Edilizia IN-sostenibile… cambiamo modo di ragionare PLEASE!

Continuiamo a constatare, che nonostante le nostre rivendicazioni, i nostri solleciti, gli esposti, le denunce e persino i ricorsi al TAR… NONOSTANTE tutto questo…

Gli affari (ed i malaffari) vanno comunque sempre avanti come dei TRENI IN CORSA!I_WANT_YOU_COMITATO_TUTELA_AMBIENTE

Quando gli interessi personali superano una certa soglia, tutto quello, che succede al contorno, diventa mera propaganda populista, perché TUTTO prosegue e va avanti come se niente fosse accaduto.

COLLE FORMELLO -> cemento al posto di un castagneto

NON IMPORTA che il comitato, che rappresenta un cospicuo gruppo di famiglie monteporziane, abbia presentato ricorso al TAR contro la NUOVA convenzione urbanistica in località Colle Formello. NON IMPORTA che siano state fatte una serie di denunce in procura della repubblica, all’ autorità anti corruzione, alla corte dei conti oltre che agli enti di vigilanza sovra-comunali, a seguito di una serie di circostanze degne di segnalazione (che poi verranno giudicate dagli organi preposti)…

TUTTO PROSEGUE… COME SE L’ ERADICAZIONE DI UN CASTAGNETO POSSA ESSERE DIVENTATA UNA MERA NORMALITÀ AMINISTRATIVA… ANCHE IL PARCO HA DECISO DI CHIUDERE NON UNO MA TUTTI E DUE GLI OCCHI DI FRONTE A QUESTA COSA!

Ed allora vediamo cosa si sta facendo PER COSTRUIRE 17MILA metri cubi di cemento al posto del verde patrimonio della collettività.albo_pretorio

La settimana scorsa è stato pubblicato sul “nuovo fantasmagorico albo pretorio comunale” l’ atto n.84/2016 (facilmente scaricabile qui),  che riguarda l’ approvazione in giunta dei progetti della nuova convenzione colle formello (il tutto avviene con la vecchia e regolare convenzione scaduta!).

Il problema qui è che di fatto il comune comprende l’ errore fatto all’ inizio e quindi “in corsa” cerca di modificare ciò che era palese fin da subito:

  1. la convenzione del febraio 2016 era una NUOVA convenzione (per una serie di motivazioni ben descritte nel nostro ricorso al TAR).
  2. essendo una nuova convenzione doveva essere annullata perché lo strumento urbanistico non prevedeva l’ edificabilità dal 2008 in poi.

Purtroppo, invece di fare tesoro delle nostre obiezioni, annullando la delibera e cancellando la nuova convenzione (magari attendendo anche l’ esito del ricorso al consiglio di stato), il comune prosegue sulla sua strada incurante delle obiezioni e del nostro ricorso.

Chiaramente NOI PROSEGUIAMO sulla nostra strada poiché non possiamo accettare che venga stipulata una NUOVA convenzione su terreno boschivo da piano regolatore, poiché rappresenterebbe il precedente per permettere l’ edificazione di tutte le aree protette di monte porzio catone.

La cosa che ci fa capire di aver ragione è che il comune ha cambiato il TITOLO alla convenzione di febbraio, che non si chiama più “convenzione urbanistica il località colle formello…” ma diviene miracolosamente ***2° variante P.D.L. “colle Formello”…***. Ora per farla diventare “una variante” (a parte che non si può perché fa riferimento ad una convenzione e non ad una variante) a questo punto il comune ha dovuto ancorarsi alla convenzione urbanistica (l’ unica valida) del 17/09/2006, che scadeva proprio il 17/09/2016.

Quindi per chiamarla variante si sono agganciati ad una convenzione scaduta e tutti gli atti, che ne conseguono deriveranno da una convenzione scaduta, che faceva riferimento ad uno strumento urbanistico vecchio di quasi 10 anni. Per risolvere il problema ecco tirato fuori un apparente escamotage legale: ci si appella al “decreto del fare” Legge 98 del 2013 comma 3bis, che sostanzialmente estende/proroga di 3 anni i termini di validità delle convenzioni di lottizzazione, MA CI SI DIMENTICA di riportare il comma 3 della stessa legge, che sancisce che queste proroghe non possono essere applicabili se i titoli abilitativi risultino in contrasto con nuovi strumenti urbanistici aprovati o adottati nel frattempo. QUINDI l’ unica cosa che tiene in vita per ulteriori 3 anni una convenzione altrimenti scaduta è una legge che nel caso specifico NON È APPLICABILE.

UN PERFETTO AUTOGOL!

RIASSUMENDO ED IN SOLDONI, A MENO DI NON COMMETTERE REATI, A COLLE FORMELLO NON SI POTRÀ PIÙ COSTRUIRE… VEDIAMO QUINDI COME SI PRONUNCERÀ IL TAR LAZIO IN MERITO!

VISTO CHE IL COMUNE PROSEGUE ED INTENDE ANDARE AVANTI, CHIEDIAMO CORTESEMENTE DI ESSERE CELERI AD APPROVARE I PROGETTI, STIPULARE LA CONVENZIONE DAVANTI AL NOTAIO E, FINALMENTE, EMETTERE IL RELATIVO PERMESSO A COSTRUIRE…

COMUNQUE SI TRATTA DI ATTI, CHE VERRANNO TUTTI IMPUGNATI COME “RAGIONI AGGIUNTE” AL NOSTRO RICORSO, IN QUESTO MODO CHIEDEREMO ANCHE UNA SOSPENSIVA PER EVITARE DANNI IMMINENTI (come la costruzione in essere)… ED A SOSPENSIVA ACCORDATA A QUEL PUNTO ATTENDEREMO IL GIUDIZIO DEL TAR PER DIRIMERE LA QUESTIONE, a ragione (o torto) qualcuno si metterà l’ animo in pace!

Una DOMANDA indiscreta però permettetecela:

NON È CHE CI FARETE AVERE LA LISTA DELLE OPERE ABUSIVE, CHE LA SOCIETÀ DI SUA INIZIATIVA HA DECISO DI ABBATTERE NEL MESE DI AGOSTO? VISTO CHE “NON CI RISULTA” ALCUNA OPERA ABBATTUTA. NON VORREMMO CHE MAGICAMENTE QUESTE OPERE ABUSIVE SIANO DIVENTATE “SANABILI E  PERTANTO DONATE” ALLA COMUNITÀ MONTEPORZIANA COME “TRANSAZIONE” ASSIEME AL MARCIAPIEDE ED ALLA SEGNALETICA ORIZZONTALE… e non dimentichiamo il parcheggione da 60 posti auto!

VALLEVERDE -> cemento al posto di una valle di olivi

Un altro affare scottante, che sta vedendo in questi giorni un epilogo non proprio scontato, riguarda la costruzione di 11 villini a v. Galileo Galilei, di fronte alla località Valleverde.

Per una mera questione di ecosostenibilità (e di decenza)  VALLEVERDE doveva essere presa ad esempio da TUTTA la popolazione poiché rappresenta l’ emblema di COME NON deve diventare il nostro territorio.

Dalla foto in calce si riesce a comprendere COSA CERCHIAMO DI SALVAGUARDARE con questi fiumi di parole… e come le parole inesorabilmente finiscano per essere messe da parte di fronte al profitto del singolo costruttore e/o cooperativa.

La pianificazione urbanistica prevede un minimo di respiro tra le abitazioni: il semplice fatto di avere un fazzoletto di terra per di più agricolo, non significa che debba (e possa) essere trasformato in un grattacielo. Senza entrare nel merito di presunti abusivismi e/o difformità edilizie, che non sta a noi dimostrare e/o elevare, ci chiediamo come sia stato possibile trasformare in una decina di anni una distesa di bellissimi uliveti, che arrivavano fino all’ intersezione stradale lasciando intravedere Villa Lucidi su Monte Ciuffo, in un continuo terrazzamento di villette, alcune delle quali (come le ultime) costruite SBANCANDO LETTERALMENTE le pendenze naturali, che garantivano l’ assorbimento efficace delle piogge e smussavano gli agenti naturali.

COME È STATO POSSIBILE???

Si sta per vedere un epilogo alla vicenda, che potrebbe essere emblematica e da monito per tutti coloro, che decidessero di replicare la triste vicenda di Valleverde in barba alle più semplici regole di urbanistica, e, di conseguenza, del vivere civile. Attendiamo fiduciosi che la situazione si risolva nel meglio per tutti gli attori in gioco, anche per chi ha investito anima, corpo e denaro nella costruzione (cooperativa compresa… e RIDATECI TOCCO che poverino si sta rivoltando nella tomba!).

INVITIAMO TUTTI I CITTADINI A FARE UNA PASSEGGIATA ED ANDARE A GUARDARE IL CANTIERE… POI PRENDETE UN ATTIMO IL RESPIRO E GUARDATE COME ERA IL PAESAGGIO QUALCHE ANNO FA.

ieri

Una decina di anni fa il panorama che si poteva ammirare nel comprensorio di valleverde era quello di una valle “verde”.

E COME È ORA.

perizia2

Il muro di cemento è stato fotografato dall’ interno di una abitazione e si protrae per circa 6 metri ad una distanza di +/- 20 cm dalla siepe della proprietà. Li prima c’era il panorama che vi abbiamo descritto nella precedente immagine. È  ammissibile tutto questo?

 

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