Proposte VERDI per il nostro territorio

oliviE da pochi giorni la notizia che in Puglia, regione afflitta dalla xylella fastidiosa, una infezione alle piante di ulivi, che ha contaminato diversi ettari producendo immani danni. La commissione Europea per limitare i danni ha disposto la quarantena con l’ eradicazione degli ulivi di una grossa area della regione ed imposto una particolare profilassi per una area cuscinetto che si trova oltre la zona infetta.

La scellerata opera di profilassi consiste nel bruciare la vegetazione in un raggio di 100m da ogni focolaio di possibile proliferazione della malattia.
Quindi se un ulivo dovesse risultare “malato” in questa zona si brucerebbe e spianerebbe grosso modo la dimensione giusta per fare un lotto edificatorio!

…ci viene da dire curiosa circostanza questa…

In genere basterebbe che si certificasse la presenza dell’ infezione (ovunque si decida), che si avrebbe il permesso di fare tabula rasa su tutta la zona!

Intanto sfatiamo un mito: le piante affetta da xylella Fastidiosa non sono alberi malati, ma presentano un progressivo e inesorabile rimpicciolimento del condotti, che portano la linfa alle varie parti della pianta, producendone alla fine “meccanicamente”, la morte. Che effetto ha? Nessuno, certo, la pianta muore, ma non è detto che infetti altre piante, inoltre la morte non è immediata ma dura anni ed in quegli anni la pianta continuerà a produrre olive, sempre di meno finché non se ne produrranno più.
In più la qualità dell’ olio non ne risente minimamente, tanto che l’ olio esportato dalla zona infetta della xylella è sempre di ottima qualità come tutto l’ olio salentino.
Con questo post non vogliamo arrogarci la presunzione di parlare del problema in “termini tecnici”, né ci sentiamo di sponsorizzare “derive complottiste” come molti abitanti del luogo affermano identificando tutta questa operazione come una mera opera di attacco verso una ricchezza nostrana, che poi risulta la più produttiva del Salento.
Una volta che si è demolita l’ unica fonte di sostentamento naturale della zona, il tavoliere si trasformerà in un cantiere aperto con le ruspe che la faranno da padrone… non ci spingiamo fino ad affermare questo, ma…
E’ qui che arriva l’ urlo accorato della popolazione ed il colpo di genio:
“La UE ci taglia gli ulivi? bene! Noi ne ripiantiamo 100 per ogni eradicazione!” (LINK)
Da questa affermazione avrà tremato tutta la cricca di costruttori che stava cavalcando l’ onda e facendo la bocca ai facili profitti…

e visto che dalle buone idee dobbiamo imparare…

Il comitato di Tutela di MontePorzio Catone prende a modello il coraggio di questo gruppo di pugliesi e proporrà una serie di procedure, alternative e protocolli verdi da adottare in comune per il benessere e la salvaguardia del nostro territorio.
Sarebbe bello creare un PAREGGIO DI BILANCIO VERDE, come? Semplice se si deve eseguire un qualsiasi nuovo intervento sul territorio (es. una nuova costruzione) e per eseguirlo si dovesse rendere necessario l’ abbattimento di qualche albero, allora potrebbe essere plausibile l’ obbligo di creare una area verde ove ripiantare un paio di alberi equivalenti a quello abbattuto. Questo permetterebbe, a fronte di nuovo cemento, un incremento attivo di “verde utile”. Quindi, per ogni intervento sul territorio:

(quantità di CO2 abbattuta PRIMA) <= (quantità CO2 abbattuta DOPO)

Per realizzare operativamente questa prerogativa si potrebbe eseguire il conto della CO2, che verrebbe abbattuta dalla presenza dell’ albero da togliere e questo valore dovrà essere raddoppiato in seno alla nuova costruzione con il reimpianto di due (o più) nuove specie con il vincolo di non abbattimento futuro!
Per il calcolo del CO2 prodotto da ogni pianta a diversi stadi di sviluppo sono presenti e consultabili on-line una serie di tabelle che i nostri tecnici comunali non avranno problemi a reperire.

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