Petizione – STOP WiFi nelle scuole: prima di tutto la Salute dei nostri figli.

È DA POCO PARTITA LA PETIZIONE / RACCOLTA FIRME… FIRMA QUI ADESSO

Alla fine, viste le reticenze della stra-grande maggioranza degli istituti scolastici, anche solo a rispondere al nostro invito e vista il pressante malcontento dei genitori, che a 6 mesi di distanza dall’ inizio dell’ anno scolastico, si trovano ancora i pericolosi ripetitori WiFi installati e funzionanti nelle aulee scolastiche, ci troviamo costretti a rivolgerci, di nuovo, direttamente ai cittadini in modo da raccogliere il maggior numero di adesioni possibili per presentare delle richieste chiare alle amministrazioni dei comuni castellani in qualità di tutori della salute dei propri cittadini… Di seguito la Relazione inviata a tutte le dirigenze scolastiche dei comuni dei Castelli Romani: RelazioneSulWiFi_v3.0.

LA PETIZIONE È RIVOLTA A TUTTI I CITTADINI, IN PARTICOLAR MODO AI GENITORI (PRESENTI E FUTURI)

FIRMA QUI ADESSO

DI SEGUITO LE MOTIVAZIONI:


Premesso che:

in seguito alla diffusione della tecnologia wireless, la popolazione mondiale è oggi esposta in modo massiccio e crescente ai campi elettromagnetici ad alta frequenza (RF-CEM) emessi da cellulari, cordless, tablet, wifi, ripetitori, smart meter, etc.

NoWIFI_SCUOLA2L’inquinamento elettromagnetico colpisce soprattutto i bambini che, a parità di esposizione, assorbono maggiormente le RF rispetto agli adulti. Nel 2011 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), afferente all’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), classifica le radiofrequenze (RF) come “possibile cancerogeno per l’uomo” (gruppo 2B).

Questa classificazione tiene conto solo degli effetti termici acuti e non di quelli non-termici, sia acuti sia cronici, che si verificano a livelli di esposizione nettamente inferiori ai limiti di legge e che sono stati evidenziati da migliaia di pubblicazioni scientifiche (peer reviewed): secondo questi studi si evidenzia un incremento di incidenza patologica a partire dai 0.6V/m.

Nel 2014 la Food and Drug Administration (FDA) americana riconosce gli effetti non-termici da esposizione a RF-CEM, ma nonostante questo l’ OMS continua ad ignorare questi effetti e quindi, le sue raccomandazioni, oramai più che datate, rimangono invariate.

Gli effetti non-termici studiati abbracciano una lunga serie di patologie anche croniche: deficit di apprendimento e memoria, disturbi del comportamento, iperattività (nei bambini), autismo, alterazioni cardiache, modifiche funzionali e strutturali del sistema riproduttivo, disturbi neurologici, cambiamenti ormonali, danni al DNA, tumori, leucemie e sintomi di elettrosensibilità (più o meno acuti a seconda del livello di stress raggiunto).

Scienziati e ricercatori di tutto il mondo hanno più volte chiesto con forza l’adozione di linee guida più protettive per la salute, che tengano conto degli effetti non termici e dell’esposizione a lungo termine e a bassa intensità. L’allarme lanciato dalla comunità scientifica è stato recepito da diversi organismi internazionali, tra cui il Consiglio d’Europa che, con la Risoluzione 1815 del 27 maggio 2011, raccomanda agli Stati membri di:

  • intervenire urgentemente per diminuire l’esposizione umana all’inquinamento elettromagnetico prestando particolare attenzione a bambini e ragazzi;
  • evitare l’uso di reti wireless nelle scuole, come pure l’utilizzo di telefoni cellulari da parte di bambini e ragazzi;
  • applicare il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, quando la valutazione scientifica non consente di stabilire con sufficiente certezza il rischio per la salute, specialmente considerando la crescente esposizione della popolazione alle onde elettromagnetiche e, in particolar modo, l’esposizione dei gruppi vulnerabili come bambini e ragazzi.

Studi recenti condotti su animali rafforzano la necessità di adottare misure precauzionali per tutelare la salute pubblica. I primi risultati di uno studio sperimentale condotto dal National Toxicology Program (ente governativo statunitense), costato fino ad oggi 25 milioni di dollari, evidenziano un incremento significativo, nei ratti esposti alle RF, di due tipi di cancro: glioma (tumore delle cellule gliali del cervello) e schwannoma maligno del cuore. Tali risultati confermano quelli rilevati dalla dott. Fiorella Belpoggi, dell’Istituto Ramazzini di Bologna, che evidenziano un aumento significativo di schwannoma del cuore e di altri tipi di tumore nei ratti esposti ai CEM di bassissima frequenza. Recenti studi di laboratorio condotti al CNR dal dott. F. Marinelli in vitro e in vivo sull’ esposizione da WiFi evidenziano alterazioni potenzialmente dannose per la salute: apopstosi cellulare con mutazione delle cellule superstiti.

In una classe virtuale 3.0 le emissioni provenienti dai ripetitori WiFi e dai palmari degli studenti (anch’essi rice-trasmittenti), sebbene risultino in media entro i limiti di legge, risulteranno comunque superiori a limiti di precauzione (0.6V/m) identificati dagli studi non recepiti dall’ OMS.

Invitiamo a leggere uno spaccato degli studi più significativi al seguente link:

https://comitatotutelamonteporziocatone.wordpress.com/documentazione/elettrosensibilita-studi/

Considerato che:

  • il wifi è un dispositivo a RF che, pur essendo di bassa intensità, è potenzialmente in grado di provocare gravi danni alla salute;
  • l’esposizione al wifi è troppo recente per effettuare studi epidemiologici a lungo termine ed attendere prove universalmente condivise sui rischi ed i danni per la salute potrebbe comportare gravi conseguenze per tutti (come è successo in passato per l’amianto, il fumo di sigaretta ed il piombo tetraetile nella benzina);
  • esistono tecnologie sicure, che consentono di intervenire con dispositivi alternativi al wireless: reti locali su cavo all’interno delle abitazioni, plessi scolastici, biblioteche, ecc… (non è strettamente necessario posare nuovi cavi/infrastrutture, in quanto esistono dispositivi powerline a basso costo, che adattano il segnale proveniente dal cavo internet e lo trasmettono attraverso le normali prese di corrente, quindi senza posare nuovi cavi e senza utilizzare onde nocive alla salute).

Con questa raccolta firme chiediamo:

CHE LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI, ricadenti in tutto il comprensorio dei castelli romani si adoperino per:

  1. applicare il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE nelle scuole come auspicato dal Consiglio d’Europa non implementando e/o disattivando – rimuovendo in toto i dispositivi wireless interni agli edifici scolastici;
  2. investire nell’ infrastruttura di rete cablando tutti gli ambienti delle scuole, che attualmente ne risultano sprovviste;
  3. prevedere da subito reti cablate per la connessione internet direttamente da progetto negli edifici scolastici di nuova costruzione;
  4. limitare l’ utilizzo di WiFi metropolitato / comunale nelle areee sensibili ed in prossimità di edifici scolastici;
  5. prevedere lo spegnimento delle reti wireless private, che vadano ad impattare in luoghi pubblici sensibili ovvero siano percepibili all’ interno degli edifici scolastici e, ove non possibile, provvedere alla totale schermatura degli edifici pubblici impattati dalle radiazioni prodotte dagli suddetti apparati a totale onere del privato stesso.

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