SFATIAMO UN MITO: I BRACCONIERI NON SONO CACCIATORI

Ci troviamo nel parco regionale dei castelli romani, e parliamo di salvaguardia ambientale.
La mattina ci svegliamo con il rumore di spari nei boschi… ci affacciamo alla finestra e troviamo cani da caccia lasciati sguinzagliati e senza museruola che scorrazzano in lungo ed in largo.
Pensiamo: si tratta di qualche cacciatore… ci tranquillizziamo e ci rimettiamo a dormire……. SBAGLIATO!

Nel parco regionale dei castelli romani non esistono i cacciatori. Qui la caccia di ogni tipo è vietata… e quelle persone allora?

non si tratta di cacciatori ma di BRACCONIERI

Si ma la caccia è una delle attività umane più antiche del mondo e queste persone hanno la licenza di caccia ed il porto d’armi… SBAGLIATO!

Qui la caccia non è permessa quindi se una persona ha la licenza di caccia nel parco regionale dei castelli romani non conta, se una persona ha il porto d’armi per caccia e si trova in un’ area dove la caccia non è permessa con un’ arma (di qualsiasi tipo) allora oltre ad essere un bracconiere che caccia di frodo, è anche un criminale che va in giro armato senza permesso di porto d’armi.

Quando un qualsiasi cittadino vede un uomo armato che si aggira nei dintorni della propria abitazione ha il dovere morale e materiale di sporgere denuncia e chiamare le forze dell’ ordine, la forestale e la guardia caccia.

Durante la denuncia ai carabinieri o polizia di stato non parlate di cacciatori, ma di <<persone armate che si aggirano vicino alla vostra abitazione>>

Se avete modo di identificarle effettuate una denuncia più circostanziata e dettagliata possibile effettuatela poiché gli verrà sequestrato il fucile ed il porto d’armi (se per caccia) oltre ad essere incriminati per porto d’armi non autorizzato.

E’ la giusta pena per aver causato il problema che ora, si avocano il diritto di risolvere chiedendo la riapertura della caccia in loco.

UNA BREVE CRONOSTORIA:

Decine di anni fa non esistevano le famiglie di cinghiali, che siamo attualmente abituati a vedere in giro, c’erano pochi cinghiali autoctoni con un bassissimo indice di riproduttività, causato da un impoverimento genetico visto che spesso si accoppiavano con le scrofe degli agricoltori e fattori del luogo.

Per avere prede da cacciare vennero importati i cinghiali dall’ est europeo, molto meno mansueti e, sopratutto, con un tasso di riproduzione molto maggiore. I cacciatori importarono abusivamente e senza controlli queste specie e le insediarono nella macchia del luogo. Questi nuovi abitanti si ambientarono ben presto e sostituirono le famiglie di cinghiali autoctoni in cima alla catena alimentare.

Si lasciarono riprodurre per qualche anno e poi si riaprì la caccia indiscriminata…. ma… poi venne istituito il parco dei castelli e la caccia venne abolita.

Il problema si andò quindi incrementando in maniera esponenziale nonostante le attività venatorie ABUSIVE continuarono con il beneplacido delle istituzioni.

Nonostante la pratica sia illegale ci troviamo di fronte ad una continua opera venatoria abusiva in tutta l’ area del parco, tanto che le trappole messe in campo da questi “uomini sportivi” risultano anche molto dolorose e crudeli per tutti gli sfortunati animali che vi si imbattono non solo cinghiali.

A questo punto siamo arrivati ad un paradosso: le famiglie di cinghiali sono cresciute in un ambiente favorevole e senza predatori, hanno occupato ogni nicchia di habitat lascata libera e sono diventate invadenti per le attività umane, causando in alcuni casi problemi a colture e una serie di “buchette” scavate qua e là nei giardini delle ville paesane.

E’ qui che diviene ragion forza che molti sindaci ed esponenti delle giunte comunali dei paesi dei castelli visti anche il loro passato (e presente) venatorio, si ergano a difensori dei cittadini contro il comune nemico cinghiale…!!!

Ma in tutto questo baccano si dimenticano di ricordare che il problema dei cinghiali sono stati loro stessi, cacciatori, a crearlo. Ed ora si ergono a soluzione del problema…Convinciamo la popolazione del bisogno urgente di una guerra preventiva per evitare una plausibile guerra futura… MA QUALE GUERRA? QUALE PERICOLO?

Il vero pericolo qui da noi si chiama BRACCONAGGIO!

LA VERA SOLUZIONE AL PROBLEMA

Si invocano gli abbattimenti selettivi di intere famiglie di ungulati (termine tecnico per definire i cinghiali e tutti quegli animali con le unghie a formare zoccoli), o peggio si invoca la riapertura della caccia nel parco magari sotto permesso/licenza speciale/straordinaria e non si parla di  misure di contenimento alternative… troppo disturbo far notare che in Francia ed in altri paesi il problema dei cinghiali non è mai stato risolto con gli abbattimenti finché non si è intervenuto in maniera strutturale e naturale (recinzioni elettrificate e pasturazione selettiva in particolari periodi dell’ anno).

Un semplice e drastica possibilità di contenimento è il censimento programmatico di tutte le famiglie di cinghiali, la redistribuzione/spostamento mirata di intere famiglie e, dopo la classificazione della popolazione, eventuale sterilizzazione dei maschi (magari solo chimica e comunque non di tutti gli esemplari) in età riproduttiva. Tempo qualche anno e la popolazione dei cinghiali si stabilizzerà ed andrà a ricollocarsi in un habitat meno invasivo per le attività umane.

Una tale soluzione a medio-lungo termine permetterebbe di contenere il problema, restringerlo e, sopratutto, tagliare una volta per tutte la testa a tutte queste speculazioni venatorie che non stanno né in cielo né in terra. Infine facciamo notare che questa soluzione potrebbe diventare un buono spunto per creare nuovi posti di lavoro per l’ Ente Parco da un lato (con finanziamenti mirati agli agenti zoofili) ed all’ Istituto Nazionale Fauna Selvatica (INFS) per formare e mettere in campo squadre di biologi etologi e zoofili in grado di censire, monitorare e seguire le popolazioni di cinghiali dell’ area.

Se c’è la volontà si risolve qualsiasi problema nel rispetto di tutti gli esseri viventi noi vigileremo sulle varie amministrazioni del parco dei castelli.

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