ELETTROSMOG: facciamo chiarezza!

Il giorno 23 settembre è stao un giorno molto importante perché le circa 100 persone presenti nella sala Don Bassani di Monte Compatri, hanno potuto comprendere la portata del problema ELETTROSMOG.

VIDEO DELLA CONFERENZA

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Il giorno 23 settembre 2016 si è tenuta nella sala Don Bassani a Monte Compatri una assemblea pubblica sul tema ELETTROSMOG organizzata e patrocinata dall’ associazione Minerva e dal nostro comitato.

Al di la di slogan propagandistici ed allarmismi da cavalcare in odore di campagna elettorale… venerdi scorso i cittadini si sono potuti confrontare con i DATI SCIENTIFICI di lavori “indipendenti”, che dimostrano senza ombra di dubbio il nesso causale tra l’ insorgenza di diverse patologie e l’ esposizione (diretta e/o indiretta) ai campi elettromagnetici non ionizzanti.

Parliamo SOLO di campi elettromagnetici non ionizzanti (cioè dal radio all’ UV per intenderci) poiché per quelli ionizzanti (dagli UV al gamma) l’ effetto dell’ esposizione è già fonte di mutazione genetica ed alterazione cellulare con conseguenti rotture molecolari per definizione di “ionizzazione”.

Questi campi elettromagnetici vengono comunemente utilizzati come onde portanti per le trasmissione di segnali e quindi chiaramente appetibili in tutto il loro spettro di frequenza dalle società che fanno business tramite il loro utilizzo.spettroem

In maniera abbastanza semplice possiamo fare una analogia: più informazioni (al secondo) è necessario trasmettere con una onda e maggiore dovrà essere la sua frequenza; di contro più alta è la frequenza di un’ onda portante e più energia essa trasporterà. In pratica più informazioni (e dati) verranno trasmessi tramite un segnale E.M. e più energetiche dovranno essere le onde da utilizzare… questo indipendentemente dall’ intensità del fascio utilizzato, che potrà essere a bassa potenza (minor portata) o alta potenza (maggiore portata). Più leonde sono energetiche e più interagiranno con il materiale circostante (compreso quello biologico)… cerchiamo quindi di quantificare il tipo di interazioni, alle quali si va incontro.

Fatta questa doverosa premessa per i profani, è importante sottolineare che il genere umano è costantemente sottoposto a radiazione EM proveniente dallo spazio e questa radiazione “naturale” può anche essere ingente, MA presenta una caratteristica fondamentale: è costante  (non pulsata). Questa costante sollecitazione ha fatto si che nel corso degli ultimi 3 milioni di anni l’ uomo si sia potuto adattare naturalmente ai livelli di 130V/m di campo elettrico naturale e 50uT di campo magnetico naturale (entrambi continui).

La componente naturale pulsata (non continua) con la quale l’ uomo (assieme agli esseri viventi) si è evoluto si attesta intorno ai ~0.0002V/m.

Dal 1940 in poi questo fondo pulsante è cresciuto a ritmo esponenziale tanto che è stato necessario imporre dei limiti di legge (6V/m in Italia e 61V/m raccomandazioni OMS).

Lo stesso discorso va fatto per le decine di centinaia di migliaia di sostanze chimiche che prima degli anni ’40 non erano presenti in natura ed a cui gli organismi viventi sono diventati esposti dall’ oggi al domani in maniera sempre più massiccia ed invasiva, tale da creare una ipersensibilizzazione di branco: prima degli anni ’40 solo il 2-3% della popolazione era allergica ora la percentuale tocca il 30% della popolazione, con picchi di 60% per quello che riguarda le intolleranze da ipersensibilizzazione.

I limiti di sicurezza internazionali son basati su studi fatti su manichini riempiti di proteine e prendono in considerazione SOLO gli effetti termici (riscaldamento della materia) e si “dimenticano” di considerare (o forse faremmo meglio a dire “trascurano volutamente”)  gli effetti biologici e metabolici sul materiale vivente.

EFFETTI TERMICI

Chiaramente gli effetti termici sono nocivi: basta una telefonata di 15 minuti per evidenziare un surriscaldamento, chiaramente visibile da immagini termografiche, inoltre il riscaldamento = assorbimento di radiazione = accoppiamento con il materiale biologico occipitale è nettamente maggiore per i bambini (considerando la scatola cranica non ancora formata) rispetto agli adulti. Infine si evidenzia una attivazione del glucosio negli encefalogrammi di chi effettua telefonate rispetto a chi non usa il telefono, sintomo che rispetto al resto del corpo viene alterato (accelerato) il metabolismo dell’ organismo.

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Le radiazioni e quindi l’ assorbimento delle stesse è maggiore per le scatole craniche meno formate, anche in relazione alla maggior presenza di acqua nei tessuti, quindi anche gli effetti termici risultano amplificati nei bambini.

EFFETTI NON TERMICI

Da una serie di studi indipendenti (IARC press Release n.208 31 maggio 2011, WHOIARC – IARC volume 80, Marinelli F., Cinti C et al, JCP 2004, Bonapace Insubria 2013) sono emersi indubbi legami tra l’ esposizione ai campi E.M. e la modificazione dell’ espressione dei geni che regolano il ciclo cellulare; in alcuni casi danneggiano le cellule attivando l’ apoptosi ed infine accelerano la riproduzione delle cellule tumorali. In generale sia le ELF @50Hz sia i campi EM cellulari/WiFi risulterebbero genotossici e cancerogeni di classe 2B.

L’ ICEMS (www.icems.eu) pubblica risoluzioni dal 2002 promovendo una riduzione dei limiti di esposizione per i campo EM sulla base del principio precauzionale.

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L’ ICEMS pubblica risoluzioni dal 2002 e promuove una riduzione dei limiti di esposizione per i campi EM sulla base del principio di precauzione.

Il più grave effetto della genotossicità dell’ esposizione alle onde EM sul materiale biologico riguarda i danni al filamento del DNA (singolo o doppio), fatto che porta alla perdita della capacità di riparazione del DNA nelle cellule staminali umane ed in ultima analisi all’ insorgenza di neoplasie negli esseri umani.

Questi studi si sono concentrati su spettri di frequenza abbastanza circoscritti, ma sono estendibili e modulabili a tutte le frequenze radio (ELF, microonde, e GHz…), es. Barteri M. & Marinelli F et al 2014 si identifica anche un meccanismo di modificazione della cinetica enzimatica, che non permette di contrastare l’ insorgenza dei radicali liberi che porta d una ipersensibilizzazione ed a un continuo depauperamento delle risorse dell’ organismo a medio-lungo termine.

ELETTROSENSIBILITÀ

Fenomeno analogo all’ esposizione da sostanze chimiche, che porta alle allergie vere e proprie; i sintomi specifici sono prurito, bruciori, arrossamento, sintomi allergici maggiori, insonnia, irritabilità, difficoltà di concentrazione, disorientamento spaziale, stanchezza cronica, iperattività nei bambini e difficoltà digestive varie.

ANTENNE

Ci sono una serie di studi che tendono a dimostrare sopra ogni dubbio il nesso causale tra la presenza di antenne e l’ insorgenza dei seguenti sintomi e patologie:

  • disturbi del sonno
  • stanchezza cronica
  • mal di testa
  • sensazione di disagio
  • difficoltà di concentrazione
  • perdita della memoria
  • tendenze depressive
  • disturbi visivi
  • disturbi uditivi
  • irritabilità
  • problemi alla pelle, melanomi
  • disturbi cardiocircolatori
  • confusione
  • cancro alla prostata, al pancreas, alla cistifellea, melanoma, cancro ai polmoni, leucemie.

Gli studi in questione sono stati fatti in differenti paesi (Francia, Germania, Spagna, Israele, …) e si è trovato un nesso causale con la vicinanza ai ripetitori per cellulari (Santini et al 2002, Eger et al 2004, Oberfeld et al 2004, Wolf e Wolf, 2004), vedere immagine.

incidenza_antenne

Fino a 300 metri di distanza da tralicci di ripetitori per telefonia si assiste ad un aumento correlato di incidenza di patologie di varia natura.

L’ incidenza è significativamente superiore alla norma per vicinanze fino a 300 metri in linea d’ aria con i tralicci. In particolare le incidenze (cit. Neurotoxicology 2007 Mar;28(2):434-40., Abdel Rassoul G. et al) delle patologie riguardano un aumento stimato di: mal di testa (23.5%), perdita di memoria (28.2%), confusione (18.8%),  tremori (9.4%),  sintomi depressivi (21.7%),  disturbi del sonno (23.5%).

Nel 2015 è anche emerso uno studio (ISSN 1660-4601 Sultan et al 2015), in cui si correla il rischio di diabete con l’ esposizione EM a frequenze proprie dei cellulari a partire da 0.2 V/m.

A Belo Horizonte in Brasile e Sutra Tower a S. Francisco sono stati fatti degli studi epidemiologici (rispett nel 2011, 1992 e 1997) sulla popolazione residente in vicinanza di ripetitori di potenza variabile da 0.2 a 12.4 V/m; lo studio ha evidenziato una perfetta correlazione spaziale, che ricalcava perfettamente la particolare concentrazione “ad ombrello” dello spettro di emissione di quelle specifiche antenne. L’ elevatissima correlazione non lasciava adito a dubbi sul nesso di causalità riguradante un’ incidenza tumorale fino a 5 volte maggiore rispetto della media nazionale.

Tale effetti nocivi si estendevano fino a 4.5Km di distanza dai ripetitori; a quella distanza l’ incidenza media era ancora il doppio. Alcuni scienziati si sono cimentati nell’ identificare una relazione del tipo:

dose di radiazione ⇒ risposta immunologica ⇒ % malattia.

In Italia; in questo periodo si stanno effettuando una serie di studi epidemiologici anche a Monte Cavo, sono stati fatti a Cesano e sono in corso d’opera ad Ostia nel quartiere flagellato dai tumori vicini alla torre dell’ ACEA (parco della Vittoria) dove più di 30 bambini tutti residenti nel quartiere si sono ammalati di leucemia tra il 2007 ed il 2009. N.B. nel quartiere interi condomini con almeno un caso di tumore per famiglia.

RADAR

Altri casi molto preoccupanti di esposizioni correlate all’ insorgenza tumorale si verificano a Potenza Picena (MC) dove è presente un radar che irraggia le abitazioni circostanti causando innumerevoli morti.

Spesso si trascurano questi dispositivi, sopratutto se si vive in prossimità di porti ed aeroporti (a volte anche lungo le anse di alcuni fiumi), in realtà i radar sia civili sia militari hanno una frequenza di emissione simile a quelle dei cellulari (al GHz) ma hanno una potenza elevatissima (decine di KWatt) contro le poche decine di milliWatt di un ripetitore per telefonia.

In questi casi gli studi effettuati su colture cellulari hanno mostrato una diretta citotossicità delle colture esposte rispetto a quelle di confronto isolate (Martinelli et al 2012). N.B. i proprietari delle case dove vennero fatti questi esperimenti morirono poco dopo di leucemia, tanto che la strada dove si incanalavano queste radiazioni venne soprannominata la “strada del Tumore”.

necrosi

Una breve esposizione (<6 minuti) ai fasci radar del Poligono di Quirra ha distrutto la quasi totalità della coltura cellulare, rispetto al campione di controllo per lo più integro.

 

Ancora più grave il caso del Poligono di Quirra in Sardegna, dove i 36 radar della zona hanno prodotto in un tempo brevissimo la morte di 19 pastori sardi, che hanno tutti contratto la stessa forma di leucemia fulminante. Gli studi sulle colture cellulari qui hanno mostrato una immediata necrosi, senza passare per stadi intermedi (normalmente accade che si passa prima per uno stato di sofferenza cellulare, citotossicità e conseguente morte), qui a Quirra con soli 6 minuti di esposizione i campioni presentavano subito una necrosi immediata (Martinelli et al 2015).

WiFi

Il WiFi commerciale è una tecnologia, che sta divenendo velocemente diffusa in tutta il mondo. Si tratta di una tecnologia pulsata a 2,4GHz e 5GHz. Essendo pulsata produce un campo EM indotto nel materiale biologico, quindi i danni si moltiplicano nonostante la potenza di emissione sia per lo più bassa (salvo rari casi); nella figura si comprende come sia elevato il tasso di variabilità in un segnale WiFi relazionato al segnale proveniente da una antenna di telefonia standard.

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A 50 cm da un ripetitore WiFi si è soggetti a molto più segnale variabile di quello a cui si è esposti stando a 100 metri da una antenna per telefonia.

N.B. Per confronto si ha l’ equivalente di una emissione da 13V/m (simile a quella che si ha sotto un traliccio televisivo ad alta potenza) posizionando il portatile connesso in WiFi sulle gambe.

Lo spettro del segnale e la variabilità insita nella natura della tecnologia adottata ci inducono, in via precauzionale a sconsigliare l’ utilizzo del WiFi in tutti i luoghi sensibili (scuole di ogni ordine e grado, centri sportivi e ospedali), e comunque SEMPRE alla presenza di bambini e donne incinta (se non strettamente necessario).

In alcuni comuni come Borgofranco di Ivrea e Civitanova nelle Marche si è vietato il WiFi in via precauzionale nelle scuole e negli ambienti/edifici pubblici sensibili; anche in Israele ad Haifa si è vietato l’ uso del WiFi. Ci auguriamo che la lista dei comuni che decidano di non avvalersi del WiFi aumenti velocemente… e che qualche amministratore lungimirante si fermi a leggere questo articolo.

Nel frattempo dobbiamo solo vigilare sul progetto Wifi In The Sky che, utilizzando una serie di satelliti opportunamente equipaggiati, si pone l’ obiettivo di coprire completamente (e senza alcuna via di scampo), tutto il globo…!

STUDI E LIMITI DI LEGGE

Vi chiederete se questi studi indipendenti falsifichino gli studi dei maggiori istituti mondiali, i quali non si risparmiano nell’ affermare che non vi sia ALCUNA correlazione tra le insorgenze delle patologie e l’ irraggiamento di onde EM? Beh la risposta è difficile, ma forse neanche tanto se si va a vedere nel dettaglio.

L’ OMS e l’ ICNIRP dice che il limite di legge per l’ esposizione è di 61V/m  il limite (abbastanza restrittivo in Italia è di 6V/m, ma gli studi indipendenti dicono che per stare tranquilli bisognerebbe attestarsi intorno ai 0.6V/m.

N.B. il limite OMS non è un valore di legge, ma una “opinione/raccomandazione” scaturita da una serie di conferenze in cui una serie di scienziati (al soldo delle multinazionali) hanno espresso una serie di opinioni e tramite questa deresponsabilizzazione è uscito fuori un valore altissimo come raccomandazione per l’ esposizione EM, valore poi universalmente riconosciuto!

Queste vicende, assieme ad altre riguardanti una serie di finanziamenti elargiti per gli studi “commissionati dall’ OMS” fanno crescere il dubbio che molti studi possano essere manipolati e/o alterati al bisogno per mitigare i risultati. Tutta una serie di studi che vengono ritenuti “seri” dal mondo accademico, altro non siano che dei semplici specchietti per allodole atti a minimizzare il rischio ed i timori nelle popolazioni ignare e dedite all’ utilizzo sregolato delle ultime tecnologie sul mercato.

Appellarsi ad una serie di studi commissionati da società di telefonia, che dichiarano che l’ esposizione alle onde EM dei ripetitori per cellulari non fa male e non ha alcuna connessione di causalità con l’ insorgenza di diverse patologie… è chiaramente come chiedere all’ Oste se il vino è buono… “un serpente che si morde la coda” sopratutto considerando che degli studi non indipendenti e non finanziati dall’ industri provano esattamente il contrario (ci piacerebbe essere solo complottisti, ma non è così… purtroppo!).

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Quanto l’ industria conta sul risultato degli studi da essa finanziati? MOLTO…pare!

In Italia siamo messi leggermente meglio rispetto a molti stati europei e mondiali, ma anche qui il limite è alto, inoltre il signor Monti nel periodo, in cui fu incaricato di essere presidente del consiglio, con un suo decreto ad hoc ha esteso i limiti di legge non permettendo le misure in un arco temporale di 6 minuti, che rappresentava il tempo medio di dissipazione termica del materiale biologico, ma come media nell’ arco delle 24 ore, permettendo di alzare a piacimento i limiti nelle ore diurne per poi riabbassarle (quando controllati e/o misurati) nelle ore notturne: si tratta di un innalzamento sostanziale dei limiti di legge che mina inesorabilmente la salute di tutti noi! Grazie signor Monti!

N.B.: Le regole del marketing e dello sviluppo economico stanno cercando oramai da anni di innalzare ai valori di soglia italiani di un fattore 10 (fino a 40-60 V/m). Senza giudicare le motivazioni personali che possano portare i politici a prendere sul serio una modifica tanto sostanziale dei limiti di legge italiani, ci teniamo solo ad affermare che una siffatta azione risulterebbe senza ombra di dubbio devastante per la salute pubblica. Anche noi come comitato abbiamo firmato una lettera aperta per raccomandare il NON-innalzamento di questo valore… per ora è rimasto fisso a 6V/m.

RIFERIMENTI

-www.bioniniziative.org

-www.infoamica.it

IL VIDEO DELLA CONFERENZA

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  1. Pingback: Quel KILLER silenzioso, che incombe sui nostri FIGLI! | Comitato di Tutela Monte Porzio Catone

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