Vecchi (e nuovi) Affari di Edilizia… teniamo gli occhi aperti!

Commissione Urbanistica di Monte Porzio Catone siamo come sempre presenti per monitorare lo stato di avanzamento delle proposte su vasta scala.

Alla passata commissione si è parlato della convenzione urbanistica Romoli -> Romoli2 e a questa commissione è emersa l’ intenzione di chiudere il trentennale contenzioso che il comune ha con l’ Euroimmobiliare2003 per la vicenda della lottizzazione ex-Roncoroni/Ricci e far ripartire i lavori a colle Formello. Un contenzioso durato decine di anni che questo comune ha fretta di chiudere per far ripartire i lavori.

In pratica si vuole proporre una nuova convenzione con la società per far ripartire i lavori ed al contempo riunciare al ricorso in consiglio di stato.

Per il comune trovare un accordo significherebbe un ricavo di ~600mila euro a netto di opere pubbliche (strade/parcheggi) ad onere della euroimmobiliare. Il risarcimento (da qui lo scambio) è per via che nello schema della lottizzazione originaria nel corso degli anni ha incluso due proprietà del comune che diventavano inservibili e quindi vanno risarcite in termini patrimoniali.
Per questo danno e per una sottigliezza formale (mancanza di due firme) si bloccò tutto e la precedente amministrazione sequestrò l’ area.

Ora l’ euroimmobiliare ha avuto sentenza positiva al TAR senza un riconoscimento di risarcimento.
Il consiglio di stato, chiamato a sentenziare, potrebbe pronunciarsi sulla sentenza:
      1) dando ragione ad euroimmobiliare
      2) dando ragione al comune
Nel primo caso i lavori ripartirebbero compatibili con la variante impugnata del 2009 ed il comune sarebbe sempre danneggiato e quindi dovrebbe comunque ricevere un risarcimento del danno quantificabile.
Nel secondo caso se il consiglio di stato desse ragione al comune la variante alla convenzione del 2009 non sarebbe più valida e quindi si tornerebbe alla vecchia convenzione che però a quel punto sarebbe scaduta e, quindi, essendo nel frattempo da PTPR diventata boschiva (e quindi totalmente inedificabile) TUTTA l’ area, non potrebbero MAI più costruire in quell’ area!
Questo tra le altre cose obbligherebbe la società a ripristinare l’intero lotto come era prima dell’ inzio dei lavori… questo significherebbe che si dovrebbero ripiantare i castagni!
 
Da qui l’ interesse dell’ imprenditore a riavviare velocemente (entro settembre 2016) la trattativa cercando di trovare un compromesso ed evitando il consiglio di stato che rappresenterebbe per lui il rischio di perdere TUTTO!

NOI CHIEDIAMO COME COMITATO AMBIENTALE AL NOSTRO COMUNE DI ATTENDERE IL CONSIGLIO DI STATO E MUOVERSI SOLO DOPO CHE L’ULTIMA PAROLA LEGALE SIA STATA PRONUNCIATA.

Questo avrebbe 2 vantaggi:

  • la possibilità comunque di vedersi risarciti del danno subito dall’ esproprio
  • la possibilità che in quella zona non si vada più ad edificare e quindi l’ obbligo di ripristino dell’ area come era un tempo. Un magnifico castagneto!

A favore di questa eventualità e come incentivo ambientalista esistono programmi europei che identificano gli incentivi ai quali le amministrazioni avrebbero accesso per l’ abbattimento della CO2 tramite il rinverdimento selettivo. Se nell’ area si ripiantassero 600 castagni si potrebbero accedere ad incentivi comunitari anche superiori a quelli che si avrebbero con un parcheggio o qualche strada asfaltata.

il programma horizon 2020 della commissione europea per la ricerca e l' innovazione identifica una serie di incentivi per l' abbattimento della CO2Basta volerlo, e come comitato ci offriamo di aiutare l’ amministrazione a preparare un programma di rinverdimento e la richiesta di contributo/finanziamento europeo (uno di questi programmi Horizon2020 proponeva proprio questo).

progetto forestazione urbana a Cantù

progetto “forestazione urbana” a Cantù

Immaginate per un attimo che programma formativo potrebbe essere quello di organizzare il rinverdimento programmato dell’ area con l’ ausilio delle scuole monteporziane… si potrebbero inventare degli slogan ad effetto qualcosa come “pianta il tuo albero custode che ti assisterà nelle tappe della tua vita…” …

Si possono pensare tantissime iniziative formative per i giovani cittadini di monteporzio come la bella iniziativa portata avanti da “rete-clima” a Cantù (vedi LINK).

Meno allettante per la cittadinanza (commercianti in primis), ma sicuramente appetibile da parte dell’ amministrazione per gli oneri di urbanizzazione che ne deriverebbero, è la proposta riciclata e ricicciata come i funghi del centro commerciale al Pilozzo al posto dell ex-vivaio. Amministrazione che passa centro commerciale che torna. Non esprimiamo commenti particolari se non il fatto che si tratta di un’ area a fortissima vocazione archeologica.

Sono stati effettuati sondaggi archeologici fino all’ autostrada e, grosso modo fino a via di Frascati-Colonna si è evinta la presenza di innumerevoli ville romane interrate con una serie di reperti, stucchi e porcellane di elevato valore storico ed artistico. Non i soliti cocci romani!

Sicuramente per il comune è più proficuo ricoprire di cemento una tale area piuttosto che aprire uno scavo e attendere la sovrintendenza ai beni culturali che espropri il tutto, ma ci chiediamo se la vicenda della Villa di Cesare-Massenzio non abbia insegnato niente ai nostri amministratori. Quando si scherza con il patrimonio storico archeologico di una area, sminuendolo, si scherza con l’ identità culturale di un intero popolo e questa cosa non va bene (qualunque sia lo schieramento politico che porta avanti i progetto)!

ti fai una passeggiata a p.zza Borghese... e trovi strani acquirenti di aree boschive!

E poi… ti fai una passeggiata a p.zza Borghese… e trovi strani acquirenti di aree boschive!

Cercando di evitare possibili allarmismi in merito al cartello, che si trova in giro (ne sono stati visti alcuni) sull’ acquisto di terreno boschivo in zona Tuscolo (forse per una piantagione di funghi!!!???), ci limitiamo a far notare che si tratta di una zona altamente sensibile sia per il discorso ambientalista essendo l’ anticamera del comune alla macchia del parco (con tutto quello che rappresenta in termini di ecosistema, polmoni verdi ecc.), sia in termini speculativi, visto che ci sono pressioni edificatorie datate nell’ area (ricordate il discorso Sviluppo Monte Ciuffo?). Considerando che una serie di scellerate novità normative potrebbero semplificare le ambizioni cementifere dei proprietari delle aree boschive, ci teniamo a lanciare l’ allarme a tutti i cittadini di una attenta sorveglianza su tutto il perimetro del comune, dal Tuscolo all’ autostrada, da villa mondragone-barco borghese fino a Monte Compatri. Occhio alle speculazioni ed a strani movimenti.

Oltre alle proposte verdi non possiamo però esimerci dal notare che sempre più il nostro territorio è attaccato da nuovo cemento. Da qualche settimana (forse effetto del decreto “sblocca Italia”) non abbiamo potuto non notare che l’ albo pretorio del Comune di Monte Porzio Catone brulica di nuovi permessi a costruire (alcuni nuove costruzioni) ed altre in sanatoria.

Quello su cui invece non dobbiamo sorvegliare ma allarmare la cittadinanza è una inusuale e, a nostro avviso, scellerata concessione di Permessi edificatori in particolari aree del paese (tra l’ altro molto problematiche).

Una tale insolita attività concessiva cozza con ogni  buona regola di amministrazione sensibile all’ ambiente, sopratutto se i permessi in questione si concentrano in una area a forte dissesto idrogeologico.

Trattasi dell’ area a valle di via Frascati zona cappellette, v. Leonardo da Vinci, Galileo Galilei per arrivare fino ai Cronisti. Guardando l’orografia del territorio ci si accorge che tutta l’ area rappresenta il proseguio del fosso delle acque pluvie, volgarmente detto Fosso Lucidi, che parte dalla zona Colle Formello (ex-Roncoroni/Ricci appunto) e va a passare lateralmente al convitto Vittorio Emanuele in Roma per scendere giù fino al Pilozzo. Gli abitanti dell’ area (in particolare silo Italico) da mesi si lamentano dell’ accumulo di detriti, pioggia e fango che ogni temporale porta costantemente nelle loro abitazioni. Una scellerata opera di cementificazione dell’ area, sta portando ad una continua impermeabilizzazione del suolo con conseguente aumento smodato dei disagi arrecati più a valle. Questo in un contesto di precarietà idrogeologica potrebbe portare l’ intera area al collasso o, in un futuro non troppo lontano, alla frana dell’ intero versante con costruzioni al seguito.

FossoLucidi

Il Fosso Lucidi si genera alle pendici del monte ed arriva fino giù al Pilozzo, qualche decina di anni fa era sede di un torrente di montagna detto “acqua del Cardinale”, successivamente venne prosciugato dagli scavi Camaldolesi. Ora rimane un fosso naturale di acque pluviali, che si incanalano e scendono a valle. Impermeabilizzare tale tratto, seppur appetibile da punto di vista edificatorio per via del panorama, equivale a mettere una cambiale a scadenza sulla stabilità idrogeologica dell’ intero versante.

In una eventualità simile ci chiediamo perché di questi continui permessi a costruire? Abbiamo posto il quesito all’ ufficio tecnico ed al responsabile dell’ area, chiedendo se sia stata identificata la priorità di organizzare uno studio idrogeologico sull’ intera area e non basarsi sulle singole perizie, che vengono allegate ai fascicoli delle singole richieste a costruire.

Il punto che solleviamo è il seguente: se in 10 anni si passerà dall’ intera area dedicata a vigne ed ulivi ad una area totalmente residenziale con suolo impermeabilizzato, andrà chiaramente verificato l’ intero assetto idrogeologico, che si verrà a creare alla fine delle opere edificatorie e se si riscontrino potenziali pericoli inerenti instabilità e/o presunte tali.

Stiamo attendendo risposta alla nostra interpellanza. Sperando che le risposte non ci vengano date dagli agenti atmosferici avversi!

amministrazione avvisata: mezza-salvata!

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