Beni Archeologici da Salvaguardare

Nella zona di Monte Porzio Catone sussiste un vincolo Archeologico generalizzato che si manifesta a macchia di leopardo lungo i sentieri della roma antica che racchiudono diversi ritrovamenti di indiscusso valore.

Dal Barco Borghese al Tusculum per passare attraverso Camaldoli e tutte quelle innumerevoli ville romane sparse sul territorio, in particolar modo all’ altezza del versante che da su Roma di Monte Ciuffo.

Prima di intraprendere a testa bassa un opera di speculazione edilizia (come quella che ci ha costretti a costituirci come comitato di salvaguardia), bisognerebbe fare i conti con la collettività e con il danno incommisurabile che provocherebbe una cementificazione su un vasto parco archeologico come quello Latinum.

Questa vastità di ritrovamenti e siti archeologici fanno pensare infatti che la zona fosse meta favorita da molte importanti persone politici della città di Roma, grazie alla sua vista panoramica e ambiente sano.

Tutte queste ville sono dette Tuscolane e si trovano non solo a Monte Porzio ma in tutta la zona dei Castelli Romani e costituiscono il più importante e vasto sistema di dimore storiche delle grandi famiglie romane a cavallo dei secoli XVI-XVII.

Sull’ esempio della villa di Cesare e Massenzio perché non pensare di delimitare in maniera continua tutta l’ area del parco dei castelli romani come zona ad elevato impatto archeologico e quindi aggiungere la desinenza “archeologico” a tutto il complesso?

PARCO REGIONALE “ARCHEOLOGICO” DEI CASTELLI ROMANI

immagine pittorica del teatro del Tuscolo di Gustaf Wilhelm Palm

Immagine pittorica del teatro del Tuscolo di Gustaf Wilhelm Palm

Il Tuscolo

La città di Tuscolo, Tusculum, che, come dice il nome latino,  rappresentava una antica roccaforte Etrusca in pieno territorio latino, fondata circa nel 500ac, secondo la leggenda, da Telegono, figlio di Ulisse, che ebbe un secondo periodo di splendore intorno all’anno 1000, come sede della Rocca dei Conti, famiglia baronale che a lungo dominò su Roma ed il papato, fino alla sua totale distruzione ad opera dei Romani nel 1191.

La visita si snoda attraverso le rovine dell’anfiteatro, dell’imponente santuario extraurbano già conosciuto come Villa di Tiberio, del complesso Foro-teatro, con la sottostante cisterna arcaica, e della collina dell’Acropoli, poi Rocca, fra scenari panoramici di grande ampiezza, che svelano con chiarezza la conformazione del vulcano Laziale.

Si ritiene che Cicerone, il famoso legislatore romano e avvocato, possedesse una propria villa in questo settore e cheTuscolanae” sono stati scritti proprio qui.

Questo slideshow richiede JavaScript.

CAMALDOLI

Camaldoli

Il Monastero Eremo Tuscolani è stato fondata nel 1607 dai Monaci Camaldolesi di Monte Corona. Nel 1613 l’edificio fu completato. La chiesa del convento è dedicato a San Romualdo. L’ospitalità ai pellegrini di sesso maschile dagli eremiti è garantita. Non è permesso l’ ingresso alle donne nell’ eremo.
L’ intero monastero è stato edificato sui terrazzamenti di antiche ville romane e la successiva opera di viticoltura eseguita negli anni recenti ha prodotto innumerevoli danni ai reperti archeologici sottostanti.

Questo slideshow richiede JavaScript.


BARCOBORGHESE

Barco Borghese

Barco Borghese, di origine romana, è un sito costituito da alcune cisterne e un magazzino, ma non è totalmente composto da questi. Si tratta generalmente di strutture sotterranee. Attualmente grazie all’intervento di restauro è possibile ammirare i sotterranei e il sito archeologico. Il Barco Borghese è stato nel XVII secolo ampliato e destinato alla tenuta di caccia. Infatti il termine barco indica proprio “recinto per animali selvatici da caccia”.

Scenograficamente affacciato su Roma, il Barco Borghese è una vasta spianata di forma quadrangolare, trasformata in “barco” (recinto di animali per la caccia) dagli Altemps a partire dal 1567, poi giardino all’italiana dai Borghese (nel 1963), in quanto parte integrante della soprastante Villa Mondragone e del complesso del Burghesianum.

Un terzo della spianata è impostato su un’articolata e spettacolare sequenza di almeno 180 vani voltati in calcestruzzo, la cui costruzione risale alla metà del I sec. a.C.: sono le “sostruzioni” (fondazioni) di un enorme basamento tradizionalmnete attribuito ad una Villa romana, in seguito inserita in una vasta proprietà i,periale; uno dei suoi lati forma un articolato fronte monumentale, utilizzato come quinta scenica per spettacoli all’aperto.

La visita si svolge lungo un suggestivo itinerario sotterraneo, entro una sorta di compendio dell’arte edificatoria Romana, comprensivo di sorprendenti testimonianze epigrafiche.

Questo slideshow richiede JavaScript.

MATIDIAE0Villa Matidiae

La villa presso l’ Osservatorio Astronomico di Roma è un esemplare classico di villa romana nel territorio tuscolano. L’ andamento prevalentemente collinare di questa zona ha difatto spesso imposta la costruzione di murisostruttivi funzionali alle strutture residenziali. Nel nostro caso questi muri, ancora visibili lungo la strada che collega la città di Monte Porzio Catone con Frascati, hanno anche generato il toponimo del luogo “le cappellette”.

Le grandi nicchie che caratterizzano i muri sostruttivi ricordavano infatti, le absidi di ambienti di culto. Le sostruzioni si sviluppano per almeno due ordini con altezza complessiva superiore ai 20 metri. Il terrazzamento terminale ove insistono ora alcune strutture dell’ Osservatorio Astronomico, doveva ospitare gli ambienti residenziali.

Le indagini archeologiche documentano un’ attività edilizia che va dal II sec. A.C. alla fine dell’ età antonina. Un recente studio ha confermato inoltre la provenienza da quest’ area della fistula plumbea venuta alla luce nel 1888. Alcuni dei sette frammenti di questa fistula erano iscritti ed uno in particolare recava l’ iscrizione MATIDIAE AVG(ustae) FIL(IAE). Si conoscono due personaggi femminili con questo nome associati ai proprietari della villa: Matidiae Maior, figlia di Marciana, la sorella dell’ imperatore Traiano (insignita del titolo di Augusta nel 107 d.c.) e sua figlia Matidiae Minor, cognata dell’ imperatore Adriano. Matidiae Minor secondo le iscrizioni, ospitò nella sua villa la prole dell’ imperatore Marco Aurelio.

L’ intera area presenta interventi edilizi fino al II sec. D.C. ed anche in età medievale.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...