TU CHIEDI… L’ISPRA RISPONDE…!

Why-FiVi alleghiamo una lettera (con relativa risposta) inviata da un nostro socio/lettore in cui si chiedono lumi all’ ISPRA sulle installazioni degli apparati WiFi nelle aulee scolastiche.

Gentile ISPRA, vorrei porvi un quesito:

è possibile installare degli access point WiFi in una classe Primaria (con ripetitori  posti all’altezza di circa 1,50 da terra; ad un metro di distanza dalla schiena delle maestre; in una stanza quadrata lunga al massimo 5 metri; con circa 15-20-25 tablet collegati in piena attività)?

Si tratterebbe di installare questi ripetitori uno per classe per un totale di circa 60 ripetitori in tutta la scuola.

Senza discutere delle finalità educative, mi chiedo normativamente è possibile?

Ove non fosse possibile, sarebbe possibile avere una documentazione dettagliata della normativa?

A chi mi posso rivolgere per evitare che i nostri figli finiscano in uno studio epidemiologico sui problemi provocati dal WIFI?

Saluti,

Un genitore allarmato!

A questa semplice e diretta richiesta inviata all’ URP dell’ ISPRA, risponde abbastanza celermente un addetto alla comunicazione dell’ istituto, ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Area Agenti Fisici), che vi riproponiamo integralmente per poi apporre le nostre considerazioni:

Egr. genitore,

l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici è attualmente regolamentata, a livello legislativo, dalla legge Quadro n. 36/2001. In applicazione della legge quadro, è stato emanato il DPCM 8/07/2003 “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz” in base al quale è stato definito il regime di limiti normativi da rispettare per le emissioni a radiofrequenza. All’interno di edifici adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore giornaliere e loro pertinenze esterne, che siano fruibili come ambienti abitativi quali balconi, terrazzi e cortili, esclusi i lastrici solari, si assumono valori di attenzione e obiettivi di qualità pari a 6 V/m (campo elettrico). In commercio ci sono diverse tipologie di modelli di impianti Wi-Fi, ma tutti comunque rispondono ai medesimi standard internazionali (ETS-ISEE) e, pertanto, hanno in generale caratteristiche emissive simili tra loro. I sistemi Wi-Fi sono disciplinati da apposite normative di prodotto che normano il loro funzionamento e regolano le loro caratteristiche trasmissive; in particolare, per quanto riguarda l’Italia e gli altri paesi dell’Unione europea, la normativa di settore ETS 300-328-2 impone una limitazione sulla potenza di emissione che, in particolare per la banda di emissione dei 2,4 GHz (tipica dei sistemi utilizzati nelle scuole) sia in ambiente interno che all’aperto, deve essere al massimo pari a 100 mWatt (EIRP). Considerata la limitata potenza imposta dalle normative di settore, il raggio di copertura è limitato a poche decine di metri, pertanto, per poter coprire aree più vaste si usano in genere access point collegati tra loro. Le celle di copertura sono spesso parzialmente sovrapposte per evitare buchi di copertura nei casi di mobilità. Il logo ufficiale Wi-Fi garantisce la interoperatività con gli atri dispostivi certificati e quindi la compatibilità dei componenti con gli standard IEEE 802.1.

Proprio per il  dibattito sempre attuale sugli effetti prodotti dalle onde elettromagnetiche emesse da tali dispositivi, negli ultimi anni sono stati svolti e pubblicati diversi studi di misurazione dei livelli di campo elettrico prodotti dai sistemi Wi Fi, in particolare nelle scuole. Secondo quanto dispone l’art.14 della Legge Quadro n. 36/2001, le competenze in materia di controllo spettano alle amministrazioni provinciali e comunali, che le esercitano tramite le Agenzie Regionali e Provinciali per la Protezione dell’Ambiente (ARPA e APPA). Ad oggi, anche in riposta alla elevata percezione del rischio associato all’esposizione ai campi elettromagnetici da parte della popolazione, molte ARPA/APPA effettuano un’intensa attività di controllo attraverso monitoraggi di gran parte delle sorgenti di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici presenti sul territorio, i cui risultati vengono spesso pubblicati su siti web per consentire una trasparente consultazione di questi da parte dei cittadini. Le segnalo alcuni articoli e studi curati da alcune ARPA su sistemi Wi-Fi, da cui si evince che è sempre garantito il rispetto dei limiti già a pochi centimetri da tali dispositivi e che, comunque, c’è una fitta attività di controllo su tali sistemi ormai presenti ovunque non solo nelle scuole (uffici, edifici privati, centri commerciali, parchi etc…):

https://www.arpae.it/cms3/documenti/_cerca_doc/bologna/WiFiScuolaMinerbio.pdf

https://www.arpae.it/ebook/dettaglio_notizia.asp?id=5282&idlivello=1504

http://www.quotidianocanavese.it/cronaca/salute-il-wifi-e-dannoso-per-i-bambini-delle-scuole-risponde-l-arpa-6438

http://www.liceobanfi.gov.it/atto/2015000012-misure-di-campo-elettromagnetico-emesso-da-sistemi-wifi-eseguite-presso-il-liceo

Anche ISPRA ha condotto nel 2010 uno studio analogo (consultabile al seguente link  http://www.agentifisici.isprambiente.it/documenti-cem/documentazione-tecnica.html?…581) presso la propria sede a Roma e i risultati sono stati sostanzialmente simili a quelli di altri studi condotti dalle stesse ARPA.

Si sottolinea comunque che ISPRA e le Arpa non si esprimono su questioni di tipo prettamente sanitario; il parere espresso o le misurazioni effettuate riguardano esclusivamente il rispetto dei limiti, dei valori di attenzione e obiettivi di qualità stabiliti dalla normativa di riferimento.

Pertanto, attualmente a livello nazionale non esistono motivi ostativi di carattere normativo che non consentano l’installazione di tali dispositivi nelle scuole o in altro luogo, fermo restando ovviamente il rispetto dei limiti imposti dalla normativa vigente; una volta che i sistemi verranno installati nella scuola primaria in questione può comunque richiedere al Suo Comune di residenza, inviandolo per conoscenza anche al Dipartimento Provinciale dell’ARPA territorialmente competente, un intervento atto a verificare la conformità dei sistemi in oggetto.

 

Cordiali saluti


CONSIDERAZIONI DEL NOSTRO COMITATO SU QUESTO SCAMBIO DI EMAILS:

PREMESSO CHE IL QUESITO POSTO SIA CONDIVISIBILE E RISPECCHI, DI FATTO, LA SITUAZIONE, CHE STA CREANDOSI IN UN ELEVATO NUMERO DI SCUOLE ELEMENTARI E MEDIE ITALIANE, PER VIA DELLE DISCUTIBILI STRATEGIE DEL M.I.U.R.

NONOSTANTE LA LUNGAGGINE DELLA RISPOSTA ISTITUZIONALE DELL’ ISPRA (probabilmente un format precompilato), RITENIAMO LA STESSA ALQUANTO INSODDISFACENTE POICHÉ DI FATTO NON RISPONDE AL QUESITO VERO, CIOÈ COME FACCIAMO AD EVITARE CHE IL NOME DEI NOSTRI FIGLI FINISCA IN UNO STUDIO EPIDEMIOLOGICO COME FOSSERO DELLE CAVIE DA LABORATORIO?

LA RISPOSTA DELL’ ISPRA È MOLTO NETTA:

“ISPRA ED ARPA non si esprimono su questione prettamente sanitarie”

ED È PROPRIO QUI IL LIMITE DI TUTTO IL DISCORSO.

SONO CIRCA 15-20 ANNI CHE LE RIVISTE SCIENTIFICHE MEDICHE EVIDENZIANO PATOLOGIE PIÙ O MENO GRAVI (ANCHE TUMORALI) DERIVANTI DALL’ USO DELLE TECNOLOGIE DI TELECOMUNICAZIONI DI ULTIMA GENERAZIONE. ESISTONO (E SONO PUBBLICATI) STUDI EPIDEMIOLOGICI, CHE DIMOSTRANO, SENZA OMBRA DI DUBBIO, L’ INCREMENTO DI INCIDENZA PATOLOGICA DI DIFFERENTI DISTURBI E PATOLOGIE (ANCHE ONCOLOGICHE) DERIVANTI DALL’ USO SMODATO DI DISPOSITIVI A RADIOFREQUENZE (CELLULARI, CORDLESS ECC…) SIA IN VICINANZA DI RIPETITORI SIA A LIVELLO AMBIENTALE (ESPOSTI ANCHE PASSIVAMENTE ALLE RADIAZIONI PROVENIENTI DA QUESTI APPARECCHI)… PER NON PARLARE DI EFFETTI TUTT’ ALTRO CHE SECONDARI COME L’ AUMENTO VERTIGINOSO DI PERSONE ELETTROSENSIBILI.

IL WiFi È UNO DI QUESTI DISPOSITIVI. 10 VOLTE MENO POTENTE (IN MEDIA) DI UN CELLULARE, UTILIZZA COMUNQUE LE STESSE FREQUENZE UTILIZZATE DAI MODERNI SMARTPHONES E QUINDI I DANNI PROVOCATI DAL WiFi (IN MEDIA MINORI) SARANNO COMUNQUE GLI STESSI PROVOCATI DALLA RADIAZIONE EMESSA DAI CELLULARI (RADIAZIONE CHE L’ I.A.R.C. HA CLASSIFICATO COME CANCEROGENA DI SECONDA FASCIA).

CHIARAMENTE QUESTA DISANIMA A 360° È DEDICATA PROPRIO  A QUELLE PERSONE (IN ALCUNI CASI GLI STESSI GENITORI DEGLI ALUNNI), CHE CONTINUANO A FOMENTARNE UN USO SPASMODICO DEL CELLULARE QUASI A VOLER NEGARE UNA EVIDENZA ACCADEMICA ORAMAI CONCLAMATA DA CIRCA 40MILA STUDI.

EVIDENZA, CHE, PER ALTRO, MOSTRA INDISCUTIBILMENTE COME NON SOLO VI SIANO EFFETTI TERMICI, MA ANCHE EFFETTI NON-TERMICI NOCIVI DA ESPOSIZIONE A RADIO FREQUENZE NON-IONIZZANTI (FINO A FREQUENZE DI 300GHz).

ORA COSA SIGNIFICA QUESTO?

SEMPLICE. CHE L’ ISPRA E L’ ARPA SI OCCUPANO SOLO DI VERIFICARE OPERATIVAMENTE IL RISPETTO DEI LIMITI DI LEGGE E, VISTE LE POTENZE IN GIOCO IL VALORE DI 6V/m DIFFICILMENTE SI SUPERERÀ CON LE INSTALLAZIONI WiFi… MA L’ ISPRA E L’ ARPA NON SI PRONUNCIANO SUL FATTO CHE, PUR RISPETTANDO I LIMITI DI LEGGE QUESTI DISPOSITIVI RISULTINO COMUNQUE PERICOLOSI PER LE PERSONE (GIOVANI ALUNNI, NEL CASO DEL WiFi)!

POSSIAMO ESTRAPOLARE UN SUNTO DEI 40MILA STUDI MEDICI EVIDENZIANO UN INCREMENTO DI INCIDENZA PATOLOGICA A PARTIRE DA 0.6V/m. SOTTO GLI  0.6V/m NON VI SONO EVIDENZE SIGNIFICATIVE DI EFFETTI CAUSATI DALLE RADIAZIONI NON IONIZZANTI SUL MATERIALE BIOLOGICO. SOPRA SI.

LINK A PUBBLICAZIONI  (-> SUL NOSTRO SITO)

MA IL VALORE DI 0.6V/m È UN VALORE 10 VOLTE INFERIORE RISPETTO AI LIMITI DI LEGGE -> QUINDI LA LEGGE ITALIANA NON TUTELA LA SALUTE DEI SUOI CITTADINI!

QUI ENTRA IN GIOCO L’INTELLIGENZA ISTITUZIONALE DEGLI AMMINISTRATORI, PRESIDI E DIRIGENTI SCOLASTICI (e non) ITALIANI, LI DOVE IL DUBBIO DI POSSIBILI PATOLOGIE ALEGGIA SULLE TESTE DI INTERE GIOVANI GENERAZIONI, CON QUALE SENNO SI PUÒ IGNORARE UNA LEGGITTIMA PRECAUZIONE NELL’ UTILIZZO DI TALI TECNOLOGIE? NON BASTA IL PARERE DI UN TECNICO: È NECESSARIA LA CERTEZZA!

ABBIAMO MISURATO PERSONALMENTE, CHE: UNA CLASSE CON 20-25 DISPOSITIVI IN UPLOAD/DOWNLOAD DI DATI SUPERA DI GRAN LUNGA IL FATIDICO VALORE SPARTIACQUE DI 0.6V/m, QUINDI A RIGOR DI LOGICA UN ALUNNO, CHE DOVESSE ESSERE ESPOSTO PER 8 ORE AL GIORNO A TALE RADIAZIONE ACCUMULEREBBE UN LIVELLO DI STRESS AMBIENTALE TALE DA POTER RIMANERE VITTIMA DI QUALCUNO (O PIÙ DI UNO) EFFETTO INDESIDERATO (ANCHE GRAVE) DA ESPOSIZIONE.

ERGO… SE UN ALUNNO DOVESSE INCAPPARE IN QUALCHE PATOLOGIA DA ESPOSIZIONE A SEGUITO (ANCHE COME MERA COINCIDENZA TEMPORALE) DELL’ INSTALLAZIONE DEI ROUTER WiFi NELLE AULEE, POTREBBE DENUNCIARE E RIVALERSI SUL PRESIDE E/O DIRIGENTE SCOLASTICO, CHE HA IGNORATO IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE? A NOSTRO AVVISO LA RESPONSABILITÀ DEL DIRIGENTE SCOLASTICO COME SANCITO DAL D.LGS.81/2008 e s.m.i. IN UNA TALE EVENTUALITÀ NON RISULTA FACILMENTE AGGIRABILE (SI CORRE SUL FILO DEL RASOIO).

COMUNQUE UNA TALE NEGLIGENZA ISTITUZIONALE SI CONFIGUREREBBE COME DANNO INTENZIONALE E NON SEMPLICEMENTE CAUSALE, VISTA LA COPIOSA INFORMATIVA E LE NUMEROSE RIMOSTRANZE DI DIVERSI GENITORI IN MERITO.

INVITIAMO LE DIRIGENZE SCOLASTICHE A PONDERARE IN MANIERA MOLTO ATTENTA IL PROBLEMA WiFi, POICHÉ NESSUN ALUNNO (O DOCENTE) PUÒ ESSERE ESPOSTO A QUESTE RADIAZIONI SENZA IL PROPRIO CONSENSO SCRITTO, INFORMATO E SENZA UNA ESPLICITA CLAUSOLA DI NON RESPOSABILITY SOTTOSCRITTA DAI GENITORI DEGLI ALUNNI.

INFINE, VISTO CHE LA SCELTA DEL WiFi NELLE AULEE VIENE SPESSO PERONATA E SUPPORTATA DA ARGOMENTAZIONI COME IL COSTO (ELEVATO) DEL CABLAGGIO ETHERNET STANZA PER STANZA, INVITIAMO I PRESIDI A FARSI CONSIGLIARE DA TECNICI QUALIFICATI, POICHÉ UN TECNICO CHE PRIMA DI CONSIGLIARE IL WiFi NON CONSIGLI L’ UTILIZZO DELLA LINEA ELETTRICA (DISPOSITIVI POWERLINES) CAPACE DI TRASMETTERE UN SEGNALE FINO A 1200Mbps NON SI MERITA ALCUNA COMMESSA PUBBLICA: CON POCHE CENTINAIA DI EURO SI RIESCE A CABLARE, UTILIZZANDO LE NORMALI PRESE DI CORRENTE, UN INTERO EDIFICIO, A BASSISSIMO COSTO, SENZA PERDITA DI SEGNALE, SENZA ONDE ELETTROMAGNETICHE NOCIVE PER GLI ALUNNI.

SI PUÒ FARE… PERÒ IL MINISTERO HA DECISO DI STANZIARE FONDI PER PERMETTERE ALLE SCUOLE DI DOTARSI DI DISPOSITIVI WiFi… È QUINDI IMPLICITO L’ INVITO AGLI ALUNNI DI PARTECIPARE (DA QUI AI PROSSIMI 10-15 ANNI DI CURRICULUM DIDATTICO) AL PIÙ GRANDE STUDIO EPIDEMIOLOGICO DALL’ ERA DELL’ AMIANTO!

SOLO I GENITORI POSSONO PERSUADERE LE RISPETTIVE DIRIGENZE SCOLASTICHE AD INTRAPRENDERE ALTRE VIE… INSIEME ED CONSAPEVOLI DEGLI “EVENTUALI RISCHI” (QUASI SICURI) A CUI ANDREBBERO ALTRIMENTI INCONTRO.

A TAL FINE IL NOSTRO COMITATO HA PREDISPOSTO UNA PETIZIONE ON-LINE PER SENSIBILIZZARE L’ OPINIONE PUBBLICA E LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI A LIMITARE L’ USO DEL WiFi NEI LUOGHI SENSIBILI COME SCUOLE, OSPEDALI, CENTRI SPORTIVI ECCO IL LINK:

https://www.change.org/p/stop-wifi-nelle-scuole-prima-di-tutto-la-salute-dei-nostri-figli

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