Sit-In di Protesta NO-ANTENNE A Rocca di Papa – Incontro con il sindaco Crestini.

Ieri pomeriggio il nostro comitato ha partecipato ad un sit-in organizzato dalla cittadinanza di Rocca di Papa per manifestare l’ assoluta contrarietà alla permanenza degli apparati di  TV e Radio-diffuzione sul territorio di Monte Cavo e Rocca di Papa in genere.

Gli stessi cittadini presenti ieri, in numero non trascurabile e comunque molto rumorosi (~50) e SENZA COLORI POLITICI, stanno raccogliendo le firme per una petizione di iniziativa popolare contro le antenne in territorio comunale: invitiamo tutti gli interessati a partecipare ed a sottoscrivere questa raccolta firme.

Ieri, non si è trattato della prima manifestazione a Rocca di Papa, nè, siamo sicuri, sarà l’ ultima, abbiamo infatti potuto appurare la presenza di ALMENO 3 generazioni di cittadini, che si trovavano a manifestare contro questo abominio.

Si parla della manifestazione qui e qui.

Dopo diversi slogan intonati (“Non vogliamo cancro e leucemia”, “Via le antenne da Monte Cavo”, ecc…) e cadenziati con discorsi alla cittadinanza che si trovava a passare di fronte al comune, il sindaco ha deciso di ricevere una nostra delegazione.

Vi raccontiamo quello che è emerso con il Sindaco Crestini ed alcuni esponenti della sua giunta, che, ringraziandoli della loro disponibilità, a seguito del nostro incontro hanno successivamente esposto le loro argomentazioni ANCHE ai cittadini in strada.

La documentazione esposta dalla testata ilgrilloonline e reperibile qui , è stata più e più volte richiamata dallo stesso sindaco senza smentire il fatto, che prima della sentenza del CDS vi sono state una serie di incontri e di richieste da parte dei gestori di LEGALIZZARE in siti comunali gli impianti attualmente abusivi.

A QUESTE RICHIESTE ED ALLA NEGOZIAZIONE CONDOTTA NEGLI UFFICI REGIONALI, il comune ha posto veto di fronte ad una proposta di spostamento degli impianti abusivi per una misera cifra di 100mila euro, ma sopratutto, di fronte alla richiesta di RINUNCIARE AL GIUDIZIO aperto in CDS. In pratica accettando la proposta il comune avrebbe regolarizzato per sempre (anche se in luoghi da decidere ancora) la permanenza delle emittenti abusive di Rocca di Papa, che per 30 anni hanno irradiato senza permessi la popolazione.

Di fronte alla richiesta di rinuncia al giudizio pendente il sindaco ha posto diniego.

A quel punto le contrattazioni in regione sono terminate e, formalmente la Regione si è chiamata fuori nel discorso di delocalizzazione delle antenne vista l’ imminenza della sentenza del CDS (siamo nelle prime 3 settimane di aprile).

Con questa sentenza Ora il comune può attivare tutti gli iter per la DEMOLIZIONE DEGLI IMPIANTI ABUSIVI (apparati e tralicci) e personalmente (davanti alla nostra delegazione prima e davanti alla cittadinanza in seguito) il sindaco si è impegnato a portare avanti la cosa.

E’ anche emerso che prima ancora di intaccare le antenne ElTowers a Monte Cavo esistono una sfilza di antenne abusive su cui esistono ordini di demolizione NON APPELLATI e/o in giudicato, che quindi devono essere abbattuti senza indugio.

Il Sindaco ha affermato che ANCHE QUESTI APPARATI VERRANNO PRIORITARIAMENTE DEMOLITI ED IL RELATIVO TERRITORIO BONIFICATO DALLA LORO PRESENZA.

Riguardo la migrazione in territorio comunale degli impianti, il sindaco e la vice-sindaco hanno tenuto a precisare che la zona Costarelle non c’entra nulla con spostamenti di antenne.  Ciò che erroneamente (o per non chiarezza di comunicazione) è emerso dal DUP economica è che in zona è presente UN UNICO ACEA, necessario alle comunicazioni delle squadre di pronto intervento idrico ed elettrico e sta li dagli anni ’20, non si tratta quindi di uno spostamento deciso da questa giunta. Quello che invece compariva come “ineludible necessità di monetizzare la presenza degli apparati” si riferiva a quel particolare apparato e riaugardava quindi la necessità di “sdemanializzazione” e di traslare un diritto collettivo di uso civico su un altro terreno di proprietà comunale di maggior consistenza al fine di poter esigere da ACEA il giusto riconoscimento economico a fronte dell’ uso del bene appartenente ai cittadini (terreno comunale gravante da uso civico) e traslando questo diritto collettivo attribuito dal demanio nel 2001. Cosa che le precedenti amministrazioni per 20 anni non hanno fatto non permettendo a Rocca di Papa di avere riconosciuto alcun canone.

Sulla possibilità di diniego dell’ amministrazione il sindaco ha detto che ciò, che è abusivo va tolto, poi se un gestore dovesse avere un terreno privo di vincoli ed edificabile e ne facesse richiesta non si potrebbe non autorizzare… A questo abbiamo risposto che non è vero… il comune (e quindi il sindaco) è responsabile di quello che viene edificato sul proprio territorio e quindi non è il gestore, che decide se su un terreno edificabile da PTPR invece di una villa ci può fare un traliccio, ma il comune, che deciderà di volta in volta. E per inciso anche se si dovesse richiedere un permesso, il permesso a costruire deve essere rilasciato ma non vi è un termine perentorio, poiché magari il comune potrebbe dotarsi di una chiara delibera in cui NON SI AUTORIZZERÀ alcuna nuova installazione di TLC fintantoché i valori di elettrosmog non rientreranno entro degli intervalli tollerabili e, comunque fintantoché Monte Cavo vetta non venga totalmente bonificata (questo potrebbe voler dire lo stop alla speculazione degli antennari per 10-20 anni!).

Sul discorso Elettrosmog ci teniamo a far presente che ieri ci siamo portati il nostro strumento ed abbiamo fatto una verifica on situ confermando i valori preoccupanti, che vennero misurati a dicembre 2016. Alleghiamo alcune immagini e ci teniamo ad evidenziare che il valore misurato in v. Cavour vicino la scuola fronte civico n.14 (uno dei luoghi oggetto dell’ esposto in procura di gennaio scorso) è aumentato: ieri era 7.7V/m rispetto ai 6.4V/m di qualche mese fa (N.B. si tratterà sicuramente di una fluttuazione statistica, ma il valore risulta comunque allarmante).

Abbiamo anche avuto modo di dialogare inizialmente con il Sindaco Crestini, che si è premurato di asserire che “NON ESISTONO STUDI MEDICI CHE ATTESTINO CHE VI SIANO DANNI CAUSATI DA ESPOSIZIONE AI CAMPI EM”.

Su questo punto ci siamo fermamente opposti, perché è vero che il sindaco può non esserne a conoscenza, ma se a garantire che non vi siano danni alla salute vengono dei consulenti antennari, è chiaro che si sta parlando a vanvera per interessi neanche tanto celati, quindi quei pareri (ed opinioni interessate) di cui le passate amministrazioni si sono riempite la bocca, ORA non hanno più ragione di esistere. Abbiamo risposto, qualificandoci come ricercatori (e fisici), che nella scienza, quando si afferma una inesattezza e la si ripete (anche fosse) 1000 volte, questa cosa resterà comunque sbagliata. Forse in politica funziona bene come approccio, ma nella scienza no. Asserire che non vi siano danni o studi medico/scientifici, che attestino i danni da esposizione è TOTALMENTE FALSO e ci siamo proposti di spiegare e mostrare al sindaco ed alla cittadinanza la grandissima letteratura medico/scientifica (si parla di 40mila studi) comprensivi di studi medico-epidemiologici. Abbiamo convenuto che una conferenza, in cui si evidenzi la strategia dell’ amministrazione nel minimizzare l’ impatto da esposizione dovrà essere fatta ed anzi abbiamo proposto di aggiungere ANCHE delle relazioni su quelli, che sono i danni alla salute.

La strategia dichiarata IERI dalla giunta è la seguente:

  1. Far partire l’ iter per le demolizioni di TUTTI gli apparati abusivi, cominciando da quelli che non sono stati ancora abbattuti con sentenza in giudicato e/o con i gestori che non si sono appellati, a dire del sindaco ce ne sono tantissimi.
  2. Procedere all’ iter di demolizione di El-towers/Mediaset.
  3. A tutti questi apparati abusivi verranno comunque richiesti i danni per i 30 anni di esposizione ed il conseguente danno ambientale anche a fronte della sentenza del CDS.
  4. SOLO DOPO GLI ABBATTIMENTI DEGLI APPARATI ABUSIVI, verificare quali apparati sono rimasti su e se hanno tutti i permessi, di quelli (SOLO QUELLI) regolari cercare degli incentivi per delocalizzare in un sito comunale in modo da bonificare tutto monte cavo (non solo la vetta, su cui insiste il vincolo archeologico), ma anche di esporre in maniera meno invasiva la popolazione (sia rispetto al minor numero di apparati, sia in merito ad una ubicazione, che impatti minormente rispetto al centro abitato)… in questo COME COMITATO ci teniamo a dare la massima disponibilità per trovare insieme dei siti meno impattanti possibili (e se possibile su proprietà comunali in modo da monetizzare e non far speculare i privati)… si ribadisce la “bufala montata ad arte di Costarelle!”.
  5. BLOCCO DI ALTRE AUTORIZZAZIONI A DELOCALIZZAZIONI IN TERRITORIO COMUNALE PER TUTTI GLI APPARATI (non i tralicci, ma le singole frequenze emittenti) CHE AD OGGI SONO ABUSIVE: quelle abusive avranno solo la possibilità di trasferirsi altrove… Questo potrà aprire la possibilità che i soggetti sfrattati, principalmente radio, decidano di andare a bussare in regione per farsi posizionare altrove (es. Monte Gennaro)! ABBIAMO AMMONITO IL SINDACO DI NON CADERE NEL TRANELLO DI PREOCCUPARSI DI CHE FINE FARANNO GLI APPARATI SFRATTATI POICHÉ QUELLO NON RISULTA DI SUA COMPETENZA.

Di quali numeri si stia parlando non è dato ancora di saperlo, ma si presuppone che la percentuale di apparati abusivi a Rocca di Papa vari tra il 60 e l’ 80% (Monte Cavo vetta è vicino al 90%).

Abbiamo lasciato l’ufficio del sindaco concordando che se non vi saranno ulteriori sorprese il terreno e fertile per una proficua collaborazione e la possibilità di raggiungere insieme un obiettivo STORICO per tutta la cittadinanza e per tutti i castelli romani!

—INSOMMA: NON ABBIAMO ELEMENTI NE’ SENTORI PER CREDERE CHE QUANTO AFFERMATO NON CORRISPONDA ALLA REALTA’ DEI FATTI; CI DISPIACE PER UNA MANCANZA DI COMUNICAZIONE CHE AVREBBE POTUTO EVITARE STRUMENTALIZZAZIONI ED IL CADERE IN EQUIVOCI, FACILMENTE ALIMENTABILI DALLE CIRCOSTANZE CREATESI NEGLI ULTIMI MESI—

Nel salutarci un consigliere di minoranza ci ha fatto la battuta… “allora noi facciamo tutto quello che abbiamo promesso … MO PERÒ CANCELLATE LA VIGNETTA!!!”… E questo ci fa piacere ed onore perché vuol dire che come comitato siamo rispettati ed ascoltati (anche se veniamo da Monte Porzio Catone).

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GRAZIE.

ALLA CITTADINANZA: Manetenere alta la guardia e stare (bonariamente) con “il fiato sul collo” perché per realizzare questo iter di bonifica del paese di intoppi se ne possono presentare tantissimi… sta a tutti noi proporre alternative e migliorie per raggiungere il massimo risultato possibile per tutti.

TERMINIAMO RICORDANDO CHE MONTE CAVO NON RAPPRESENTA UN PROBLEMA SOLO PER ROCCA DI PAPA, MA PER TUTTI I CASTELLI ROMANI E LA NOSTRA MAPPA DI ESPOSIZIONE LO TESTIMONIA.

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