Misure “a sorpresa” del Comitato a Rocca Priora e Rocca di Papa

Nei giorni scorsi è stata effettuata una campagna di misurazione “a soprpresa” dei valori di elettrosmog in due paesi particolarmente esposti al problema: Rocca Priora e Rocca di Papa.

Utilizzando il nostro nuovo strumento, opportunamente certificate e tarato, è stato effettuato un tour mirato delle antenne disseminate nei luoghi più sensibili dei paesi.

Vi alleghiamo la relazione tecnica delle misurazioni corredata da alcune nostre impressioni e considerazioni.

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ROCCA DI PAPA

Nonostante le installazioni siano a parecchie centinaia di metri di distanza OGNI luogo di Rocca di Papa che “vede” senza ostacoli interposti Monte Cavo risente di un fortissimo irraggiamento diretto da parte degli impianti di TLC.

Senza fare alcuna dietrologia, se una casa, un luogo ricreativo, una palestra o, sopratutto, una scuola, possiede finestre o pareti poco spesse verso il “monte” il valore limite di 6V/m viene ampiamente superato (anche nell’ arco delle 24 ore).

Il discorso fondamentalmente va affrontato per le scuole, ove stazionano bambini di diverse fasce di età e che, a causa della loro conformazione fisica risultano i più esposti a questo genere di inquinamento.

Le scuole di ogni ordine e grado DEVONO mantenersi entro dei limiti precauzionali, indifferentemente dal valore del campo esterno.

L’ endorsement qui va all’ amministrazione poiché se incapace di eliminare alla fonte la radiazione DEVE ALMENO garantire un ambiente legale e salubre alla comunità scolastica (sia i fruitori, sia i lavoratori) altrimenti che vengano chiuse aulee, classi ed intere scuole. Come per Rocca Priora si possono suggerire molti interventi strutturali edilizi e pratici per schermare le scuole/classi, MA il problema non si risolve poiché i limiti di legge si superano ANCHE per le civili abitazioni.

Le antenne (SOPRATUTTO QUELLE PIÙ INQUINANTI), vanno delocalizzate altrove, solo così si potranno garantire “almeno” il rispetto dei limiti di legge.

Questo non preclude il fatto che una popolazione costantemente esposta a valori di campo così elevati non presenti gravi risvolti sanitari in termini “globali”, anche se non facilmente quantificabili.

Non vogliamo fare allarmismo gratuito, ma il problema delle antenne è un problema MOLTO serio e complesso e non ci arroghiamo il diritto di consigliare il da farsi agli attori in questione.

Concludiamo dicendo che il sito di “Monte Cavo vetta” è una selva di antenne, che rendono quantomeno inopportuno la presenza/stazionamento di OGNI essere umano, tantomeno lavoratori e/o custodi/guardiani. Se le amministrazioni comunali (passate e presenti) hanno deciso di distruggere uno degli scorci più belli oltre che storicamente ed archeologicicamente rilevanti dei castelli romani, se ne prendano le dovute responsabilità e come minimo interdicano l’ area per danno ambientale e ragioni sanitarie, oppure comincino a far rispettare le sentenze e comincino seriamente a smantellare quello, che deve essere smantellato.

Chiaramente l’iter per abbattere un traliccio è lungo e complicato, ma si può cominciare abbattendo (per quelle che sono risultate abusive e con ordinanza di demolizione confermate da TAR / CDS) tutte le servitù, le costruzioni e provvedere al sequestro dei gruppi elettrogeni, UPS ecc. che ne garantiscono il rifornimento elettrico, in questo modo si abbatterebbero da subito le emissioni.

Tutto si può fare per migliorare la situazione, basta volerlo fare e muoversi di conseguenza: non c’è interruzione di pubblico servizio se il servizio in questione è abusivo a monte (monte cavo!)!

ROCCA PRIORA

Nonostante le installazioni siano imponenti ed alquanto in contrasto con il contesto paesaggistico del paese, non si rilevano grosse criticità a parte nelle zone 2/3 dove ci potrebbero essere delle installazioni occultate, che portano parecchio segnale alle abitazioni circostanti.

Tutte le zone monitorate sono risultate sotto i limiti di legge, purtuttavia va considerato che a detta dei residenti vi sono alte incidenze tumorali in alcuni punti dove si superano i 2V/m. La nostra ipotesi è che tali incidenze possano essere connesse all’ esposizione diretta ai due siti di S.Silvestro/Pratarena e Monte Cavo.

Altra criticità riguarda i ponti radio fuori dall’ intervallo di sensibilità dello strumento (10MHz-8GHz) e quindi le suddette misure, andrebbero ripetute con strumenti opportuni in grado di intercettare frequenza dai 10 ai 45GHz, ma per far questo vanno comprese le specifiche tecniche delle installazioni al n.1 e 9.

Da prendere in considerazione la possibilità di schermare le abitazioni soggette al diretto irradiamento di Monte Cavo, di S.Silvestro/Pratarena e delle installazioni di telefonia al Castello/comune, in quanto, seppure entro i limiti di legge, esse superano abbondantemente gli 0.6V/m (che è identificato come limite precauzionale al di sotto del quale non emergono nessi causali di patologie da esposizione ai campi EM).

Da indagare invece la fonte dell’ anomalo valore nei punti 2/3.

Le scuole stando alla nostra strumentazione non sono direttamente esposte.

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