Un Parco da reinventare per migliorare!

òòòò

parco
Prendiamo spunto da questo articolo che vi riportiamo a questo link e vi invitiamo a leggere con senso critico:
http://www.quaderni.biz/parco-regionale-al-territorio-cosi-non-serve/
L’ autore dell’ articolo scritto molto bene, Giuseppe De Righi, secondo noi, vede il problema da un punto di vista totalmente opposto alle motivazioni per cui il parco è stato creato.

Sono pssati 30 anni dalla creazione del parco e potremmo dire che, nonostante questo lungo lasso di tempo, non si può invertire l’ ordine delle cose per seguire la logica degli aspetti e degli interessi speculativi locali, ed arrivare a conclusioni assurde per non dire sopra le righe.
Il parco è importante e deve rimanere un punto centrale sovra comunale e di controllo dell’attività degli enti più locali, magari rivedendolo un pò nel funzionamento, questo si, anche perché un commissariamento indefinito fa perdere la ragion d’essere di un ente importantissimo e, sopratutto non permette di prendere le decisioni nel modo più opportuno riguardante le tematiche diffuse più disparate.

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Ad esempio il problema dell’assetto del territorio, riportato come esempio negativo nel testo, è molto emblematico poiché la causa principale della sua non realizzazione dipende dai singoli veti e dinieghi dei comuni, che applicano logiche clientelari ed hanno sempre visto (e continuano a vedere) il patrimonio del loro territorio come una fonte di monetizzazione adottando la politica scellerata del consumo selvaggio di suolo (chiaro che quando di suolo da preservare non ci sarà più nulla, allora anche la ragione del parco smetterà di esistere… e li i comuni festeggeranno!).
Noi come comitato ci teniamo però ad evidenziare esattamente l’opposto riguardo i continui dinieghi di nulla osta palesati dall’ autore dell’ articolo… nella nostra esperienza il parco autorizza… anzi AUTORIZZA TROPPO!
Alcuni progetti, che oggettivamente rappresentano un grosso impatto ambientale non hanno mai opposizioni serie dal parco (o da chi per lui). Se in un luogo (vedi colle Formello a Monte Porzio Catone) prima c’era un bosco di castagni sradicato, solo per principio il parco non può autorizzare la speculazione di 17mila metri cubi di cemento motivando che la vegetazione “ad oggi” è rada… un vero ente controllore (sovra comunale) avrebbe dovuto evincere le prove documentali prodotte da comitati / privati cittadini e constatare il grave danno ambientale prodotto dall’ eradicazione del castagneto, sanzionando i proprietari/autori della scellerata opera ed imponendo loro di ripiantare tutto il bosco… ALTRO CHE NULLA OSTA!
Se una emittente, mediaset/ElTowers/SidisVision, chiede il nulla osta a costruire un traliccio da 82metri sopra una altura (vedi Pratarena a Monte Compatri), che minaccia di irradiare le popolazioni circostanti e deturpa vergognosamente il panorama del luogo, il parco non può dire che va bene; il parco non può chiedere all’ emittente come pensa di trattare il problema della colonia di pipistrelli del luogo… un parco che si possa definire tale, DEVE rispondere all’ emittente di scordarsi l’ installazione e che tralicci di tali impatti devono essere posizionati fuori dal confine del parco!

Stesso discorso per Rocca di Papa e Monte Cavo: le antenne vanno demolite? BENE TUTTE FUORI DAL PARCO! Non importa se ci saranno conferenze dei servizi, non importa se le emittenti finiranno per pagare 750mila euro all’ anno di affitto al commune di Rocca di Papa, le antenne, le nuove antenne non verranno più autorizzate dentro il parco (un chiaro indirizzo… il parco può e le emittenti cambieranno aria!).

Di contro notiamo che se un privato chiede di mettere una tettoietta, tenda, pergo-tenda a proprie spese nella sua proprietà per difendersi dalla calura estiva, li invece arriva puntuale il diniego al nulla osta perché una tettoietta di qualche m^2 comporterebbe un grave modificazione del panorama del luogo/paesaggio! Anche quando l’ ambiente ne gioverebbe arrivano dinieghi ad installazioni di impianti fotovoltaici, solari, eolici sui tetti si tratta di installazioni troppo impattanti per il parco… e poi cos’è questa moda di prodursi da soli l’ energia elettrica!!! 🙂 … mettiamo l’ emoticon! :-p

Insomma le conclusioni sono le stesse, ma le ragioni che ci portano a richiederle sono totalmente diverse: se il parco serve solo a ratificare amministrativamente le richieste dei potentati / speculatori e come bilanciamento negare ai singoli privati richieste a impatto ambientale zero, allora bisogna ripensare al parco ed alle sue funzioni e prerogative.

Noi non crediamo che si debba per forza passare attraverso una rivoluzione nel funzionamento e/o nelle prerogative dell’ ente, ma crediamo che serva una velocissima inversione di rotta: è ora di lanciare chiaro il messaggio; cominciare seriamente a far partire i veri dinieghi, quelli pesanti, che salvaguardino l’ambiente e la salute pubblica di tutti i cittadini del parco; anche riprendendo in mano tutto ciò che di sbagliato, per mancanza di programmazione o svista amministrativa (o pressioni di altra natura) è stato autorizzato nei passati mesi/anni. IL MESSAGGIO È CHIARO.
Non è troppo tardi basta cambiare rotta in maniera trasparente ed incisiva.

Il parco deve essere uno strumento di salvaguardia dell’ambiente e non uno strumento di sviluppo urbanistico, che salvaguardi il portafoglio degli speculatori di ogni forma e dimensione, e si pieghi alle logiche di mercato per paura di ritorsioni legali (anche pesanti): se l’ indirizzo del parco è chiaro i potentati rivolgeranno altrove le loro attenzioni e “se ne faranno una ragione”!
Noi siamo sicuri che il parco sia dalla parte dell’ambiente!
Sorprendeteci!

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