LA FAVOLA DI COLLE FORMELLO…

LA FAVOLA DI COLLE FORMELLO…
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C’era una volta, in un paese lontano lontano,
un bellissimo bosco di castagni.
Un brutto giorno arrivò il proprietario del terreno con il suo piano di lottizzazione, che poi affidò ad una società immobiliare, che voleva sostituire il bosco di castagni, con una montagna di metri cubi di cemento . Anno dopo anno la immobiliare in barba a qualsiasi vincolo di non edificabilità, cerca di farsi strada per realizzare il suo progetto “blasfemo”. In quel paese, però, abitano tanti piccoli cittadini, che, comprendendo l’inutilità di tanto cemento fanno di tutto per ostacolarlo. Per 30 anni la società immobiliare tenta di cementificare il COLLE ma quei piccoli cittadini, tramite i propri rappresentanti istituzionali riescono a non far partire la macchina infernale del cemento.
Passa il tempo , arriva il secondo millennio e si verifica un fatto grave: i rappresentanti dei cittadini nelle istituzioni, iniziano a non svolgere più il loro compito di “RAPPRESENTANTI” e, non si sa bene come, decidono che “tutto sommato” 17.000 metri cubi di cemento possono tranquillamente sostituire un bosco!
I cittadini decidono di fare di tutto per evitare il disastro: sono addirittura costretti, pagando tanti soldi, a ricorrere, affidandosi alla magistratura, contro gli stessi propri rappresentanti per bloccare la nuova strada aperta dai costruttori e da coloro che avrebbero dovuto rappresentarli nelle istituzioni. La strada per poter realizzare lo scempio!
Nel paese il sentire comune della gente, ( ed il “pensiero” dei rappresentanti delle istituzioni e dei costruttori stessi!) è che quel ricorso andrà a buon fine e il bosco sarà salvo se, come si pensa, i giudici accetteranno il ricorso dei cittadini.
La favola quarantennale sta dunque avendo un lieto fine?
I cementificatori, che non si arrendono mai, potrebbero inventarsi altre strade? Potrebbero magari riesumare la precedente convenzione di lottizzazione del 2006, che scade a settembre 2016? e sulla base di questa con forzature dal punto di vista legale , potrebbero iniziare in fretta e furia in agosto l’edificazione? per poi alla scadenza di settembre chiedere “ai rappresentanti dei cittadini” cioè alla giunta comunale una PROROGA dei lavori? senza neanche aspettare la sentenza del CONSIGLIO di STATO che si deve pronunciare, entro settembre 2016, sul proseguimento o meno dell’edificazione?
Ma questa è SOLO UNA FAVOLA PIENA di fantasia : come potrebbe la giunta accettare e partecipare attivamente a questo “sotterfugio”? significherebbe collaborare attivamente al massacro dell’ambiente in cui viviamo, significherebbe andare contro il volere dei propri cittadini! Significherebbe probabilmente prendersi delle responsabilità di cui non è così scontata la legalità.
Stretta la foglia, larga la via, dite la vostra che ho detto la mia!

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