Toglietemi tutto … ma non il WiFi!

Potrebbe essere uno nuovo spot… ma qui i protagonisti sono persone comuni, persone abituatesi alla comodità dei loro dispositivi mobili, che, per gioco o per lavoro si trovano sempre connessi.toglietemi_tutto

Peronando le nostre cause ci troviamo spesso ad argomentare con diversi soggetti. La nostra esperienza ci ha insegnato che al più le maggiori resistenze alle argomentazioni portate sulla nocività dei campi EM per la salute umana, provengono dalla comunità scientifica… solerti scienziati/tuttologi, che dal pulpito del loro piedistallo si trovano a sparare sentenze su studi (serissimi), che vengono minimizzati a priori, senza neanche degnarli di una letta… (“robbetta” per molti di loro!)

Si legge su un “sito di Scienza” il post con la domanda retorica: “IL WIFI È PERICOLOSO?”… dopo una serie di disquisizioni (anche tecniche), in cui si minimizza la pericolosità delle WiFi, decidiamo di intervenire:

Cari tutti, il problema di tutte queste disquisizioni riguarda il fatto che gli unici effetti sanitari “riconosciuti” per l’ esposizione ai campi EM dai canali ufficiali sono gli “effetti termici”.
In effetti esistono svariati studi medici, che testimoniano gli effetti “non termici”, che cominciano a farsi sentire già a partire dai 0.6V/m.
Alcuni studi effettuati su soggetti elettrosensibili in doppio cieco, vedi dott. Marinelli et al, inoltre dimostrano senza ombra di dubbio che NON SOLO gli effetti dipendono dall’ intensità di radiazione, ma anche dalla sua frequenza e, a partità di intervallo di frequenza, dalla banda utilizzata ed infine dalla modalità di tramissione impacchettamento dei dati (pulsazione ecc…).
Per farla breve: le moderne tecnologie digitali UMTS/HSPDA ecc… producono l ‘ insorgenza degli stessi sintomi sui pazienti ignari del tipo di radiazione a cui sono sottoposti, ma con tempi più brevi rispetto a protocolli più potenti, i quali utilizzano comunque meno banda. Esempio un UMTS rispetto ad un segnale GSM 3 volte più potente, produce i sintomi in un tempo nettamente inferiore. Lo stesso discorso per il WiFi.
Il progetto Interphone che rappresenta un grande studio epidemiologico fatto tra il 2000 ed il 2004 su un grande numero di pazienti in tutto il mondo, verrà pubblicato nei primi mesi del 2017 in quanto per non far emergere correlazioni reali sono stati utilizzati dei campioni di controllo, che non utilizzavano cellulare MA utilizzavano i telefoni cordless domestici (dannosi +/- quanto i cellulari): così facendo in prima istanza non si è trovato alcuna correlazione tra l’ uso dei telefoni e l’ insorgenza di patologie e quindi dal 2004 al 2010 si è ufficializzata questa posizione, poi è stata ripulita la statistica e sono stati rieseguiti tutti gli studi/analisi ed è emersa una perfetta correlazione tra uso del cellulare e l’ isorgenza di patologie (anche tumorali) e questa correlazione era direttamente proporzionale al tempo di utilizzo del cellulare. In questi mesi verrà pubblicato lo studio rivisto dell’ itnerphone project nella rivista americana di epidemiologia. Questo studio dovrebbe rimettere in discussione tutti i valori di esposizione internazionali ridimensionandoli di un grosso fattore… dovrebbe!

Chiaramente l’ESPERTO DI TURNO, sentitosi tirare in ballo, minimizza l’ elettrosensibilità e tutti gli studi ad essa connessi… A tal proposito ci fa piacere non essere stati additati come complottisti fautori delle scie chimiche (anche se il passo per loro è breve!)!

Il motivo per cui gli unici effetti riconosciuti siano quelli termici è che non esistono evidenze solide di altri effetti. Ci sono indicazioni di possibili effetti, di cui si tiene conto per quanto possibile, per esempio tutte le considerazioni che hanno portato a classificare i campi come “possibili cancerogeni” sono relative ad effetti non termici. Ma sono talmente deboli da non giustificare che questa classificazione (non sono “probabili cancerogeni”), e questo solo per quanto riguarda l’esposizione diretta ai campi relativamente intensi di un cellulare accanto alla testa. Non per campi di 1 milliwatt/metroquadro (0,6 V/m). Non ci sono indicazioni di effetti della modulazione.

Gli studi del gruppo di Marinelli sono isolati e non replicati da altri gruppi. Per quanto riguarda quelli del gruppo Interphone (che comunque sono relativi all’uso di cellulari, non a campi tipo quello del wifi), aspettiamo di vedere cosa dirà lo studio finale. Il rapporto attualmente disponibile non mostra nessuna correlazione Addirittura si vede un numero MINORE di tumori nella popolazione esposta (probabilmente un effetto spurio). Il rapporto del 2011 è disponibile qui: http://interphone.iarc.fr/UICC_Report_Final_03102011.pdf. E in ogni caso, se fosse vero che i risultati negativi derivano da aver scelto situazioni di esposizione troppo bassa, significherebbe che almeno queste sono innocue.

Riguardo gli elettrosensitivi, esistono innumerevoli studi che mostrano che si tratti di un effetto a base psicosomatica. Non è un singolo studio a cambiare le cose.

Infine non esiste la “scienza ufficiale”. Esiste la scienza. In cui si confrontano voci diverse. Certo, anche con interessi in gioco, di vario tipo, e non solo quelli che spingono verso un insabbiare i rischi. Ma non è possibile nascondere la verità per 50 anni (gli studi sugli effetti dei campi a radiofrequenza vanno avanti da almeno mezzo secolo), non è mai successo, in nessun campo, neppure di fronte ad interessi enormi.

La cosa curiosa è che finché si parla di SCIENZA allora questi eminenti scienziati si premurano applicare il criterio scientifico, MA SOLO quando fa comodo, negli altri casi: “Non è un singolo studio a cambiare le cose.”…!!!

Il povero Karl Popper si rigira nella tomba!

Abbiamo replicato in maniera molto diplomatica, peronando la nostra causa, ma rimanendo comunque fermi sulle nostre posizioni poiché i nodi alla fine vengono al pettine (SEMPRE!):

Caro esperto, leggiamo alcune affermazioni che dovrebbero essere ponderate in maniera un pò più attenta da uno scienziato come lei.
1) gli studi di Marinelli sono replicabilissimi ed attendibili da qualsivoglia team di scienziati, ma non si vuole replicarli poiché se ne conoscono già i risultati.
2) l’ interphone project è stato inquinato volutamente (notizia tra le altre cose apparsa su molti giornali nel 2016, ma alla quale viene chiaramente dato poco ECO):
http://e-smogfree.blogspot.it/2016/11/progetto-interphone-conefrmata-la.html
3) epistemologicamente parlando (e questo è molto grave a mio avviso) “Non è un singolo studio a cambiare le cose”… siamo sicuri? Il fatto che uno scienziato applichi il metodo scientifico solo quando gli fa comodo e per il resto adotti dei dogmi la dice lunga sul tenore delle argomentazioni: se la teoria della relatività viene confermata da 80-90 anni OK va bene, ma se domani uscisse uno studio che incontrovertibilmente falsificasse la teoria, allora si farebbe prima a dire che quel caso non conta nulla (magari screditando il lavoro) oppure che la relatività non funziona nel 100% dei casi e quindi è falsificata. Non è filosofia spicciola: qui si parla di persone che si ammalano e stanno male e pensare dall’ alto del nostro pulpito che i loro malori/malesseri siano autoinventati e/o psicosomatici è una grossa responsabilità che gli scienziati si prendono perché significherebbe sottovalutare un problema dall’ impatto epidemiologico mondiale. Quindi se è vero che non esiste la scienza ufficiale ma solo la scienza in cui si confrontano differenti voci, allora deve ammettere che se una “minoranza” di scienziati affermano che sopra 0.6V/m vi sono effetti sul materiale biologico, la SCIENZA deve prenderne atto ed attuare tutte le dovute precauzioni nel merito non fare un discorso statistico dicendo che tanto su 100mila persone se ne ammaleranno al più una decina… perché questo può essere vero OGGI, ma DOMANI questa percentuale potrebbe salire e ritrovarci con un nuovo amianto/eternit tra le mani.
Non bisogna frenare la tecnologia, io ci lavoro, ma se pensate che esistono indumenti speciali per proteggersi dai campi EM non ionizzanti, vi posso dare il riferimento (si tratta di indumenti con filamenti metallici per simulare una gabbia di faraday) … se vale sul posto di lavoro (per i paesi più attenti alla salute dei lavoratori) allora una domanda dovrebbe sorgere spontanea… chi è che ci sta rifilando la super-cazzola? (scusate il francesismo).
Se pensa che gli studi di elettrosensibilità siano poca robba… ecco un link dove potrete trovare un pò di materiale e di riferimenti validi.
https://comitatotutelamonteporziocatone.wordpress.com/documentazione/elettrosensibilita-studi/

Per concludere vogliamo rimandare al link con la nostra relazione sul WiFi e TUTTE le motivazioni che ci tendono a concludere che il WiFi deve essere abbandonato in luoghi dove dimorano o stazionano bambini (quindi nelle Scuole!) –>relazionesulwifi_v3-0<–

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