…e se quel muro crollasse???!!!

Ancora una volta ci troviamo a fare appello sulla preoccupante deriva
cementificatoria, che sta investendo il nostro paese.
Questa volta però non vogliamo parlare di aree protette, ma di una zona
classificata come ad “edificazione satura”.
Non ci arroghiamo infatti l’ onere di stabilire se e come effettuare
pianificazioni urbanistiche in aree non protette, in quanto per nostro
statuto ci concentriamo sulle aree ad interesse ambientale. E la storia, che vi racconteremo infatti non parla di nuove edificazioni, ma di come una semplice ristrutturazione possa “sfuggire di mano” e divenire in quattro e quattr’otto un pericolo per tutti.
Siamo infatti convinti che, anche in aree densamente edificate come
il centro storico di Monte Porzio Catone, ci debba comunque essere un limite al buon senso e che tale limite non possa (e non debba) essere superato.
La regola aurea della limitazione della propria libertà laddove si contrasta
con la libertà altrui nel caso, che vi racconteremo è stata ampiamente disattesa.

Ne vien da se che, ogni qual volta si identifichi un problema di pubblica incolumità, a causa di una opera dell’ “ingegno umano” non effettuata con i dovuti crismi, ci troviamo di fronte ad un problema da non sottovalutare per tutta la collettività e da qui la nostra solerzia nel segnalarvelo!001

Molti IGNARI cittadini, tra cui anziani e famiglie con bambini sono dediti a frequentare quotidianamente il parco Gramsci all’ inizio di via Roma. Tralasciando l’ innumerevole quantitativo di auto che parcheggiano in una delle pochissime aree parcheggio NON A PAGAMENTO del comune, poche settimane fa ci è stata segnalata la presenza di una scarpata artificiale abusiva, che sovrasta l’ anfiteatro ed il parcheggio, nonché gran parte del parco giochi tutto. La segnalazione è partita dalla presenza di una bicicletta lasciata a mezz’aria nella scarpata che è li oramai da settimane (e tra le altre cose è ancora li!). Dopo la segnalazione per la possibile caduta del biciclo, analizzando meglio la situazione siamo venuti a conoscenza di una serie di questioni inerenti opere abusive, che andrebbero approfondite meglio; proviamo a riassumervele senza entrare nel merito di una “questione privata”.

Anche se non ci eravamo mai posti il problema prima della segnalazione ed anche se a prima vista possa apparire abbastanza accademico mettersi a disquisire su un “muretto” tirato su senza autorizzazioni, la verità è che osservando l’ opera attentamente e fermandosi un attimo a ragionare non si comprende come possa essere stata autorizzata una tale opera.

La risposta è semplice: nessuno l’ha mai autorizzata!

La scarpata viene sovrastata da un alto muro, comprensivo di ringhiera, non solo realizzato senza autorizzazioni ma, sopratutto, in totale disprezzo delle più elementari norme di ingegneria, tali da assicurare un posizionamento permanente e, sopratutto, la staticità, nonché la resistenza dello stesso agli agenti atmosferici ordinari ed alle possibili sollecitazioni straordinarie idrogeologiche e sismiche.

In due parole sopra il parcheggio e l’ anfiteatro del parco Gramsci è
stato edificato un muro non idoneo, che potrebbe crollare da un momento
all’ altro portandosi dietro mezza scarpata e forse anche la costruzione su cui poggia!

A tal proposito su una serie di opere abusive è stato emesso in data 20 ott 2014 un ordine di demolizione (ordinanza n.42, prot. 16224), che avrebbe imposto la demolizione ed il ripristino della scarpata a gradoni usando la tecnica delle terre armate (per le quali invece  era stata data autorizzazione e non la semplice posa di una rete elettrosaldata a sostenere centinaia di tonnellate di materiale, tra cui un nuovo piazzale sovrastante il parcheggio privato, anch’esso abusivo).

Il termine per la demolizione era, come sempre 90 giorni; come in suo diritto il privato ha impugnato l’ ordinanza, ma, alla fine, anche il TAR Lazio ha dato torto al privato confermando l’ ordine di demolizione.

CONSIDERATO che,

  • come comitato di tutela, uno dei nostri principali obiettivi statutari rappresenta la salvaguardia della salute pubblica, e che salvaguardare famiglie e bambini dal crollo di una scarpata è chiaramente una di queste azioni visto che l’ opera in questione rappresenta REALMENTE un pericolo per la cittadinanza (cosa del resto sancita anche dalla procura di stato e dal TAR);
  • che, tale opera di demolizione non è mai stata presa in considerazione ne dal privato ne dal comune, il quale avrebbe dovuto requisirla e provvedere al ripristino del luogo a spese del privato inadempiente;
  • che il comune continua a rendere agibile il parco nonostante tale ordine di demolizione e, inoltre, tende a svolgere manifestazioni, sagre e concerti ad alta frequentazione, come la recente “Festa della Famiglia” o “dello Sport”, il prossimo “catone Comics”, ecc…

CHIEDIAMO

sulla base di quali elementi tecnici e perizie si è evinta la non pericolosità del muro per il quale vige un ordine di demolizione, che esso stesso testimonianza della pericolosità insita nell’ opera in una zona così sensibile?

Chi si è preso la responsabilità di organizzare eventi in un luogo che alla prima scossa sismica (anche lieve), o al primo grosso temporale, potrebbe irrimediabilmente franare sulle persone sottostanti?

Attendiamo cortesemente risposta e nel frattempo invitiamo l’ amministrazione comunale a dotarsi di opportune perizie che si possano inquadrare come scarico di responsabilità, poiché in mancanza delle quali e come forma di autotutela, sarebbe quantomeno auspicabile bloccare l’ accesso al parco ed alla via sottostante il muro in oggetto OVVERO al suo ripristino nello stato ante operam (abusiva o no).

ALLEGHIAMO GLI ATTI PUBBLICI attestanti la gravità dell’ abuso perpetrato e, sopratutto, l’ ordine di demolizione emesso (che rappresenta comunque un atto pubblico e come tale consultabile da qualsivoglia cittadino). Di seguito gli ordini di demolizione:

Aggiungiamo anche la sentenza del TAR Lazio alla quale il comune non si è neppure costituito né presentato in giudizio (forse non era una questione importante l’ incolumità della popolazione ed in particolare delle famiglie che frequentano il parco?) -> Edilizia privata – preventiva acquisizione del permesso di costruire

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