del bando di gara in questione…

IN REALTA’ però, non avendo comunque la possibilità di replica, ci teniamo a precisare che i punti, su cui il comitato ha insistito riguardano principalmente la questione dei servizi aggiuntivi del bando come mostrati nell’ allegato presentato ASSIEME al prospetto delle linee guida. QUINDI DI FATTO INSERITE NELLE LINEE GUIDA STESSE E QUINDI OGGETTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI CUI SOPRA!

serviziaccessoriIn questo prospetto (vedere immagine) la lunga lista di servizi accessori che le direttive per il bando di gara DECIDONO di tralasciare si incarnano PROPRIO NELLE RICHIESTE DEL COMITATO. VERO CHE IL TUTTO DIPENDERA’ DA COME IL BANDO VERRA’ SCRITTO CON IL RELATIVO CAPITOLATO D’APPALTO, MA SI PRESUME, CHE SE LE DIRETTIVE/LINEE GUIDA SI PREMURANO DI ALLEGARE UN PROSPETTO, IN CUI I SERVIZI NON SONO PRESENTI ERGO SI PRESUPPONE CHE IL RELATIVO BANDO LI CONSIDERERA’ COME SERVIZI EXTRA NON PRESENTI. QUINDI RINNOVIAMO I PUNTI DELLA NOSTRA LETTERA E RIBADIAMO UNA QUESTIONE MOLTO SEMPLICE:

QUELLO CHE SI PENSA SUPERFLUO COME LA RACCOLTA E LA PULIZIA DELLE STRADE OBBLIGATORIA DA EFFETTUARE DA PARTE DI CHI SI AGGIUDICA UN APPALTO DA 9MILIONI DI EURO, IN REALTÀ VA AD IMPATTARE SULL’AMBIENTE DI TUTTI NOI E, SOPRATUTTO, SE DIVENTA UN EXTRA A PAGAMENTO, POI CI TROVIAMO COME ACCADUTO AL PAESE LIMITROFO (di cui non facciamo il nome), DOVE FINO A POCHI ANNI FA IL SERVIZIO DI RACCOLTA DEI RIFIUTI NEI BOSCHI (PER DIRNE UNA) ERA A CARICO DELLA SOCIETÀ RACCOLTA RIFIUTI, POI QUEL SERVIZIO È DIVENUTO “A RICHIESTA” E LA SOCIETÀ DI SERVIZI HA DECISO DI SPARARE CIFRE ESORBITANTI PER OGNUNO DEI SERVIZI EXTRA RICHIESTI: “UNA GIORNATA ECOLOGICA” COSTA AL COMUNE IN QUESTIONE QUALCOSA COME 150MILA EURO DI SOLDI PUBBLICI ED IL RISULTATO È CHE I BOSCHI LIMITROFI SONO DIVENTATI UNA DISCARICA A CIELO APERTO E NESSUNO SI AZZARDA A CHIEDERE ALLA SOCIETÀ DI INTERVENIRE TANTO PIÙ CHE POTREBBERO AVERE INTERESSE A SPORCARE E/O CHE LA SITUAZIONE DIVENTI INSOSTENIBILE IN MODO DA ESSERE CHIAMATI A FARE NUOVE GIORNATE ECOLOGICHE…!!!

SE MONTE PORZIO CATONE FARÀ PARTIRE UN BANDO DI GARA ESCLUDENDO TALI SERVIZI COME CAPITOLATO DI PRESTAZIONI OBBLIGATORIE PER LA SOCIETÀ VINCITRICE DELL’ APPALTO, TROVEREMO UN MODO ECLATANTE DI FAR EMERGERE QUESTA MANCANZA.

MA SIAMO STR-SICURI CHE QUESTA COSA NON ACCADRÀ E CHE, COME LA VICE-SINDACO PELAGAGGI IERI SERA HA ASSERITO “AMMETTO CHE ALCUNI PUNTI SOLLEVATI SONO ALQUANTO RILEVANTI” SIAMO CONFIDENTI CHE ANCHE L’ UFFICIO, CHE SI OCCUPERÀ DI REDIGERE SUDDETTO BANDO DI GARA PROVVEDERÀ A TENERE CONTO DI TUTTI I NOSTRI PUNTI.

PERCHÉ LA RACCOLTA VOLONTARIA EFFETTUATA DAI CITTADINI QUEST’AUTUNNO È STATA SOLO UNA AZIONE DIMOSTRATIVA E NON VERRÀ REPLICATA A COSTO DI AZIONI DIMOSTRATIVE MOLTO PIÙ INCISIVE!

CONFERENZA ELETTROSMOG: SECONDO ATTO LARIANO

Il comitato partecipa a questa nuova campagna informativa in uno dei comuni, Lariano, che è stato oggetto della nostra campagna di monitoraggio ambientale sui campi ElettroMagnetici (EM).
Invitiamo tutti coloro, che non siano riusciti a passare alla conferenza a Monte Porzio Catone o abbiano domande e curiosità a partecipare in maniera attiva preparandosi delle domande (lasceremo ampio spazio)!
Vogliamo riuscire a trasmettere alla cittadinanza un messaggio, che risulti il più chiaro possibile e cioè che avere a cuore la salute dei nostri figli e delle generazioni future PUÒ e DEVE passare solamente per una consapevolezza di quali sono i pericoli e quali le conseguenze di una esposizione indiscriminata ai campi EM.

Appuntamento:

Venerdi 24 febbraio ORE 16:30

Lariano presso la Premiata Trattoria Prati in v. Dante Alighieri, 28

Vi aspettiamo numerosissimi.

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