A.A.A. ABROGATORI vincoli esperti CERCANSI… NO PERDITEMPO!

Potrebbe essere il titolo di un annuncio sopra le righe questo. Un messaggino scritto nell’ etere che qualcuno dedito a decifrare messaggi carbonari, potrebbe bene interpretare.

Eppure la realtà a volte supera l’ immaginazione.zone Monte Ciuffo

Durante il fascismo su una vasta area del comune di Monte Porzio Catone venne identificata un’ area in cui sarebbe dovuto sorgere l’ ISTITUTO NAZIONALE DI ASTROFISICA, un bel palazzone di stampo fascista, che doveva diventare il fulcro della ricerca astronomica italiana e doveva essere messo li, proprio li di fronte alla spianata di Roma ed i sette colli.

Una linea diretta tra S.Pietro e l’ istituto doveva essere visibile da tutta la zona sud di Roma. A rispetto e tutela di questa zona e per la ricerca di tipo osservativo, che si sarebbe dovuta svolgere in quell’ istituto, fu varata una legge regia, firmata Benito Mussolini e vidimata dal re Vittorio Emanuele Terzo datata 1942.

Questo progetto era molto importante per Roma e per l’ Italia tanto è che i lavori per la costruzione dell’ osservatorio non si interruppero neanche a guerra inoltrata. Purtroppo il telescopio che doveva essere alloggiato nella grande cupola fu sottratto dai sovietici e non venne mai installato. Successivamente negli anni 90 venne installato a campo imperatore il dislocamento osservativo dell’ osservatorio di Roma, che ancora esiste con un telescopio molto simile a quello che si sarebbe dovuto installare nella cupola monteporziana. Attualmente nella cupola dell’ Osservatorio è presente una biblioteca antica con gli originali di testi storici come il “Sidereus Nuncius” di Galileo Galilei e sono depositati alcuni pezzi del museo astronomico e copernicano appartenuti a Copernico, Keplero e padre Secchi, che è considerato da tutto il padre dell’ astronomia italiana (link).

Nonostante nell’ osservatorio non sia mai stato installato un telescopio di grandi dimensioni, le osservazioni scientifiche sono correntemente effettuate sia dal telescopio solare sia da altri dispositivi di varia metratura. All’ osservatorio di Roma sito in Monte Porzio Catone ogni giorno si fa scienza ad alto livello nazionale ed internazionale!

La legge di rispetto varata nel 1942 rappresentava di fatto fino a pochi anni fa uno dei vincoli più forti contro tutte le velleità edificatorie di quest’area.

Definito impropriamente Vincolo LUCE, in realtà si trattava di un vero e proprio vincolo di rispetto, che delimitava una vasta area (dal convitto fino a villa mondragone, passando per le pendici del monte Ciuffo).

Secondo questo vincolo:

LEGGE 17 agosto 1942, n. 1260

Costituzione di una zona di rispetto intorno al nuovo Osservatorio Astronomico del Tuscolo. (42U1260) (GU n.263 del 6-11-1942 )

           In vigore dal 21/11/1942 al 15/12/2009.
Art. 1. 
  E' costituita intorno all'Osservatorio astronomico del Tuscolo, una
zona di rispetto, giusta  la  delimitazione  risultante  dalla  carta
topografica annessa alla presente legge, allo scopo di assicurare  la
perfetta riuscita  delle  osservazioni  astronomiche  e  delle  altre
operazioni scientifiche dell'Istituto.
Art. 2. 
  Nella zona di rispetto di cui  al  precedente  articolo,  e'  fatto
divieto di diffondere  luci  abbaglianti  in  qualsiasi  modo  e  con
qualsiasi mezzo, nonche' di  diffondere  luci  normali  da  finestre,
balconi, terrazze e simili aventi prospetto verso l'Osservatorio. 
Art. 3. 
  Chiunque, nella zona di rispetto intenda erigere nuove  costruzioni
edilizie ovvero eseguire sopraelevazioni, ampliamenti o modificazioni
delle costruzioni edilizie esistenti, deve chiedere  l'autorizzazione
al Ministero  dei  lavori  pubblici,  che  provvede,  sentito  quello
dell'educazione nazionale (N.B. il che implicava fino all' abrogazione 
del vincolo in questione la necessità del nulla osta dell' osservatorio
del Tuscolo, ovvero dell' INAF-OSservatorio di Roma per eseguire i 
lavori). 
Art. 4.
il  Ministero  dei lavori pubblici su richiesta  di  quello  dell'
educazione  nazionale, puo'  ordinare  la  sospensione   ed   anche   
la   modificazione   o l'abbattimento totale delle costruzioni edilizie
che, dopo la entrata in   vigore   della   presente   legge,   vengano
eseguite    senza autorizzazione, o in difformita', al progetto approvato. 
... ... ...
... ... ...
... ... ... 
Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia inserta 
nella Raccolta ufficiale, delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, 
mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge
dello Stato. 

Data a S. Anna di Valdieri,  addi' 17 agosto 1942- 
                                                       XX VITTORIO EMANUELE 

                             MUSSOLINI - GORLA - GRANDI - DI REVEL - BOTTAI 

                                            Visto, il Guardasigilli: GRANDI

TOPOGRAFIA_vincoloOSSERVParliamo al passato poiché questo vincolo è stato abrogato nel 2008 assieme a altre centinaia di vecchi decreti regi e leggi anche risalenti alla fine del 1800! Molti di questi vincoli erano obsoleti e la loro abrogazione rappresentava una mera semplificazione normativa, ma assieme a questi vincoli in disuso è stato “infilato” in maniera molto sospetta anche il vincolo di rispetto dell’ osservatorio del tuscolo.

Questo vincolo non era anacronistico, come molti sostengono: per diverse ragioni:

  • In primis l’ Osservatorio, che fa scienza attiva è ancora presente in loco, anzi si tratta di una delle realtà scientifiche più prolifiche e uno degli istituti italiani ed internazionali a più alto tasso di pubblicazioni (che in gergo tecnico si definisce impact factor).
  • Il vincolo rappresentava un grosso deterrente, una spina nel fianco degli speculatori dei castelli romani, poiché ogni nuova costruzione (e atto di sanatoria) era vincolata al nulla osta dell’ ufficio tecnico dell’ osservatorio, che di fatto bocciava ogni richiesta visto che ogni richiesta/sanatoria rappresentava di fatto un cambiamento dello stato del circondariato, il quale in soldoni avrebbe potuto mutare la possibilità di effettuare osservazioni scientifiche (sia notturne sia diurne).

Inoltre dagli anni ’70 in poi con la creazione del parco dei castelli romani si è deciso di rendere l’ area totalmente boschiva e quindi totalmente inedificabile. Chi non era riuscito a costruire, prima di questo cambio di destinazione, si era di fatto visto chiudere ogni possibilità futura di edificare su queste terre. Questo fatto ha aumentato la frustrazione dei proprietari terrieri, ma sopratutto, ha trasformato dei possibili terreni-investimenti in vere e proprie cambiali firmate in bianco.

N.B. la legge del 1942 all’ art n.5 prevedeva, ove propriamente documentata, la possibilità da parte dei proprietari terrieri di ricevere dallo stato una indennità commisurata alla diminuzione di valore della proprietà in questione per via della presenza del vincolo. Forse chi si è adoperato per l’ abrogazione di questa legge era all’ oscuro di questa possibilità? Due volte furbi o semplicemente frustrati dall’ impossibilità di lucrare sul cemento come comunemente avviene nel resto di Italia?

Come è facile immaginare i proprietari terrieri di queste zone rappresentano uno spaccato abbastanza trasversale in termini di orientamento politico e quindi non vi è stata una vera e propria battaglia per andare ad edificare, ma una semplice, continua, incessante e logorante opera di demolizione ed alleggerimento dei vincoli esistenti, uno ad uno fino al nulla osta per l’ inizio dei lavori. Questa opera di smantellamento ha quindi interessato più o meno tutte le amministrazioni passate indifferentamente dal colore politico, se non altro perché le giunte cambiano, ma i funzionari, che operativamente agiscono sul territorio sono sempre gli stessi.

Il modus operandi era semplice: bastava trovare un accordo politico ed avere il nulla osta da parte di qualche ente che poi, in deroga, si aveva il permesso di costruire. Successivamente questa deroga diveniva l’ eccezione, che confermava la regola… fino a che la regola diventava costruire in deroga e, eventualmente, sanare a posteriori eventuali abusivismi. Questo è successo fino a poco tempo fa, e succederà in futuro se non opereremo una incessante opera di vigilanza su tutto il territorio che ci sta a cuore.


Ad esempio un fatto abbastanza particolare si è verificato in una zona detta lottizzazione ex-Roncoroni situata al confine del Fosso Lucidi, in cui prima si ebbero le autorizzazioni a costruire in deroga tramite un accordo con il comune, poi cominciarono i lavori, distruggendo una vasta zona verde, che comprendeva un castagneto maestoso con decine e decine di esemplari. Poi il comune, che aveva concordato la realizzazione di un parcheggio multipiano, si è rimangiato l’ accordo e, per un vizio di forma, ha bloccato tutto ed infine ha espropriato “ingiustamente” (a detta dei giudici) i terreni in questione. Per questa azione che il TAR ha reputato illecita ora la società costruttrice dei lavori e proprietaria del terreno espropriato, chiede un risarcimento milionario al comune di Monte Porzio Catone (circa 22 milioni di euro a fronte di un budget stimato annuale del comune di 12 milioni!), che non può far altro che ricorrere al consiglio di stato.

La domanda sorge spontanea: un tale illecito amministrativo deve ricadere sulle tasche di tutti i contribuenti o dovrebbe essere doveroso identificare uno o più responsabili delle delibere incriminate, che hanno ingiustamente proceduto all’ esproprio coatto dell’ area? Non si tratta di un danno erariale a favore di privati?


Non è difficile immaginare che la frustrazione dilagante da parte dei proprietari terrieri, che si vedevano negare la possibilità di edificare sui loro terreni, si è condensata in un grande sforzo collettivo di convergenza di interessi tra il pubblico (principalmente il comune, che voleva espandersi demograficamente) ed il privato (per fini di lucro).

Nel 2008 questa convergenza si è cristallizzata nell’ abrogazione del suddetto vincolo che ha aperto le porte ad alcuni progetti come quello ATS “sviluppo Monte Ciuffo” (ed altri) progetti speculativi nelle aree protette.

Indifferentemente dalla buona fede dei legislatori che hanno “erroneamente” abrogato un vincolo fondamentale di rispetto di tutta l’ area, sta di fatto che il comune non ha minimamente avvisato l’ Osservatorio Astronomico di Roma del fatto che il principale vincolo di rispetto che lo riguardava era stato abrogato.

Nonostante questa abrogazione. l’ Osservatorio detiene sempre un vincolo sulla vecchia zona delimitata dalla legge del 1942 e questo ne determina uno “stato di diritto sull’ intera area”. La legge quadra nazionale per la protezione dall’ inquinamento luminoso di fatto impone alle regioni di adoperarsi per la tutela delle aree soggette e limitrofe agli osservatori astronomici (LEGGE_QUADRA_INQUINAM_LUMINOSO). Una nuova costruzione deve per forza essere soggetta al nulla osta/parere degli osservatori per poter essere posta in opera, pena l’ abusivismo anche in questo caso. In una zona vincolata ad alto impatto paesaggistico e naturale abusivismo significa confisca e ripristino dello stato ante operam, oltre che denuncia penale per i trasgressori (proprietari e costruttori).

N.B. tale obbligo è sia per chi intende costruire, sia per chi intende rilasciare i permessi a costruire e/o intervenire in termini edilizi su fabbricati già esistenti. Questo significa che ANCHE CON L’ABROGAZIONE DELLA LEGGE REGIA DEL 1942, LE AMMINISTRAZIONI (comuni/regioni) CHE NON RICHIEDONO PARERE E/O NULLA OSTA ALL’ OSSERVATORIO COMMETTONO ILLECITO AMMINISTRATIVO A CONCEDERE UNA AUTORIZZAZIONE AD EDIFICARE SENZA QUESTI PARERI.

Stesso discorso dicasi per le variazione del PTPR di cui la regione prima dell’ approvazione DEVE richiedere parere all’ osservatorio Astronomico poiché si tratta di un ente statale immerso nella zona soggetta ad una eventuale variazione di carattere urbanistico. Si dimenticheranno anche qui di segnalare delle eventuiali variazioni al PTPR, considerando che l’ ultimo PTPR non contiene alcun parere dell’ Osservatorio in merito?

A questo c’è da aggiungere la possibilità in qualsiasi momento da parte dell’ Osservatorio (e dell’ INAF di fatto) a chiedere alla regione Lazio un immediato ripristino del vincolo di cui sopra per chiaro “errore legislativo” ed a richiedere d’ ufficio la revisione di ogni atto edilizio passato per il comune di Monte Porzio dal 2009 in poi (con annesse sanzioni in caso di illeciti permessi amministrativi!).

Invitiamo quindi l’ amminsitrazione monteporziana, che per legge ha la sub-delega paesaggistica, a richiedere SEMPRE il parere all’ Osservatorio Astronomico di Roma per ogni lavoro CILA, SCIA e/o permesso a costruire nella zona delimitata dal vecchio vincolo del 1942, poiché tale azione è l’ unica capace di far convergere e pianificare gli interessi di tutti gli attori in gioco (proprietari compresi). Senza questi pareri e senza il coinvolgimento dell’ Osservatorio ogni opera effettuata rischia di essere considerata abusiva e quindi passibile di abbattimento e ripristino originario (oltre che di tutte le sanzioni amministrativo/legali del caso).

LAVORIAMO INSIEME E COLLABORIAMO, RIUSCIREMO INSIEME A SALVAGUARDARE IL TERRITORIO E NEL FAR QUESTO MIGLIORARE TUTTO QUELLO CHE CI CIRCONDA.

L’ OSSERVATORIO E LA RICERCA CHE LI SI SVOLGE E’ UN PATRIMONIO FONDAMENTALE ED IRRINUNCIABILE DELLA COLLETTIVITA’ E VA QUINDI  TUTELATA E SALVAGUARDATA DA TUTTI NOI COME BENE AGGIUNTO DEL NOSTRO TERRITORIO.

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